DE ANDRE’/ 305 storie, la mia prima volta con Fabrizio. Il libro

- Luigi Viva

Un libro in cui 305 persone fra musicisti, letterati, scrittori, giornalisti raccontano la prima volta in cui hanno ascoltato Fabrizio De André, ce ne parla in questo aritcolo LUIGI VIVA

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La copertina del libro

E’ stato appena pubblicato “La mia prima volta con Fabrizio De André. 305 storie” (Ibis edizioni)  a cura di Daniela Bonanni e Gipo Anfosso. 

Si tratta di un lavoro che a differenza di tanti libri (il più delle volte inutili) o articoli scritti dal cretinetti di turno per cercare di sminuirne la figura, documenta  l’importanza del cantautore nella vita e nella formazione di tanti italiani. 

La raccolta dei testi è partita a Pavia nel giugno del 2013 su idea di Daniela Bonanni. Si è voluto ricordare e raccontare De André attraverso le testimonianze, i ricordi di vita di tanti nomi, molti dei quali sconosciuti: insegnanti, studenti, assessori, musicisti, scienziati, avvocati, impiegati, medici, disoccupati, pensionati, artisti, psicologi, bibliotecari, attori, blogger…

Hanno scritto anche alcuni dei compagni di viaggio di De André collaboratori come Ellade Bandini, Giorgio Cordini, Mario Arcari, Giorgio Usai… E Michela Centanaro, figlia di Vittorio, suo primo, importante  alter ego  musicale. Altri musicisti come Fabio Treves, Giua, Paolo Bonfanti.

Presenti molti giornalisti (di tv e carta stampata): Gianni Mura, Roberto Caselli, Ezio Guaitamacchi, Enzo Gentile, Flavio Brighenti, Maxia Zandonai, Fausto Pellegrini, Paolo Pasi, Laura Guglielmi, Marianna Bruschi, Anna Ghezzi, Marta Pizzocaro, Roberto Torti.

E  inoltre  il neuroscienziato Andrea Moro, Gianpiero Lotito, ideatore di Facility Live, Paolo Costa, esperto di comunicazione; gli scrittori Massimo Bocchiola, Giorgio Scianna, Andrea Valente. I letterati: Silvana Borutti, Franca Lavezzi, Pierluigi Cuzzolin. Artisti: Marco Lodola, fotografi: Graziano Perotti, Pierino Sacchi. 

Raccontare  l’incontro, l’ “iniziazione a De André”,  il come-dove-quando-con chi è  successo. Testimonianze di un grande amore, quello che ha legato Fabrizio alla sua gente, a quelli che compravano i suoi primi dischi, che iniziarono a girare fra compagni di scuola incuriositi dalle tematiche e dai linguaggi insoliti per l’epoca. Hanno scritto  persone di ogni età, dai 10 agli 82 anni,  persone comuni e personaggi famosi, tutti inseriti, rigorosamente e molto democraticamente, in ordine alfabetico. Un bello spaccato disinteressato, rispettoso, a volte divertente, altre commovente, velato di malinconia che accomuna autenticamente chi lo ha amato anche senza averlo conosciuto o frequentato. Una bella lettura che, senza volerlo, riesce a spiegare perché a diciassette anni dalla morte il cordone ombelicale che lega De André alla “sua gente” non è ancora reciso.

L’uscita del libro avviene in concomitanza con le celebrazioni in corso nella città di Pavia nell’ambito delle iniziative – Pavia per Fabrizio De André “e con la vita avrebbe ancora giocato” Viaggio nell’universo poetico di Fabrizio De Andrè e Edgar Lee Masters  ideato da Leggere Pavia e dalla Compagnia della Corte, con la  collaborazione di SaperePavia,  il patrocinio e il supporto del Comune di Pavia e  il contributo dell’Ufficio Scolastico cittadino.

Mostre, concerti, incontri nelle scuole, reading, che stanno coinvolgendo tutta la città a partire dalle vetrine dei negozi, alle istituzioni, alle scuole , alla biblioteche, tutto nel nome dell’artista genovese  sotto l’attenta regia di Daniela Bonanni, conosciuta per aver guidato insieme allo scomparso Bruno Morani Spazio Musica, uno dei più importanti locali italiani.

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