OPERA/ Akademie für Alte Musik: Bach sacro e profano

- Giuseppe Pennisi

A Roma una serie di eventi speciali tra cui uno spettacolo dedicato a Bach nelle sue varie sfumature compositive, ce ne parla in questo articolo GIUSEPPE PENNISI

bach_roma_R439
Foto di Damiano Rosa

L’Istituzione Universitaria dei Concerti (Iuc) dell’Università di Roma La Sapienza, giunta alla 71sima edizione ha iniziato la stagione il 17 ottobre con un concerto davvero eccezionale: l’Akademie für Alte Musik di Berlino (di cui apprezzammo un ottimo Ratto dal Serraglio a Perugia nel settembre 2014 nel quadro della Sagra Musicale Umbra)  ha messo a confronto, nella vasta produzione di Bach, una cantata sacra ed una profana, incorniciandole in una brevi brami strumentali del compositore. Il vasto auditorium era gremito in ogni ordine di post. L’Akademie für Alte Musik di Berlino, nata nel 1982, è uno dei principali e più noti complessi europei di musica antica; suona su strumenti d’epoca , od il più simile possibile a quelli d’epoca.

La prima parte del programma è stato introdotto da una breve sinfonia molto vivace, a cui ha fatto seguito la cantata Mein Henze schwitt im Blut BWV 199 un lungo brano composto da tre aree per soprano (Dorothée Mields) , collegate da recitativi (di cui uno secco). Su testo di Georg ha carattere è essenzialmente sacro: narra di una ricerca di redenzione, di una penitenza, dopo il peccato, e del perdono da parte di Dio. Le linea di canto e di strumentazione d’accompagnamento  sono chiarissime e purissime. 

Particolarmente affascinante l’aria Ich deim betrubes Kind in cui il soprano è accompagnato solo da una viola. L’altra cantata (che occupa la parte centrale della seconda parte) è invece profana . E gioiosa sin dal titolo Weiker nur, betrübe Schatten BWK 202  (Ritiratevi ombre melanconiche). E’ canto nuziale pieno di freschezza che termina in stile di danza (una gavotta): Dorothée Mields che nella prima parte aveva assunto toni quasi tragici, impersona una fanciulla lieta in un ambiente rurale gaudente e festosa.

Tra le due cantate, due concerti , rispettivamente al termine della prima ed all’inizio della seconda parte. Il primo è per violino in mi maggiore (BWV1042) ed il secondo per clavicembalo e archi (BWV1056). Ambedue ricordano i branderburghesi , con maggiore vivacità nel primo (i primi due tempi sono allegro ed il terzo allegro asssai) e più meditativo il secondo (un largo seguito da un presto). Molti appluasi ed un breve bis alla fine.

Prendiamo questa occasione per dare un’occhiata alla stagione della Iuc. Si daranno di nuovo appuntamento a Roma il rinascimento e il contemporaneo, la musica sacra e il jazz, con molti interpreti di fama internazionale. Tra gli ospiti di questo anno ci sono Jordi Savall e Maria João Pires, ma anche tantissimi giovani di rilievo internazionale, come ad esempio Alexander Romanovsky e Francesca Dego.

L’Ensemble Berlin, formato dai solisti dei Philharmoniker, rievoca un altro momento importante dei rapporti tra musica e letteratura, eseguendo musica di scena di Richard Strauss per Il borghese gentiluomo di Molière con l’intervento di Peppe Servillo Tenore di culto in tutto il mondo per la sensibilità e la raffinatezza delle sue interpretazioni, Ian Bostridge che eseguirà Lieder di Schubert e Schumann e la versione completa di The Heart of the Matter di Benjamin Britten, in prima italiana, con Alessio Allegrini al corno eJulius Drake al pianoforte.

Il 1 marzo, invece, debutta a Roma il vincitore del Concorso “Chopin” di Varsavia 2015, il più ambito dai pianisti, nel cui albo d’oro figurano tra gli altri Maurizio Pollini, Martha Argerich, Krystyan Zimerman e Rafal Blechacz. Si svolgeranno anche una serie di incontri su Chopin, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e gli Amici della Musica di Foligno.
Un altro appuntamento molto atteso è il ritorno di Maria João Pires, la pianista portoghese scelta da Abbado per incidere i Concerti di Mozart e Schumann, che presenta una sua iniziativa a cui è particolarmente legata, il “Partitura Project”.

Un appuntamento speciale è il festival “Un organo per Roma” del Conservatorio “Santa Cecilia”. Ideata da Giorgio Carnini, questa iniziativa cerca di risvegliare l’interesse del pubblico verso il concertismo organistico. Tra i concerti nella Sala Accademica del Conservatorio romano ci sono “Omaggio a Ferruccio Vignanelli”, “L’organo incontra la banda” e “L’organo in Italia al tempo di Verdi”.

A completare la stagione il programma Musica Pourparler, un ciclo di incontri con musicisti che non si limitano a suonare, ma dialogano con studenti e appassionati di tutte le età: tra i protagonisti il chitarrista Gian Marco Ciampa e lo Steam Quartet, l’Orchestra Giovanile del Conservatorio “Santa Cecilia” diretta da Rinaldo Muratori. Chiuderà la rassegna la pianista Angela Hewitt.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori