Analisi / Testo canzone degli Zero Assoluto “Di me e di te”, Festival di Sanremo 2016

- Angelo Oliva

Zero Assoluto, l’analisi del testo di ”Di me e di te”, la sua canzone per questo Festival di Sanremo 2016. Il commento di ANGELO OLIVA al brano in gara all’Ariston.

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Zero Assoluto

E la terza volta che gli Zero Assoluto partecipano al Festival di Sanremo. Con la canzone “Di me e di te”, questo il titolo del brano in gara, ritornano al grande pubblico da favoriti Sanremesi. “Di me e di te” é una canzone che non ti aspetti a Sanremo ma “é una bella canzone” hanno dichiarato Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci, gli Zero Assoluto. Ma cerchiamo di affrontare il testo e tentare di chiarirci meglio le idee. Il testo si presenta abbastanza ripetitivo, sia negli argomenti spesso affrontati dagli Zero Assoluto, sia nella forma di scrittura. Il testo parla di una relazione tormentata, forse al termine tra due amanti o amati. Oltre a questo é uno dei testi più lunghi presenti a questa edizione del festival, insieme a quello dei colleghi Elio e le storie. Ma entriamo nel vivo!

“Parlami di te e dei tuoi silenzi / Dei tuoi occhi che sono sempre senza sguardi  / Parlami per non dimenticare per non avere più timore / Parlami di partecipazione / Ma questa vita ci fa solo che mentire  / Parlami perché ti so ascoltare / Anche se poi non so che dire / Di un amore che fa pugni senza guanti / Di ritorni che han sapore di partenze / Di un cuore che ha più stanze di un albergo / Mentre guardo le stelle levarsi nei tuoi cieli / Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti  / Di temporali che ci urlano contro Di me e di te”

In questa prima parte della canzone, nella quale ritroviamo anche una sorta di ritornello accennato, l’argomento amore e la sua relativa fine, la fa da principe. Quanto meno, una visione di sofferenza nella relazione. La ricerca di un dialogo forse da tempo non più presente é alla base di un senso logico da attribuire alla canzone. Una sorta di chiave di aiuto per cercare una via di salvezza ad un sentimento, che seppur sbiadito, é ancora forte e cerca nuove basi solide per rifiorire a nuova vita.

“E basterebbe solo sporcarci di parole

Leggendoci negli occhi

La paura e l’emozione

Ci siamo persi in una strada tra follia e vita

La follia eri tu

In questa vita che grida e che spinge lontano

Se molli la presa mi scivoli piano

Ma che cosa vuol dire sentirsi insicuri

La teoria degli esclusi e la poesia degli illusi

Occhi chiusi”

Le assonanze, le parole ricercate, seppur poche e spesso riproposte, sono interessanti. Fanno riflettere. La rima baciata si presenta spesso con grande cura e ricercatezza. Un classico stile di scrittura tipicamente italiana. (alcuni artisti ci hanno costruito una fortunata carriera)

“Di un amore che fa pugni senza guanti

Di ritorni che han sapore di partenze

Di un cuore che ha più stanze di un albergo 

Mentre guardo le stelle levarsi nei tuoi cieli

Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti 

Di temporali che ci urlano contro 

Di me e di te

Di me e di te 

Di me e di te”

L’immagine che ci presentano gli zero assoluto sono delle cartoline. Semplici, a volte ripetitive ma efficaci nel dare l’idea in queste due persone alla ricerca di un nuovo dialogo. Forse ancora una coppia.  La ricerca di chiarimenti é parte integrante di una possibile riconciliazione nella fase calante di un amore. Quella fase in cui si cerca di salvare il salvabile, sperando di scrivere nuovo e differente capitolo di una storia d’amore. propio come un pugno senza guanti oppure un ritorno che sa di partenza.

“E tira su gli occhi

Non serve guardare lontano

Parliamoci adesso

Di un amore che fa pugni senza guanti

Di ritorni che han sapore di partenze

Di un cuore che ha più stanze di un albergo 

Mentre guardo le stelle… le stelle

Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti 

Di temporali che ci urlano contro 

Di me e di te

Di me e di te 

Di me e di te”

Si giunge al termine della canzone e le somme vanno tirate. Per quanto si possa ipotizzare su di un probabile arrangiamento moderno ed in stile Zero Assoluto, leggendo il testo, nonostante la sua semplicità e la sua ripetitività, risulta gradevole ad una prima lettura. Chissà se anche al primo ascolto avremmo la stessa sensazione.

“E tira su gli occhi

Non serve guardare lontano

Parliamoci adesso

Di me e di te

Di me e di te 

Di me e di te

Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti 

Di temporali che ci urlano contro 

Di me e di te

Di me e di te

Di me e di te

Cambia Pubblico della canzone che ti aspetti della gente spesso”

La ripetitività abbonda, abbonda e non ci lascia. Chissà? Forse hanno ragione loro anche questa volta. In fondo di esperienze ai vertici delle classifiche, ne hanno molte.

Non ci resta che un primo ascolto… a breve!

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