MORTO PINO DANIELE/ Le ceneri dell’artista saranno portate a Napoli per l’ultimo saluto della sua città

A 59 anni di età è morto il cantante e chitarrista napoletano Pino Daniele, colpito da un infarto. Già in passato il suo cuore aveva avuto problemi analoghi, ecco chi era

05.01.2015 - La Redazione
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Pino Daniele (Infophoto)

La famiglia di Pino Daniele ha fatto sapere che dopo il funerale che si terrà come anticipato a Roma mercoledì 7 gennaio alle ore 12 presso il Santuario della Madonna del Divino Amore, le ceneri dell’artista scomparso verranno portate a Napoli, sua città natale. Questo perché tutta la cittadinanza che ha tanto amato Daniele, possa dare l’ultimo abbraccio. Non è ancora stato reso noto il giorno e il luogo dove i resti di Pino Daniele saranno esposti per il tributo pubblico.

Anche il capo dello Stato ha espresso il suo cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Pino Daniele: “Ho appreso con dolorosa sorpresa la notizia della scomparsa di Pino Daniele, cantautore che ha saputo dare un originale contributo alla tradizione musicale della sua città. Ai figli e alle persone che gli hanno voluto bene e al mondo della musica, esprimo le mie più sincere condoglianze”. Sono molti i politici che in queste ore pagano tributo allo scomparso musicista e cantante. Matteo Renzi dice di “una chitarra preziosa, una sensibilità rara che con passione e malinconia continuerà a raccontare in tutto il mondo il nostro paese”. Tristezza per Pino Daniele, scrive su twitter Laura Boldrini, parlando dell’amore per Napoli e per la sua curiosità per i ritmi del mondo che hanno saputo emozionare tutti. Anche Roberto Maroni ha espresso “dolore e sgomento per l’improvvisa scomparsa di un grande Pino Daniele”. L’ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino  esprime “tristezza infinita”. Il ministro della cultura Dario Franceschini: “”Eravamo ragazzi e la sua voce e la sua musica erano già dentro di noi. E lì resteranno sempre. #PinoDaniele uno dei grandi”.

Tra gli amici di sempre di Pino Daniele c’è anche Claudio Baglioni. Unito al cantautore napoletano da una profonda amicizia, Claudio Baglioni ha voluto ricordare Pino Daniele prima come uomo e poi come artista. Un lungo messaggio che ha profondamente emozionato tutti i fans di Pino Daniele e non. “Pino, Pinuccio tanto caro, Pino adorato ieri sera guardavo la foto presa da lontano di noi due seduti sul bordo del terrazzo mentre tu mi raccontavi e io ascoltavo. Dietro c’era solo il mare. E al mare e a te pensavo come in una misteriosa malinconia, una tristezza nuova e sconosciuta. Non capivo, non sapevo ancora niente. Avevo una chitarra per le mani e piano piano mi sono ritrovato a suonare e poi a canticchiare Io dal mare immaginando nel lunghissimo finale i tuoi fraseggi di corde e voli di voce senza parole. Tu non c’eri ma era come se fossi lì con me a ricordare il pezzo, a ripassarlo per la prossima occasione in cui l’avremmo rifatto. L’avevamo registrato venticinque anni fa e tu, che non eri stato bene, l’avevi voluto fare lo stesso. ‘Ci ho messo tutto il cuore’ dicesti sorridendo e ci scherzammo su per tutta la cena al ristorante. Ora, dopo un quarto di secolo, quel cuore si è fermato. Ma non la voce, le note calde della tua chitarra,  lo swing, il blues, l’anima profonda, le canzoni belle. Non la tua passione, la sincerità come melodia di vita, l’amicizia vera, diretta e a volte brusca,  quasi antica, di un altro tempo, di un tempo che fu giovane insieme a noi e ai nostri primi sogni. Un tempo che non è passato mai e che, d’ora in poi, scorrerà diverso con il ritmo più dolente e lento della nostalgia. È stato un regalo conoscerti e incontrarti in questi anni e in questo mondo e cantare suonare parlare ridere con te e sentire, sapere, essere sicuro  che ogni volta, nella musica e nella vita, ci hai messo tutto il cuore”.

Si terranno mercoledì 7 gennaio i funerali di Pino Daniele. Il luogo dell’ultimo addio sarà il Santuario del Divino Amore di Roma, a Castel di Leva, nei pressi di via Ardeatina, esattamente in via del santuario 10 come ha fatto sapere padre Renzo, il sacerdote che celebrerà il funerale. Sranno celebrati in forma pubblica, dunque aperti a tutti coloro che desideranno parteciparvi. Padre Renzo era un amico di famiglia e nello stesso luogo aveva anche celebrato le nozze del figlio del musicista scomparso. Ha comunicato che la scelta del santuario è dovuta anche alla capienza del luogo che potrà accogliere molte delle tantissime persone che certamente verranno a salutare Pino Daniele. 

Ha suonato e duettato con i più grandi, ma certamente l’esibizione con Eric Clapton, il più grande chitarrista vivente uno dei maggiori di tutti i tempi, deve essere stato il momento di maggior soddisfazione per Pino Daniele. Nel 2010 il musicista napoletano venne invitato personalmente a esibirsi al festival organizzato ogni anno da Clapton, Crossroads Guitar Festival, un evento di beneficenza che ogni anno raduna tutti i più grandi chitarristi viventi. Fu la prima e unica apparizione di un musicista italiano a questo evento. Poi l’anno dopo Daniele ricambiò l’invito, con un concerto allo stadio di Cava de’ Tirreni dove i due si esibirono di nuovo insieme. Tra gli altri duetti di Pino Daniele con musicisti internazionali, va anche ricordato quello con il pianista jazz Chick Corea durante un concerto del primo maggio a Roma.

Non solo Eros Ramazzotti. La morte di Pino Daniele ha sconvolto l’intero mondo della musica italiana. Colleghi ma, soprattutto, amici, chiusi nel loro dolore, hanno lasciato messaggi di cordoglio per il cantante sui vari social network. Tra i ricordi più commossi c’è sicuramente quello di Laura Pausini. Un’immagine bellissima che potete vedere cliccando qui in cui Laura appoggia la sua testa sulla spalla di Pino Daniele durante un concerto. E poi poche e semplici parole che esprimono tutto il suo dolore per una morte così improvvisa: “Alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio. A noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino Daniele. Con la tua arte unica. E questa foto, con la mia testa sulla tua spalla per dirti “grazie”. Per avermi permesso di conoscerti da vicino. Per cantare con te e per te. Laura”.

Anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha espresso il suo dolore per la scomparsa di Pino Daniele, il cantautore stroncato da un infarto nella notte fra domenica e lunedì. “Pino Daniele è morto, ma la sua musica è eterna”, scrive De Magistris sul suo blog e sui social network annunciando il lutto cittadino. “Pino è Napoli, legame infinito e indistruttibile, come il suono e la voce della sua musica”, ha aggiunto. “Sono sconvolto: quest’anno abbiamo ricordato i vent’anni dalla scomparsa di Massimo Troisi e ora anche la perdita di Pino è incolmabile”, ha poi detto il sindaco di Napoli ai microfoni di Sky Tg24. “Non basta il lutto cittadino, metteremo a punto con la Giunta iniziative importanti, grandi e originali perchè lui è unico. Fermo qualcosa di adeguato alla sua grandezza”.

Ecco alcune immagini dell’ultimissima apparizione in concerto di Pino Daniele, la notte di capodanno, al programma televisivo di Rai Uno L’anno che verrà. Daniele era stato uno dei tanti ospiti della serata esibendosi in O’ scarrafone e nella classicissima Quando, uno dei suoi brani più amati, canzone che tra l’altro contiene versi profetici come “il paradiso che forse esiste”. Come si vede il cantante era in perfetta forma fisica e nulla faceva presagire la tragedia avvenuta questa notte.

Pino Daniele è morto. Avrebbe compiuto 60 anni a marzo, ma il grande cuore napoletano di Pino Daniele si è fermato questa notte, mentre era con la famiglia nella sua casa in Maremma a passare le festività natalizie. Purtroppo già in passato Pino Daniele aveva avuto seri problemi di cuore, tanto che si era detto che non sarebbe più riuscito a salire su un palco, e per un certo periodo si era dovuto esibire seduto per non sforzare il fisico. Sembrava però il problema di un momento passato, invece l’infarto lo ha stroncato questa notte. Colpisce adesso con il senno di poi il suo ultimo post su facebook: “Back home: in viaggio per casa”. Presagio di una vita terrena alle ultime battute, desiderio di quella casa eterna a cui tutti anelano? Non lo sapremo mai ovviamente. Eros Ramazzotti è stato il primo collega musicista a dare notizia della sua scomparsa: “Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo”. Pino Daniele è morto dopo aver lasciato i palcoscenici solo pochi giorni prima di Natale: il suo ultimo concerto in tournée infatti si era tenuto a Milano il 22 dicembre. Un concerto e un tour particolari, quelli, suonati con la band che lo aveva accompagnato nel 1980, l’anno del suo grande successo nazionale, nei primi anni di una folgorante carriera. Ma Pino Daniele si era esibito per l’ultima vera volta la notte di Capodanno, solo quattro giorni fa, durante la serata trasmessa in diretta su Rai Uno da Courmayer. Pino Daniele è stato la voce della Napoli alternativa, quella lontana anni luce dalla canzone sentimentale e un po’ ruffiana, per intendersi i vari Mario Merola e Nino D’Angelo, che avevano cantato una immagine stereotipata della città campana. Pino Daniele invece innamoratissimo del blues afro americano aveva cantato la Napoli popolare, operaia e problematica, la Napoli alternativa degli anni 70, fucina di grandi esperimenti musicali che ruotava attorno a un gruppo di musicisti formidabili: Edoardo ed Eugenio Bennato, Enzo Avitabile, James Senese, Teresa De Sio, Tullio De Piscopo, Toni Esposito, musicisti che avevano internazionalizzato la musica napoletana, tra influenze del Mediterraneo, del Nord Africa, degli Stati Uniti, del jazz e del rock. Pino Daniele poi non era solo un cantautore, ma un bravissimo chitarrista, blues e jazz, tanto che anche Eric Clapton lo aveva voluto sul palco insieme a lui. La sua carriera discografica era cominciata nel 1977 con l’album Terra mia, ma il successo a livello nazionale era arrivato nel 1980 con Nero a metà (Paolo Vites)

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