CHIARA IZZI/ “Motifs”: dal Montreux Jazz Festival all’esordio solista

- Luigi Viva

Vocalist jazz di grande spessore, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Chiara Izzi adesso esordisce con un progetto discografico intitolato “Motifs”. di LUIGI VIVA

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Chiara Izzi

Il panorama musicale italiano, contrariamente a quanto si possa pensare è ricco di musicisti di talento, che seppure sfuggendo alla attenzione del grande pubblico, si fanno largo fra la cerchia degli appassionati ottenendo, non di rado grandi riconoscimenti. E’ il caso della cantante Chiara Izzi che 2011 ha vinto  il primo premio al Montreux Jazz Festival Voice Competition. Il prestigioso riconoscimento le è stato assegnato dalla giuria presieduta da Quincy Jones. Una vittoria che ha consentito alla cantante molisana di partecipare alla edizione 2012 del Festival aprendo per  Paco De Lucia. Con la vittoria al Festival Voice di Montreux è arrivata anche la firma  per l’etichetta newyorchese Dot Time Records che di recente ha pubblicato l’album d’esordio come solista intitolato “Motifs”. E’ il frutto di anni di studio (Diploma al Conservatorio di Frosinone), partecipazioni a seminari e contest in ogni parte del mondo, oltre ad una intensa attività concertistica con musicisti italiani (Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Massimo Manzi, Aldo Vigorito, Jerry Popolo, Sandro Deidda, Giorgio Rosciglione, Daniele Scannapieco).

Dice Chiara: “Il mio stile  vocale è stato influenzato da alcuni dei giganti del jazz come  Ella Fitzgerald, Clifford Brown, Charlie Parker, Anita O’Day, Carmen McRae, Cannonball Adderley, Michel Petrucciani. Amo la musica brasiliana ed in particolare Antonio Carlos Jobim, Djavan, Milton Nascimento,  e Ivan Lins. Fra gli  italiani Sergio Caputo, Pino Daniele, Fabrizio De  André , Caterina Valente. Mi piacciono molto James Taylor, Dianne Reeves, Bobby McFerrin, Ray Charles senza dimenticare Bach!”.

Appassionata di Charlie Parker la cantante molisana (Campobasso 1985) si presenta al suo esordio con tutte le carte in regola per ben figurare optando per un lavoro che guarda molto alla tradizione anche in termini di vocalità, con il solo supporto di un trio acustico (piano, contrabbasso e batteria). Undici i brani contenuti nell’album registrato in Svizzera al Balik Studio da Alexandre Bolle.

Il repertorio spazia tra consolidati standard come  I Get a Kick Out of You di Cole Porter, My Shining Hour, (Harold Arlen, J. Mercer), It Had to Be You ( Isham Jones e Gus Kahn), accanto a Travessia scritta da Milton Nascimento e  Stockholm Sweetnin’di Quincy Jones. 

Di particolare impatto El Cacerolazo di Javier Girotto riproposto con la tecnica dello scat. Interessanti i brani che portano la firma della stessa cantante Another Day, Segni del Tempo, scritta con Donato Cimaglia, o Cantabile di Petrucciani per la quale la Izzi ha scritto un testo originale.  All’altezza i suoi compagni di viaggio Nicola  Corso al contrabbasso, Gino Del Prete alla batteria e l’ottimo Andrea Rea al piano.

I brani presentati consentono alla Izzi di dispiegare a pieno le notevoli capacità vocali, firmando un ottimo esordio che lascia comunque intravedere importanti sviluppi. Una menzione particolare per l’interpretazione de Il Pescatore di Fabrizio De André  ripresentata con un indovinato arrangiamento con evidenti richiami a Birdland dei Weather Report, non sapendo che proprio Joe Zawinul era il jazzista preferito di De André.

Chiara Izzi prosegue il giro italiano di presentazione del nuovo album, al quale seguiranno alcune date negli Stati Uniti, dove la cantante avrebbe intenzione di trasferirsi per proseguire la sua attività.

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