OPERA/ La Cina salva la lirica italiana

- Giuseppe Pennisi

Mentre in Italia il teatro d’opera è in crisi profonda in Asia e soprattutto in Cina vive una stagione di grande successo: un centinaio di teatri in costruzione. di GIUSEPPE PENNISI

Xu-Zhong__R439
Il maestro Xu Zong

Ancora una volta è la Cina a tendere la mano ai teatri italiani. Già nel 1981 il documentario australiano, diretto da David Bridges, From Mao to Mozart (che vinse anche un Premio Oscar) aveva mostrato in tutto il mondo come i conservatori e alcuni teatri e auditori cinesi si stavano preparando all’opera e alla sinfonica occidentale. Dal 1942, ad esempio, è attiva a Pechino la China National Opera House, con un teatro di repertorio (come quello tedesco e austriaco) dedicato all’opera occidentale o alla “nuova” opera cinese, modellata su quella europea (Giacomo Puccinine è il principale modello) o americana (William Bolcom è un compositore e pianista molto seguito in tal senso). Nel 2011 l’opera cinese (e giapponese) tese una mano al Festival Puccini di Torre del Lago, rimasto in bolletta a causa di un “pasticciaccio” burocratico: i teatri d’opera di Hong Kong e Macao prestarono una loro Bohème e una compagnia nipponica la loro Butterfly, due spettacoli di grande successo. Negli ultimi due anni a Roma si sono vista una Turandot ed un Trovatore di tutto rispetto con scene, costumi, cantanti, direzione d’orchestra interamente cinese

In effetti, mentre il teatro d’opera è in seria crisi in Italia, in Asia questa forma di spettacolo dal vivo è in piena espansione. In Cina sono in costruzione un centinaio di teatri per la lirica “occidentale” o “all’occidentale” (ossia su temi cinesi ma trattati come un lavoro europeo o americano). Gli amanti del teatro in musica, in viaggio a Pechino, vi trovano la China National Opera House (CNOH) che si esibisce dal 1942 in un teatro di circa 2.400 posti, ha una compagnia di canto, un coro e un’orchestra, un repertorio stabile di una trentina di titoli in repertorio, a cui ogni stagione se ne aggiungono di nuovi.

Ora la Cina va in supporto del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania , uno dei più belli e con la migliore acustica del nostro Paese. Grazie all’invito e alle risorse economiche degli organizzatori cinesi, sarà a Shanghai da oggi 13 maggio  fino al 20 maggio per due appuntamenti di musica per i quali già da tempo i biglietti sono tutti esauriti:  sabato 17 maggio alle ore 18 locali, il Galà Concerto nell’immenso Shanghai Chenshan Botanical Garden, enorme parco pubblico nel Distretto Songjiang della metropoli; domenica 18 maggio alle ore 19,30, nella Shanghai Culture Square, spettacolare e modernissima sala teatrale da 2011 posti nel quartiere francese della città, il dittico “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo che chiuderà la 31a edizione del prestigioso Shanghai Spring International Music Festival.

Grande cerimoniere e infaticabile organizzatore della tournée, è il direttore e pianista cinese Xu Zhong, che a Shanghai ricopre importanti incarichi artistici e in Italia – primo cinese a diventarlo – è direttore artistico del Teatro Bellini di Catania; il maestro Xu Zhong sarà sul podio di entrambi gli spettacoli: “Lavoro a questo progetto da quasi due anni – dice – complesso e difficile per la quantità di persone e di mezzi da spostare da una parte all’altra del mondo e che rischiava di fallire per le gravi difficoltà finanziarie che da tempo ormai attraversa il Bellini. Difficoltà che ho potuto superare grazie alla disponibilità e alla ferma volontà dei miei Connazionali e in particolare di tre grandi istituzioni culturali della mia città, lo Shanghai Spring International Music Festival e lo Shanghai Conservatory of Music per quanto riguarda le due opere, e lo Shanghai Oriental Broadcasting Group per quanto riguarda il concerto; pur di avere il teatro di Catania qui da noi in Cina, hanno deciso di pagare loro tutte le spese, da quelle di trasferta e soggiorno, alle diarie del personale, a quelle di realizzazione delle scene e dei costumi delle due opere che metteremo in scena. Non smetterò di essere loro grati per questo enorme sforzo finanziario“. 

