Analisi/ Testo canzone dei Kutso “Elisa”, Festival di Sanremo 2015

- La Redazione

Kutso, l’analisi del testo di “Elisa“, la loro canzone per questo Festival di Sanremo 2015. Il commento al brano del gruppo in gara all’Ariston nella categoria “Nuova proposte”

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I Kutso

Simpatici, irriverenti scanzonati, i Kutso approdano a Sanremo dopo essersi esibiti sul palco del Primo Maggio lo scorso anno. Matteo Gabbianelli (voce) Donatello Giorgi (voce e chitarra), Luca Amendola (basso e voce) e Simone Bravi (batteria) hanno esordito nel 2013 con il disco “Su un materasso sporco”. Nel corso della loro breve carriera hanno poi avuto la possibilità di aprire i concerti per nomi prestigiosi quali Primal Scream, Gogol Bordello e anche Caparezza e Mannarino. A Sanremo si presentano tra le nuove proposte con una canzone molto divertente e ironica basta ritmicamente sullo ska e sul rock alternativo. Un pezzo senza pretese che si intitola Elisa, il cui testo è altrettanto senza pretese. Narra delle prime esperienze sessuali o almeno del tentativo di fare sesso di una coppietta. In realtà lui, il protagonista, vorrebbe andare fino in fondo con lei, ma la ragazza non ci sta: “Io mi diverto e anche tu però lo ammetto vorrei di più”. Alla fine la ragazza cede e lo porta a casa sua dove i due inevitabilmente finiscono a letto insieme (“ma finalmente ci avvinghiamo nel letto io ti sussurro ciò che non ti ho mai detto tu mordi dappertutto e mi fai male come è bello fare l’amore”). Nel ritornello una improbabile dichiarazione di amore: “Elisa se vuoi ti darò ciò che non hai amore e poi sincerità sarà come in una favola”.



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