JORDI SAVALL/ Londra, il Maestro dirige la Academy Of Ancient Music

- Luigi Viva

Jordi Savall a Londra alla Barbican Hall ha diretto l’orchestra della Academy Of Ancient Music. Un evento eccezionale come raramente ne accadono. LUIGI VIVA

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Jordi Savall

“Tutte le mattine del mondo” di Alain Corneau uscito nel 1991 e interpretato da Gerard Depardieu, è uno dei più bei film mai realizzati sulla musica proprio perché ne tratta la sua dimensione spirituale. Nella colonna sonora, le composizioni di Marin Marais (1656-1728) vennero curate da Jordi Savall, il grande musicista, violista da gamba e direttore di orchestra catalano. 

A distanza di ventisei anni da quel toccante film, abbiamo assistito, non senza emozione, allo straordinario concerto in programma a Londra alla Barbican Hall dove Savall ha diretto l’orchestra della Academy Of Ancient Music. In programma musiche di Marais, Lully, Handel, Rameau.

Nato nel 1941 a Igualada in Catalogna, Jordi Savall nel 1964 si diploma in  violoncello al conservatorio di Barcellona ed inizia lo studio della viola da gamba che diventerà poi il suo strumento di elezione. Da quel momento la sua attività si concentrerà sulla riscoperta ed interpretazione della musica antica. Nel 1974 insieme alla moglie, il soprano Montserrat Figueras, fonda l’ensemble Hespèrion XXI specializzato nella riscoperta e la valorizzazione del patrimonio  musicale dell’Europa del Mediterraneo dall’antichità al XVIII secolo. 

Seguiranno La Capella Reial de Catalunya (1987) con un repertorio focalizzato  sulla musica antica spagnola  e il gruppo Le  Concert des Nations (1989) con il quale Savall realizzerà le  prime incisioni di musiche scritte per l’orchestra di Luigi XIII, composizioni di Bach ,Vivaldi, Marc-Antoine Charpentier, oltre alla  raccolta completa delle suites di Marin Marais. 

Più di duecentotrenta incisioni, centinaia di concerti in ogni parte del mondo, un Grammy vinto, decine di riconoscimenti, faranno di lui una vera e propria icona della musica colta. Nonostante il grande successo,  continua la sua ricerca musicale andando a scoprire repertori dimenticati, con la pazienza e la dedizione di un archeologo. 

Attraverso l’etichetta Alia Vox da lui fondata nel 1998, Savall riesce a finalizzare il suo lavoro con incisioni che, accanto al grande livello artistico, abbinano qualità di incisione elevatissime. Persona di grande spessore umano (l’incontro con lui a fine concerto è stato molto emozionante), non dimentica quanto importante sia il ruolo della musica nel sociale. 

Non è un caso quindi che, nel 2008, sia stato nominato Ambasciatore dell’Unione Europea per un dialogo interculturale e, a fianco di Montserrat Figueras, “Artista per la Pace”, nell’ambito del programma “Ambasciatori di buona volontà” dell’UNESCO. Lo scorso anno, nel mese di aprile, si è esibito nel campo profughi di Calais insieme ad una formazione  composta da musicisti rifugiati.  

Nella giungla di Calais mi sono reso conto che qualcosa doveva essere fatta per aiutare quei giovani completamente abbandonati e dare loro una possibilità di realizzare qualcosa che aiutasse le loro vite (Jordi Savall)

Pochi giorni fa è stato ufficializzato il progetto Orpheus XXI con la formazione di un’orchestra composta da circa venti musicisti professionisti migranti, reclutati nei campi profughi con l’obiettivo di contribuire alla loro integrazione sociale. Il progetto, diretto da Savall e finanziato dall’Unione Europea, prevede, oltre a delle esibizioni (la prima al Festival di Arles il 14 luglio), una attività didattica che i musicisti effettueranno a favore di bambini e giovani ospitati nei campi profughi di Francia, Spagna, Norvegia e Germania. “Affinché – precisa Savall – possano dialogare attraverso la musica”.

Il concerto di Londra lo ha visto dirigere per la prima volta l’orchestra dell’Academy Of Ancient Music che da oltre quaranta anni è specializzata nella riproposizione di repertorio classico e barocco con circa trecento incisioni realizzate per le più prestigiose etichette. 

Nel pomeriggio sì è tenuto un interessante incontro pre-concerto nel corso del quale si è avuta la possibilità di approfondire l’approccio e il pensiero di questo gigante della musica. 

…Dostoevskij diceva: “La Bellezza salverà il mondo”, egli aveva ragione. Oggigiorno siamo così presi dalla tecnologia: La tecnologia è impressionante, ma è l’arte a  farci sentire veramente degli esseri  umani; la musica aiuta a sviluppare la nostra sensibilità… Non possiamo nemmeno vivere in un mondo di bellezza e privilegio quando la maggior parte della gente non ha accesso ad essa. Dobbiamo quindi fare in modo che le giovani generazioni possano toccare ed interessarsi a queste cose o nel giro di trenta anni non ci sarà più pubblico nelle sale da concerto. L’arte è fondamentale nella cultura e nell’educazione. Ricordare il passato ci consentirà di creare un futuro migliore (Jordi Savall)

Grande attesa. La Main Hall del Barbican centre (1943 posti) è praticamente esaurita.

