THE VOICE/ Giulia Dagani: ecco cosa ho imparato da J-Ax e Piero Pelù

- Claudia Cabrini

Intervista esclusiva a Giulia Dagani, concorrente eliminata dal programma di grande successo The Voice. Ecco cosa racconta di quell’esperienza. di CLAUDIA CABRINI

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Giulia Dagani

Giulia Dagani, classe ’89, è nata e cresciuta in provincia di Cremona, e fra le sue più grandi passioni ne ha coltivata una che ad oggi è per lei una professione. Il sogno di sempre sembra essersi realizzato. Ha partecipato all’edizione italiana di The Voice, ed è stata eliminata solo la scorsa settimana, al secondo Live, poco prima della finale. Non se lo aspettava ma, ci dice, “il futuro è tutto da scrivere, e l’avventura è appena incominciata!”. Le abbiamo chiesto di raccontarci chi sia, davvero, questa ragazza dal caschetto rosa che ha conquistato tutta Italia. Con una voce unica, ed una grinta mai vista, ecco cosa Giulia ci ha risposto…

La tua passione per la musica, lo hai raccontato più volte, nasce insieme a te. Sin da bambina volevi cantare, ed è al Liceo che il sogno ha cominciato a realizzarsi. E’ merito quindi di quegli anni se Giulia è l’artista che conosciamo oggi…

Sì, ben detto. Sarò sempre grata alla mia scuola. E’ proprio lì che ho potuto toccare con mano la mia più grande passione, quella per la musica. I primi esperimenti, con le voci e gli strumenti mi hanno fatto capire quanto desiderassi questo diventasse anche il mio lavoro. Emozioni che sempre porto con me, e che sono uno dei tanti pezzettini che hanno creato la Giulia che tutti conoscono! I primi saggi mi vedevano sul palco adrenalinica e felice come non mai. Gli spettatori erano amici, parenti, ed insegnanti, la bellezza di quei momenti è indescrivibile! Incontri ed esperienze fondamentali per il mio essere!

Da qui la decisione di proseguire con una carriera che, lo sappiamo, è  sicuramente  complicata. Di cantanti ce ne sono molti, di CD se ne vendono pochi…

Non posso darti torto, infatti le sfide non mancano mai. Però, vedi, per me questa è un’esigenza, come l’ossigeno per la sopravvivenza. Ho sempre voluto esser coerente con me stessa e con le mie passioni. Immaginare la mia vita senza note, colori e senza il canto, è veramente pari all’immaginare l’esistenza che non vorrei. Mi ritengo molto fortunata perché ad oggi, e ne sono grata, la mia musica mi ha sempre concesso il privilegio di una vita economicamente indipendente dalla famiglia, il che non è affatto scontato. Non so come altro potrei impegnar le mie giornate. Forse non sarei veramente in grado di inventarmi un lavoro diverso da questo. Ne avrei le capacità, certo, ma mentirei se dicessi che mi immagino a fare altro. La mia vita è la musica, e senza musica la mia vita cesserebbe d’essere!

Come mai proprio The Voice?

Credo la visibilità di un programma televisivo mi abbia sicuramente attratta. Per far musica devi anche trovare il modo di farti ascoltare. Ho pensato The Voice avrebbe potuto essere l’opportunità giusta per imparare, per conoscere, e per farmi conoscere. E’ iniziato tutto un po’ per caso, è stata davvero un’avventura inaspettata perchè mai avrei creduto di arrivare così lontano, e così vicina alla finale. E poi a telecamere accese è tutto un pasticcio di emozioni! Sto realizzando solo ora, nella tranquillità di casa mia, quello che ho appena vissuto. Per me è stato un sogno, e probabilmente il mio sogno non è proprio terminato.

Cosa pensi di aver dato a The Voice e cosa The Voice ha dato a te?

Ho cercato di rimaner il più fedele possibile al mio essere. Ho dato a The Voice la me più vera, con la coerenza di una Giulia sempre uguale, a riflettori accesi oppure no. Credo il pubblico possa avermi apprezzata anche per questo, per la mia sincerità sul palco. Quello che ho imparato da questa esperienza è veramente tantissimo, anche grazie ad uno staff spettacolare, che ci è stato vicino in ogni momento, a partire sin dalle audizioni. 

Hai lavorato con J-AX durante la Battle, e sei poi stata adottata dal Team Pelù per il resto della tua permanenza nel format. Ma quale giudice tra i due ti è davvero rimasto di più nel cuore?

Con J-Ax è nato un rapporto veramente speciale. Ci siamo legati tanto. E’ stato un insegnante spettacolare, carico di grinta e di emozioni, pronto a trasmettercele in qualsiasi momento. Mi ha sempre sostenuta, e nonostante mi abbia lasciata a Piero dalle Batlle in poi, non si è mai dimenticato del mio caschetto, nè della mia voce. Il dietro le quinte del programma è la parte che più mi commuove. Anche lì, infatti, mi è stato possibile condividere momenti di confronto importanti, con i miei compagni di viaggio, gli altri concorrenti come me, e con la redazione al completo. Così abbiamo unificato i rapporti. Da piccina sono cresciuta a suon di J-Ax e biscotti. L’idea che lui sia oggi per me anche un amico, è veramente qualcosa di assolutamente speciale. Il cuore rock di Pelù però mi ha conquistata. E’ stato davvero un maestro prezioso per me e per il mio team al completo. Lui è il vero numero uno, ed i suoi insegnamenti me li porto lontano. Merito delle mie esibizioni è anche del bravissimo Gaudi, nostro vocal coach. Una persona speciale, che 

Non credo sia mai apparsa in televisione, ma che sono convinta meriti il mio più grande ringraziamento.

 

Qual è il tuo prossimo obiettivo, ora che l’Italia ti conosce un po’ di più?

 

Il mio desiderio più grande è quello di portar a termine il mio nuovo disco. Il pubblico mi chiede a quando le mie prossime esibizioni live, vogliono ascoltare nuove canzoni. Non mi resta altro che studiare tanto, perché non si smette mai di imparare, e rimboccarmi le maniche affinché un nuovo album possa essere portato a termine. E dopo la mia depressione post-eliminazione (ride, n.d.r) sarà ancora più facile scrivere! Scherzi a parte, non voglio enfatizzar troppo i dispiaceri ma, come ho spiegato anche sulla mia pagina ufficiale, i miei momenti più creativi sono dettati dal batticuore. Ogni tanto mi capita di svegliarmi con una certa agitazione addosso. E allora non posso far altro che sedermi davanti al pianoforte e dar sfogo ad un fiume di note. Sono sequenze che magari non mi condurranno da nessuna parte, o che al contrario diventeranno la mia canzone migliore di sempre. Quello che è certo, è che descrivono al meglio quel mio dato momento particolare. E ciò che ne esce è sempre e comunque magia, quella vera. Quindi nessuna tristezza. Il futuro è tutto mio, è tutto ancora da decidere. E non vedo l’ora che la prossima sfida mi corra incontro.

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