Sanremo 2015 / Il Volo: il nostro è un Grande Amore per l’Italia (dal nostro inviato al Festival)

- int. Il Volo

Il trio de Il Volo ha impressionato fin qui critica e pubblico. Storia travolgente quella dei giovani di Ti Lascio una Canzone e ora fenomeni del pop-lirico mondiale. Li abbiamo intervistati

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Foto: InfoPhoto

Li dipingono tutti come i papabili vincitori del Festival di Sanremo ma loro dicono, invece, che tutto questo successo anche in Italia non pensavano di riscontrarlo. Sono tre e sono giovanissimi, oltre che davvero molto bravi. Si sono esibiti per la prima volta nel 2009, insieme, sul palco di “Ti lascio una canzone” e sono, rispettivamente, un baritono diciannovenne Gianluca Ginoble di Roseto degli Abruzzi, e due tenori siciliani Ignazio Boschetto di Marsala e Piero Barone di Naro, nati entrambi in provincia di Agrigento, e di venti e ventuno anni.

Inizialmente chiamati Il Tryo, si sono poi rinominati Il Volo e proprio da lì hanno aperto le ali alla conquista del mercato musicale di tutto il mondo. Sì perchè nel 2012 li ritroviamo a New York ad accendere il maestoso albero di Natale davanti al Rockefeller Center, qualche mese dopo arrivano fino alla fredda Norvegia per esibirsi davanti al pubblico di Oslo Spektrum. L’anno scorso si conquistano i palinsesti delle televisioni americane, e il loro tour con tappa al Radio City Hall è tutto sold out. Stavolta arrivano in Italia, e partecipano alla 65esima edizione del Festival di Sanremo nella sezione Campioni con il brano Grande Amore. Li ho incontrati ieri, ed ecco cosa mi hanno raccontato… 

Come mai avete pensato di partecipare al Festival di Sanremo quest’anno? Forse per avvicinarsi un po’ di più al pubblico italiano?

Mentiremmo se negassimo il fatto che la nostra canzone vede anche un’azione organizzativa di posizionamento discografico. Dopo tanti anni di esperienza artistica all’estero ci sembrava corretto tornare in Italia anche e soprattutto per ridare alla nostra terra quello che per un po’ le abbiamo negato. Il nostro talento canoro merita di crescere anche qui, vicino ai nostri cari, ai nostri amici, e a tutti gli ascoltatori che da tempo ci seguono. Non ci aspettavamo di riscontrare così tanto successo anche qui, perchè effettivamente il nostro è un genere particolare come il pop lirico, poco conosciuto in Italia  ma con la speranza che venga apprezzato sempre di più. L’innovazione sta anche nel fatto di veder questo genere cantato da tre ragazzi di 20 anni.

Siete forse arrivati a Sanremo nel momento più opportuno, ossia quello in cui il Festival aveva bisogno di uscire anche a di fuori dei nostri confini esportando in Europa e non solo la qualità della musica Italiana. Avevate mai immaginato di poter arrivare fin qui?

No, niente affatto. Tra di noi è nato quasi tutto per gioco grazie a “Ti lascio una canzone” di Antonella Clerici. Siamo stati uniti dal cast del programma nel 2009, e mai avremmo creduto di poter riscontrare così tanto successo migliorando fino ad oggi. Certo il connubio tra musica classica e pop è particolare e forse proprio per questo ha interessato così tanto il nostro pubblico. Siamo arrivati fin qui forse anche perchè abbiamo proprio sempre cercato di essere piuttosto ‘multitaksing’. Anche nel nostro  cd, Sanremo Grande Amore, in uscita il 17 Febbraio, non abbiamo fatto “lirica” ma pop lirico, che è ben diverso. Interpretiamo brani classici come Mattinata di Leoncavallo in modo giovane e fresco, e anche per questo abbiamo deciso di inserire due brani con maestri del canto quali Plàcido Domingo – reduce da una collaborazione proprio con noi de Il Volo durata 6 mesi – ma anche un grande italiano come Eros Ramazzotti. Girando tanto per il mondo ci siamo anche resi conto di quanto il Festival di Sanremo sia conosciuto, e quindi siamo onorati di essere qui quest’anno perchè per noi è l’ulteriore possibilità di incrementare la nostra visibilità anche nella nostra bella Italia. A Pechino, ad esempio, quando hanno saputo che avremmo partecipato a Sanremo hanno tutti esultato per noi. La kermesse è conosciuta davvero ovunque, e a volte addirittura sottovalutata qui piuttosto che all’estero.

Siete anche molto presenti in rete, sempre a stretto contatto coi vostri fan tramite Facebook, Twitter e Youtube. Come ha risposto il vostro fan club alle vostre apparizioni qui a Sanremo?

Abbiamo la fortuna di avere al nostro seguito un gran numero di fan giovani, sempre presenti sul web, in particolare dal Sud America. Anche negli Stati Uniti i nostri sostenitori  sono numerosissimi, ma sono anche adulti e non ragazzini quindi in internet son meno presenti. Il riscontro di pubblico è stato stupefacente e commovente al tempo stesso. Anche voi italiani ci state davvero vicinissimi, e non pensavamo potesse accadere così in fretta! L’Ariston ha fatto il tutti impiedi per la nostra esibizione di Martedì, e ne siamo davvero contenti.

Dopo i concerti di Taormina, Marostica, Napoli e Pescara, tutti sold out, pensate già a nuove date e nuovi concerti a breve? In Italia, ovviamente? 

Sì, certo. Negli anni passati, in particolar modo negli ultimi cinque anni, ci siamo buttati a capofitto all’estero. Certo non rinneghiamo il passato, ma dopo questi cinque concerti in Italia ci è chiaro come la nostra voglia di far musica qui stia crescendo sempre di più. Il nostro tour riprenderà a breve, stiamo già pensando a nuove date e nuovi spazi pronti ad accoglierci. Torniamo proprio il 21 Maggio all’Arena di Verona, e poi abbiamo già in previsione una giornata alle Terme di Caracalla, a Roma e, ancora, Taormina. Per noi Sanremo è davvero un grande amore, e quindi speriamo che sia l’ulteriore trampolino di lancio per far ripartire anche la nostra carriera e i nostri live andando a dimenticare una volta per tutte il cattivo vizio di non appoggiare gli Artisti Italiani in Italia!

E allora solo complimenti a questi tre giovani de Il Volo che, concludono, sono “una sola anima e una forza unica, data proprio dallo stare sempre uniti, insieme”. “Siamo praticamente tre fratelli, e nonostante i litigi e le incomprensioni che anche noi ogni tanto dobbiamo affrontare, alla fin fine continuiamo ad andare avanti più forti di prima”.

(Claudia Cabrini)

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