L’esibizione ha inizio con la Suite da ALCESTE (1674), composta da Jean-Baptiste Lully (l’italianissimo Giovan Battista Lulli) la cui prima avvenne dinnanzi a Luigi XIV nella reggia di Versailles, il 4 luglio 1674. Trattandosi della prima esecuzione in programma, si percepisce una lieve tensione da parte dell’orchestra, probabilmente preoccupata di rendere al meglio dinnanzi al suo direttore. 

Marche de Combattants- Menuet, Loure pour les Pêcheurs- Echos-Rondeau (con una tromba ed un ancia che suonano nel retro palco per creare l’effetto di lontananza), 1er Air: La Fête Infernale-2ème Air: Les Démons, Marche des Assiégeants, la sequenza della suite al termine della quale il pubblico scoppia in un fragoroso applauso. 

Una breve pausa per accordare gli strumenti e Savall è di nuovo sul podio. E’ la volta della ALCIONE- SUITE DES AIRS A JOÜER composta nel 1706 da Marin Marais. Grande intensità ed emozioni a non finire, non a caso Marais (allievo di Lully) è uno dei compositori più amati da Savall. L’orchestra sembra aver ben carburato suonando ad altissimo livello. 

Ecco succedersi i movimenti Overture-Marche-Air pour les Faunes et les Driades, Menuet I&II-Passapieds I&II, Prélude-Marche pour les Matelots-Air des Matelots I&II, Symphonie du Sommeil, Tempête-Ritournelle-Entr’acte Menuet, Chaconne. Jordi Savall appare soddisfatto e applaude i suoi musicisti che vengono invitati alzarsi; gran stretta di mano al primo violino Bojan Cicic. Una suite che ha riservato molteplici sorprese anche dal punto esecutivo,  il contrabbasso, infatti, all’epoca venne inserito  da Marais (fu una delle prime volte in assoluto) proprio per simulare il rumore del vento durante una tempesta, unitamente ad un particolare rullo, azionato in questa occasione, dal percussionista Barnaby Archer. 

Si arriva così al primo tempo, viene cambiata la disposizione dell’orchestra con l’ingresso di altri violini e dei corni e si approfitta per rivedere l’accordatura del clavicembalo. Il programma prevede ora la suite WATER MUSIC in D Major/G Minor di George Frideric Handel, composta per re Giorgio I ed eseguita per la prima volta nel 1717 su di una chiatta nel Tamigi.

L’ultimo movimento della Water Music di  Handel può in qualche modo compararsi con la Marche pour les Matelots presente nell’Alcione di Marais. Si tratta dello stesso stile di musica, ispirata ai naviganti con delle melodie popolari. Entrambi i compositori mostravano attenzione nell’inserire composizioni di facile percezione da parte della gente. Ai giorni nostri, si devono affrontare diversi problemi nella interpretazione della Water Music di Handel, poiché la suddivisione moderna in tre suite non è molto convincente. Non c’è ancora una modalità condivisa in quale ordine debba essere eseguita. Mancano in pratica quelle indicazioni che ci permettano di interpretarli secondo gli intendimenti di Handel (Jordi Savall)

E’ questo il momento più godibile del concerto; ecco susseguirsi [Prelude]-Minuet I&II, Rigaudon I&II-Minuet I&II, [Gigue] I&II- Bourée, Lentement- Alla Hornpipe.

Tripudio del pubblico, non sfuggono all’occhio più attento i sorrisi e i volti compiaciuti dei musicisti. Savall ringrazia e si inchina insieme a Rachael Brown (flauto) e Paula Chateauneuf,  bravissima con gli antichi strumenti a corda (tiorba e chitarra barocca).

Si prosegue con la Suite tratta da LES BORÉADES (1764) composta da Jean-Philippe Rameau. Un lavoro che viene considerato straordinario per il periodo barocco e nel quale la forma canzone, balletto e dramma si sublimano. Per circa duecento anni dalla sua prima esecuzione LES BORÉADES cadde nel dimenticatoio fino a che venne  riproposta nel 1982 al Festival di Aix-En-Provence. 

Overture- Entrée des Peuples-Contredanse en Rondeau, Gavotte I pour les heures et les Zéphirs-Gavotte II, Entrée-Menuets I-II, Contredanse très vive, confermano la straordinaria grandezza di questo autore considerato uno dei più originali compositori di musica per balletto.

Il pubblico  richiama più volte in scena Savall, il quale nei bis da spazio a musiche di anonimo dedicate a Luigi XIV.

Grande successo e serata memorabile per gli amanti della musica barocca. Conferma della maestria da Jordi Savall, una delle più importanti figure del panorama musicale  contemporaneo che ci ha consentito di rivivere un periodo e delle musiche di assoluta bellezza.

L’augurio è di poterlo presto riascoltare alla guida dei suoi ensemble con i quali è solito esibirsi alla viola da gamba, strumento del quale è uno dei più  virtuosi  ed ispirati esecutori. Una nota di plauso per il personale del Barbican Centre, disponibile ed accogliente; non ci sono certamente mancati i modi beceri e sbrigativi della gran parte degli addetti di certi nostri teatri.

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