FESTIVAL SANREMO 2015/ Nuove Proposte, le pagelle: il meglio e il peggio di quest’anno

- Alessandro Berni

ALESSANDRO BERNI analizza e commenta i brani delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2015: nonostante qualche miglioramento rispetto all’anno scorso, la qualità è ancora bassa

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Rocco Hunt, vincitore Nuove Proposte dell'anno scorso

Anche quest’anno l’ascolto della scrematura operata dai selezionatori non permette di intravedere un’ipotesi di piano B rispetto al labirinto in cui il potere costituito sembra aver confinato le nuove tendenze della musica italiana rappresentate a Sanremo. Nuove per modo di dire appunto perché di nuovo, o per meglio dire di originale, fresco e provocatorio non sembra esserci granché, per quanto la situazione appaia in qualche modo migliore della cancrena quasi totale dello scorso anno. Certo con la solita calcolata furbizia di chi muove i fili dello show. Tutte le caselle di ciò che può essere tendenza consolidata sono accuratamente riempite di modo che qualsiasi voce fuori dal copione sia annullata o quantomeno tenuta a bada e anestetizzata sull’altare del fruibile.

AmaraCredo

Interprete di rilievo per una canzone dall’evoluzione troppo prevedibile. Un’atmosfera in levare disegnata da un piano docile e melanconico (memore dei Marillion di Lavender), apre il campo al tipico melodico nostrano ribattuto ad libitum sullo stesso registro armonico. Cose così se ne sono ascoltate e dimenticate in abbondanza su questi lidi ed è un vero peccato perché la voce regala indubbi squarci di sincera emozione tra picchi nervosi e fasi soffuse. Chissà che su album non riservi qualche gradita sorpresa. 6

Serena BrancaleGalleggiare

Altra interprete dall’ottimo potenziale, impostazione vocale che si accompagna a buona capacità cromatica, modulati e semitoni dignitosi per una canzone che si snoda in un’aria da standard riflessiva e ispirata senza forzature o facilonerie. 7

Giovanni CaccamoRitornerò da te

Nel curriculum la benedizione di Battiato, collaborazioni con personaggi di rango della cultura e dell’arte. Il tutto suona forse un po’pretenzioso alla luce di quanto è dato ascoltare. Pop pulito e di pronta presa, ritornello ammiccante e ben scritto, gusto discreto, arrangiamenti all’insegna del suono internazionale che piace alle masse, mini-dosi di Keane e Coldplay. Chissà se il brano da lui scritto per Malika dirà qualcosa di più e di meglio sull’autore. 6

Chanty Ritornerai

La Bianca di Saprai della scorsa edizione passa il testimone alla Chanty di quella attuale. Successione che si caratterizza per una regolarità quasi matematica, con l’area delle potenziali pretendenti al trono dell’easy soul di Giorgia che si allunga a dismisura. Canzone che tra tutte è senza dubbio quella di maggiore appeal radiofonico. Un esercizio di stile al cubo tra astute malizie produttive e utilizzo vitaminico del belting. Piacevolezza assicurata nel breve periodo. 6 +

Kaligola – Oltre il giardino

Immancabile proposta rap, un genere che ormai da svariati anni mostra la corda tra involuzioni modaiole e velleità spese tra letteratura e attualità. Immancabili queste ultime nella canzone in questione, momento fondamentale per solleticare l’anima pseudo-impegnata della kermesse. Al netto di ciò, un bel giro di chitarra acustica e accordi che rivisitano con discreto gusto i seventies di certe malinconie pop-soul. 6

 

Kutso – Elisa

Definirlo momento punk sarebbe irriverente. Siamo in area Caparezza ma lontani anni luce dalle pur discutibili arguzie del giullare-rapper molfettano. Clownerie senz’arte né parte abbinate a un cartoon look più ridicolo che umoristico. Vera cosa in comune con il punk, non dura più di due minuti e mezzo. Per fortuna. 3

 

Enrico Nigiotti – Qualcosa da decidere

Ultima emissione della brigata tra le cui fila un tempo vi erano autentici talent scout che oggi sono solo le bardatissime sentinelle della dittatura mondiale del suono. La musica che fa numero in mano alla produzione, il verbo per cui tutto deve suonare come gli ultimi Coldplay o Adele. Cantilena pop che rappresenta l’immancabile sortita del più rassicurante giovanilismo. 4

 

Rakele – Io non lo so cos’è l’amore

Canzoncina-classica-proposta-innocente-fintogenuina da anni verdi, voce che striscia svenevole. Nel team di compositori-produttori fa capolino il nome di Bungaro eppure nell’arrangiamento l’immissione del Coldplay sound è a livello di overdose. Il riverbero sul suono campionato di piano e sugli effetti vocali è talmente identico da giustificare un senso di fastidio. 4

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