Oggi, con più voli a distanza di poche ore uno dall’altro, orchestra, coro e vertici del “Bellini”, assieme agli artisti impegnati nel concerto e nelle due opere, sono partiti alla volta della metropoli asiatica; i tecnici incaricati di montare le scene realizzate in Cina, invece, erano partiti già la scorsa settimana. 

La tournée del “Bellini” di Catania è la prima dall’ormai lontano 2006 quando, andò in Giappone a bissare lo straordinario successo già riscosso tre anni prima, nel 2003. Oggi, come lo fu allora, tra i protagonisti assoluti della tournée ci sarà il soprano greco Dimitra Theodossiou, che vestirà i panni di Santuzza in “Cavalleria rusticana”, e che con Catania ha ormai da tempo stabilito un rapporto di grande stima e affetto, ricambiati dai sempre calorosi applausi del pubblico: “Sarò in Cina per il grande amore che ho per questo teatro – ha detto alla partenza – Insieme abbiamo vissuto grandi momenti di gloria e dunque non lo abbandono certo ora. Per questo,come pure per l’amicizia e la profonda stima che mi legano al maestro Xu Zhong, non ho esitato un attimo“. Per il grande soprano, che ha girato il mondo impersonando decine di ruoli operistici, è la prima volta in Cina: “Sono molto felice per questo e mi lascerò sorprendere da questa nuova avventura. D’altronde, la mia prima tournée in Oriente l’ho fatta proprio con il Bellini undici anni fa in Giappone e fu un grandissimo successo. Sarò dunque la mascotte del gruppo per la seconda volta, alla conquista di un nuovo Paese“. 

Per il concerto en plein air di sabato 17 maggio alle ore 18, il maestro Xu Zhong, che salirà sul podio a dirigere coro e orchestra del Teatro Massimo Bellini, ha previsto un sapiente e ben calibrato programma di brani da opere di: Gioachino Rossini (Guglielmo Tell, Barbiere di Siviglia), Vincenzo Bellini (Norma), Giuseppe Verdi (La traviata, Il trovatore, Nabucco), Giacomo Puccini (Manon Lescaut, Madama Butterfly, La bohème, Turandot), Gaetano Donizetti (L’elisir d’amore) e, inoltre, l’esecuzione delle “Variazioni sul tema del Mosè di Rossini” scritte da Niccolò Paganini (solista, il violinista Mengla Huang). Soprani Dimitra Theodossiou e Daniela Schillaci, tenore Roberto Iuliano, baritono Salvatore Todaro. 

Cast diversi per le due opere che andranno in scena l’indomani, domenica 18 maggio alle 19,30 nel teatro Shanghai Culture Square, entrambe per la regia di Luca Verdone, con le scene di Salvatore Tropea e i costumi di Alberto Spiazzi. Per “Cavalleria rusticana” di Mascagni saranno in scena Dimitra Theodossiou (Santuzza), Sabina Beani (Lola), Richard Wolfgang Bauer (Turiddu), Francesca Aparo (Mamma Lucia), Paolo La Delfa (Alfio). Per “Pagliacci” di Leoncavallo agiranno Daniela Schillaci (Nedda), Richard Wolfgang Bauer (Canio), Kamie Hayato (Tonio), Roberto Iuliano (Beppe), Salvo Todaro ((Silvio). 

Sul podio lo stesso maestro Xu Zhong, prestigiosa e acclamata “bacchetta” e raffinato interprete, che a casa sua, nella sua Shanghai, grazie anche alla sua ricca formazione e alla sua luminosa carriera musicale “europea”, sarà l’ambasciatore della cultura musicale e operistica italiana in terra d’Oriente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori