ADRIANO CELENTANO E IL PADRE NOSTRO/ Il “parere-rock” del Molleggiato: “la giusta traduzione è…”

- Paolo Vites

Un articolo di Adriano Celentano sul Corriere della Sera per dare il suo parere sulla corrente polemica sulla traduzione “sbagliata” di una frase del Padre Nostro

Adriano_Celentano_cs
Adriano Celentano (Foto dal web)

Come è possibile che l’unica preghiera insegnata da Gesù in persona durante la sua breve vita terrena, il Padre Nostro, susciti duemila anni dopo tante discussioni sul vero significato di una sua frase? Furono gli apostoli a chiedergliela direttamente, “Signore insegnaci a pregare”, quando per ogni ebreo era tassativamente vietato cambiare o introdurre nuove preghiere e riti al rigido regolamento sacro a cui si attenevano. Dunque tra i tanti gesti rivoluzionari, quello più ardito di tutti fra i tanti che fece Gesù: insegnare a pregare, perché quanto fatto fino ad allora, non bastava più. Sulla frase che recentemente il papa ha detto essere stata tradotta male in italiano, “non indurci in tentazione”, traduzione criticata perché, dice Francesco, Dio non può indurre in tentazione nessuno in quanto Dio non vuole il male per nessuno, prerogativa questa del diavolo, stanno intervenendo un po’ tutti. Lo ha fatto anche Adriano Celentano sul Corriere della sera con un articolo di grande profondità. Il “molleggiato” si dice d’accordo sull’interpretazione del papa (e dei francesi, che da tempo l’hanno già cambiata con “non lasciarci cadere nella tentazione”). Ma va oltre. Al proposito della versione francese, Celentano commenta: La traduzione giusta è quella dei francesi, «Non lasciarci cadere nella tentazione» che vorrebbe dire: «Gesù se sto per affondare Salvami». Per cui ora che ci penso, cosa devo pensare, che Gesù non sapesse quello che diceva? Eh no ragazzi, così non va. Non vi pare vero di aver finalmente trovato un appiglio per screditarlo: «Non c’è malattia che Lui non possa sconfiggere, i ciechi riacquistano la vista, i sordi ci sentono, i paralitici camminano e i morti RISUSCITANO però Lui non sa quello che dice». Ma com’è possibile?!?… La verità è che Gesù, ancora una volta, fra le tante strade che portano a Dio ce ne indica un’altra che stiamo scoprendo solo 2.000 anni dopo”.

In realtà è difficile pensare, come dice Celentano, che “bisogna leggere fra le parole, non basta leggere le parole”. Gesù è sempre stato chiaro nel suo linguaggio: sì è sì, no è no”, nessun messaggio criptico. Lo stesso Gesù  nell’orto dei Getsemani è stato tentato, ma ha reagito con la sua scelta di libertà personale, per cui Dio nel rispetto del nostro libero arbitrio non possiamo pretendere ci liberi totalmente dal male. Lo si può chiedere o no: il verso incriminato nel Padre Nostro è dunque una supplica, nel nostro dialogo con Dio. Lo stesso Celentano dopo averci girato un po’ attorno ci arriva: “non possiamo non intendere che quel «Non indurci» rivolto a Dio, significa una cosa sola: «Signore, noi che per natura siamo indotti a peccare, a stuprare e a uccidere con ogni forma di violenza, FERMACI prima che anche l’Anima smarrisca la via…» quella via che segna l’unica direzione verso la felicità ETERNA!”. Concludendo magistralmente: «Tu Padre non ti opponi e ci lasci liberi, ma se noi te lo chiediamo e tu puoi farlo, non lasciarci cadere nella tentazione, non indurci in tentazione». E allora nessuno scandalo anche per la versione usata fino a oggi. Peccato che i preti non ci spieghino meglio le preghiere, dovrebbero prendere esempio da lui.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori