THE VOICE OF ITALY/ Manuel Foresta: il mio sogno? Duettare con Carmen Consoli

- int. Manuel Foresta

MANUEL FORESTA, semifinalista di The Voice of Italy 2013, si racconta in questa intervista: la sua passione per la musica, l’esperienza al talent Rai e i progetti futuri.

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The Voice (info photo)

Si chiama Manuel Foresta, ed è uno dei semifinalisti dell’edizione di The Voice of Italy 2013. Al tempo famoso per il suo spirito grintoso e altresì melodico, Manuel -team Carrà- ad oggi non è soltanto un ragazzo da talent, ma molto di più. Il successo di pubblico se l’è conquistato grazie alla televisione, ma riesce a mantenerlo ed incrementarlo proprio a merito della sua bravura -tanta-, e della sua caparbietà, tantissima. Sta attualmente lavorando al prossimo album, ed il suo ultimo singolo dal titolo ‘Se fossi ancora qui’ è già visualizzatissimo sul canale YouTube. Ha aperto i concerti durante la sessione invernale del grande Renzo Rubino e, ci racconta, il segreto sta nel non smettere di sognare mai…

La tua passione per la musica ti ha permesso di arrivar fino in semifinale a The Voice e, comunque in finale la tua mancanza si è sentita. La tua strada è quindi proprio quella del canto… Ma tu, questo, quando l’hai capito?

È nato tutto un po’ tardi, lo ammetto. Avevo oramai 15 anni quando mi sono accorto di amare la musica a più non posso. Forse in precedenza ero semplicemente troppo timido ed un po’ insicuro per ammetterlo agli altri, ma io in fondo io l’ho sempre saputo. Ha contribuito moltissimo la mia grande mamma, che quando io ero piccino recitava. La vedevo in Teatro, sul palco, e capivo che quella cosa lì -in un modo o nell’altro- facesse anche al caso mio. Non capivo, però, in che modo finchè un giorno non ho scoperto questo grandissimo mezzo di comunicazione, quale quello della musica. Mi ha aiutato a disinibirmi, ed è stato un vero colpo di fulmine. Mi è stato immediatamente chiaro questa sarebbe stata la mia strada, e difatti così è ancora.

Da dove è nata l’idea di partecipare ad un format come quello di The Voice?

In realtà è stata una scelta (fortunatamente) azzardata. Sai, non sapevo benissimo di cosa si trattasse. Sarebbe stata la prima edizione del programma, in Italia, quindi era tutto nuovo, giorno dopo giorno. Mi sono ritrovato per caso a Milano, un pomeriggio, e ho deciso di presentarmi ai provini. Un mese dopo c’ero dentro. Un gran colpo! Tra l’altro stavo attraversando un periodo decisamente particolare… Ero piuttosto diffidente, e anche gli studi universitari mi stavano rubando molo tempo. Ho infatti anche avuto l’idea di abbandonare il canto, perchè  mi sembrava tutto troppo difficile. Ma The Voice mi ha fatto capire che a volte devi soltanto lasciarti andare, senza smetterla di sognare e mettendocela tutta. Così, infatti, tu sei più rilassato, e la tua musica colpisce di più. Così ho fatto sul palco. Mi sono goduto ogni esibizione, fino in fondo.

Poi, ecco, tu eri nel Team Carrà quindi niente male… Qual è il più grande insegnamento che ti ha lasciato Raffaella?

Lei è stata veramente fondamentale. Mi ha insegnato che la Musica non è soltanto teoria, ma anche messa in scena. Raffaella pretendeva moltissimo da noi concorrenti, nonostante poi riuscisse sempre a conservare quella dolcezza che sempre la caratterizza. Ci ha insegnato a conquistare il palco, a non lasciar nulla al caso ed a star attenti anche al minimo dettaglio. Cosa che mi è assolutamente servita i concerti della sessione invernale di Renzo Rubino…

A proposito di Rubino, come mai una collaborazione proprio con lui?

Ecco, l’incontro con Renzo non posso descriverlo in altro modo se non come una cosa veramente bella! Il suo tour è particolare, una ‘recita’ continua, capace di balzare in un secondo dalla musica al teatro, colorando platea e palco intero. Io sono sempre stato molto affascinato dal suo modo istrionico di fare, ed è stato un onore collaborare con lui. Possiede una genialità pazzesca, ed è stato con me molto generoso, non risparmiandomi consigli preziosi per la mia musica. Insomma veramente un’esperienza impressionante!

E dopo Rubino c’è un altro nome italiano col quale sogneresti di duettare?

Potrei apparire forse ridicolo, ma amo alla follia Carmen Consoli. La ascolto da quando sono piccino, e nonostante abbia uno stile musicale certo differente dal mio, per me poterla incontrare e magari -perchè no- aver anche l’onore di cantare insieme, sarebbe una cosa impossibile che possibile diventa. Mai dire mai… 

Il tuo ultimo singolo ‘Se fossi ancora qui’, è già un successo. Progetti futuri?

Ad ora sono veramente felicissimo dell’amore del mio pubblico e ne ringrazio il cielo ogni giorno! Non mi sembra reale, e non posso far altro che continuare a lavorare duramente anche per loro, che mi danno forza. Sto lavorando con impegno al mio prossimo album. Vorrei fosse un disco nato da una continua ricerca, a proposito di quello che sono, e di quello vorrei fosse e credo un po’ già sia la mia musica.

Non possiamo far altro che augurarti il meglio, farti i complimenti per quello che fino ad oggi sei riuscito a fare e beh… grazie per il tempo che ci hai concesso!

Grazie a voi!

 

(Claudia Cabrini)

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