SANREMO 2015/ Imagine Dragons, l’intervista: la musica l’avete inventata voi italiani

- Angelo Oliva

Intervista alla band americana Imagine Dragons che si è esibita al festival di Sanremo, ecco cosa hanno raccontato al nostro inviato ANGELO OLIVA in questa conversazione

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Imagine Dragons

Hanno entusiasmare il 10 febbraio scorso il pubblico del Festival di Sanremo dove hanno presentato il loro nuovo album SMOKE + MIRRORS in uscita il prossimo 16 febbraio. Gli Imagine Dragons, la band americana vincitrice di un Grammy Award, ha venduto ad oggi 7 milioni di album nel mondo e proprio sul palco dell’Ariston hanno presentato il nuovo singolo “SHOTS”. Questo lavoro arriva dopo il successo di NIGHT VISIONS, disco di Platino in Italia, da cui sono stati estratti successi come DEMONS e ON THE TOP OF THE WORLD. Incontriamo la band al completo per una stimolante intervista.

Dopo un successo come Night Visions, che tipo di pressioni avete sentito oppure vissuto nella preparazione del nuovo disco?

Dan Reynolds: SMOKE + MIRRORS è nato mentre eravamo in tour. Direi nessun tipo di pressione e nessun calcolo nel realizzarlo. L’unico obbiettivo era di fare qualcosa di vero. Onesto. E l’abbiamo fatto. Spero sia evidente e si capisca il livello di maturità rispetto al precedente. Del resto siamo giovani. Io ho ventisette anni e suono in questa band ormai da sette anni, credo. E’ davvero tanto per un gruppo che ha all’attivo un solo disco!

Com’è nato questo nuovo album?

Durante il tour di Night Visio. E’ un processo che ha richiesto due anni per catturare le emozioni, gli alti e i bassi di questo periodo. Ci sono stati molti cambiamenti. Non abbiamo avuto il tempo di sentire la pressione di replicare il successo del primo album. Siamo fieri di questo disco, pensiamo sia sincero.

Le registrazioni “at Home” come sono andate?

Direi bene, visto il risultato. Le abbiamo realizzate nel nostro studio di Las Vegas, lontani dal rumore e vicini alle nostre cose. Abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo fare. Con ogni brano.

Quali sono le influenze musicali e le principali ispirazioni della vostra musica?

Troppe. I primi due nomi che mi vengono in mente sono Cat Stevens e Tom Waits. Come vedi non siamo così “alternativi” e nemmeno troppo “indie”. Ma cosa vuol dire “alternativo” oppure “indie”? Noi, musicalmente parlando, prendiamo cose e le interpretiamo a modo nostro. L’ispirazione? Mia mamma! No, non è vero. Ci sono state fasi diversi. Credo che viaggiare sia una delle cose che più ci piacciono. Quindi la nostra principale fonte di ispirazione. In alcuni momenti ho scritto canzoni arrabbiate, in altri solo brani sentimentali. Erano momenti.

Quali sono i vantaggi, o svantaggi, di essere una band di successo?

Facciamo ciò ci piace fare: suonare, viaggiare e conoscere persone. Di contro, credo di non avere più vere amicizie, le ho perse. Non sai mai se le persone sorridono alle tue battute perché fanno ridere o perché sei famoso. Ho ventisette anni. Sono giovane e suono in una band di successo. E’ difficile capire di chi fidarsi. Per il momento, credo sia un vantaggio.

Con la canzone Demons affrontate un tema sociale molto forte: la depressione. Come mai e come affrontate il tema dei problemi sociali?

Personalmente, ho lottato con la depressione per molti anni. E’ qualcosa di profondo. Non avrei mai creduto che un giorno ci saremmo guadagnati platee così grandi. Mi sentivo insicuro. Sono stato un bambino difficile. Siamo sette fratelli in famiglia, tutti avvocati o medici. Io faccio il musicista e mi battevo per fare questo. Ma spesso tutto sembrava irraggiungibile. Gli altri della band non l’hanno saputo per moltissimo tempo. Non è una di quelle cose su cui ti confidi facilmente.

In questo momento storico della discografia, cosa consiglieresti ad un giovane artista o band. Meglio le etichette indipendenti oppure una major?

Difficile rispondere. Forse alcuni artisti dovrebbero restare indipendenti ed altri no. Prima di firmare con la Interscope abbiamo detto no a molte major. Non era il momento giusto per noi. Ma queste sono valutazioni personale. Non saprei come risponderti. Non è una scienza esatta.

 

Conoscete il Festival di Sanremo e come vi trovato in Italia?

Per noi è davvero un grande onore essere qui. È la prima volta che veniamo a Sanremo e ci piace molto perché è sul mare. Viaggiamo molto e gli italiani sono un popolo caloroso. Emoziona. Del resto, anche mia moglie. Ho scelto bene!

 

Italiana di dove? Quale parole conosci in italiano?
So solo che è italiana. A dire il vero, ho anche avuto una fidanzata italiana, stavamo insieme ai tempi del liceo. In italiano conosco solo termini relativi alla musica come fortissimo e mezzo-forte. Del resto la musica in questo senso l’avete inventata voi!

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