SANREMO 2014/ L’intervista ad Arisa: spero di esserci fino a 90 anni

- La Redazione

Arisa parla con il sussidiario.net: X Factor, il cinema, la televisione, ma soprattutto Sanremo e le sue canzoni. La voglia di rimanere nel mondo della musica a lungo. di ANGELO OLIVA

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Foto: InfoPhoto

Rischia Arisa in questa 64esima edizione del festival della canzone di Sanremo. Sì. Rischia di Vincere. La sua canzone Controvento è attualmente tra le prime nella classifica parziale e tra le favorite del pubblico. Lei che é nata con il Festival e al quale deve molto. La incontriamo nella hall del suo albergo. Nuovo look, cambiata nell’aspetto, ma non nello spirito.

Hai aperto questa edizione del festival di Sanremo. Che emozioni hai provato?

E’stato bello, anche se io avrei preferito di no. Nel senso che sono così abituata ad esibirmi per ultima. C’è il detto che gli ultimi saranno i primi ed i primi non si sa. Comunque é stato bello, emozionante, molto adrenalinico. Peccato perché avevo un livello di emozioni così alto che probabilmente non ho cantato bene. Lentamente, la canzone non scelta. Cioè non sono stata molto brava. Ma poi in realtà Controvento meritava di passare perché Lentamente è un brano che ascolti in un disco, nella tua intimità. Sarebbe stato difficile avere dei passaggi radiofonici frequenti. Invece adesso la gente sa che c’è e potrà ascoltare comunque. Mentre Controvento manderà avanti il progetto e poi dice io ci sarò. Ed io spero di esserci fino a 90 anni.

Che rapporto hai con il Festival di Sanremo?

Sono stata un anno lontana da Sanremo. Lo visto in TV ed ho sofferto parecchio perché tutto quello che ho fatto, tutti i miei progetti partono da Sanremo.

Da Sincerità a Controvento. Non solo un cambio musicale ma anche un cambio di look. E’ un percorso voluto, di maturazione per andare avanti?

Sì. Il cambiamento fa si che si possa andare avanti. Anche Jovanotti canta “una ragione per vivere” – e la canticchia – la ragione per vivere non può essere sempre la stessa. Man mano riceviamo stimoli dall’esterno che ci cambiano, ci fanno crescere e danno nuove emozioni. Il mio personaggio era molto amato. Quindi seguo la mia maturazione personale cercando di trasporla nella musica. Non credo nelle persone sempre uguali. Sincerità é stata una bella esperienza. Uno dei miei brani più venduto. Ma se fossi rimasta Arisa di Sincerità, tra l’altro lo sono ancora ma in modo diverso, non sarei stata sincera con le persone, in generale.

Ti sei cimentata in svariate arti come la scrittura, il doppiaggio, cinema compreso. Come ha influenzato o cambiato la tua musica?

Anche la televisione. X Factor, Victor Victoria, tutto mi ha cambiato. Nel cinema, per le piccole esperienze che ho fatto, ho imparato a muovermi in uno spazio, mentre prima ero molto “impalata”. Con il doppiaggio ho scoperto dei colori della mia voce che non conoscevo. Mentre la scrittura é una cosa che faccio sempre, anche se spesso in maniera più intima. In fine X Factor mi ha fatto appassionare a diversi stili di musica. Vivere ogni volta un’identità diversa attraverso i miei “allievi”. Mi reputo molto fortunata.

Sei tra le favorite di questa edizione del Festival. Come influisce questo aspetto su Arisa?

Guarda. Questa mattina mi sono svegliata e ho pensato. Ma perché non devo dire che voglio vincere. Io sono qui perché la mia canzone ed il mio progetto arrivino lontano. Io faccio questo lavoro per sperimentare, divertirmi, sentirmi viva ed emozionarmi. Ogni cosa che faccio in più é un piccolo passo che mi da vita. Semplicemente questo.

 

Negli ultimi anni hai fatto tante cose. Ma hai avuto tempo per soddisfare il cuore? Come stiamo ad amore?

Stiamo in stand-by.

 

“Se vedo te” è il tuo nuovo disco uscito in questi giorni. Hai in programma un tour?

Sarò in anteprima live il 6 aprile all’Auditorium parco della musica di Roma ed il 16 al teatro Arcimboldi Milano.

 

Ringraziamo e salutiamo Arisa e la sua spontaneità. Cediamo il passo ai suoi innumerevoli impegni e non ci resta che augurarle di tornare vincitrice dalla sfida di sabato sera. Sarà dura, ma siamo sicuri che l’affronterà con un grande sorriso ed ironia.

 

(Angelo oliva) 

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