RENATO ZERO/ “Zerovskij”: la dignità di un artista che continua a sfidarsi

- Paolo Vites

Progetto ambizioso, doppio cd con accompagnamento orchestrale: dal primo singolo ascoltabile sembra di trovarsi davanti a un’opera di grande spessore. PAOLO VITES

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Foto di Roberto Rocco

RENATO ZERO. Chi ha già avuto occasione di ascoltare “Zerovskij” per intero, il nuovo disco di Renato Zero in uscita il 12 maggio, ne ha parlato come il suo peggiore di sempre. Noi che abbiamo ascoltato solo il singolo già online, Ti andrebbe di cambiare il mondo?, diciamo che quantomeno questa canzone è splendida. Difficile che il resto del disco sia così brutto come dice qualcuno. 

Certo un progetto ambizioso, ma chi se non Renato Zero in Italia può permetterselo? Canzoni accompagnate da una vasta orchestra sinfonica, un ampio coro, i soliti fidati musicisti molto discreti e raffinati (tra gli altri Fabrizio Bosso alla tromba. Gianluca Littera all’armonica a bocca, Paolo Costa al basso elettrico e Lele Melotti alla batteria; direzione d’orchestra Renato Serio, pianoforte Stefano Senesi). Il singolo di cui dicevamo è una splendida canzone dove Renato Zero non esagera sui timbri vocali come suo solito o quasi, lasciando che la voce coltivi una melodia impeccabile, piena di mestizia e nostalgia come d’altro canto suggerisce il titolo.

Che se a leggerlo così sembra il solito inno buonista, è invece una profonda riflessione su chi, come lui, ha davvero cambiato il mondo da giovane, almeno qualcosa, introducendo nello spettacolo e nella vita sociale temi tabù come il gender, l’omosessualità, la liberazione sessuale. Per cui ha ben onde di dire che lui lo ha già fatto e allora perché non riprovarci ancora? “Cambiare il mondo con me riprovarci un’altra volta io e te proprio come ieri noi così incoscienti curiosi inconcludenti”. Ammettendo con umiltà di non essere stati eroi, ma gente normale, piena di senso dell’avventura e rifiutando il basso livello in cui ci dibattiamo oggi: “questa ignoranza che ci vuole tutti uguali a lei, il potere annebbia gli uomini e il denaro non li sazierà”.

Dice l’autore di questo disco: “Una scrivania ed un pianoforte che si avvicendano amorevolmente. Condividendo medesime modalità di identificazione delle atmosfere ambientali, verbali e narrative che si sono andate sposando spontaneamente via via. Io testimone e celebrante di queste giuste nozze”. Un doppio cd, ambizioso davvero: Io mi sono messo sull’attenti in presenza di un’orchestra sinfonica e di un coro di così alto lignaggio. Ascoltatemi tutto d’un fiato che questo del 12 maggio è il mio debutto ufficiale nel nuovo universo”. E allora prepariamoci a questo intenso viaggio con un artista che raramente ha deluso. E soprattutto uno dei pochissimi in Italia a non copiare da altri.

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