CRISTIANO DE ANDRE’/ Il nuovo tour dedicato a Faber: da un sold out a un altro

- Luigi Viva

Sicuramente dei tanti “bravi artigiani” che hanno frequentato la “bottega” di Fabrizio De André, il figlio Cristiano è uno dei più bravi, degno del suo maestro. LUIGI VIVA

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Foto di Luigi Viva

“Anche nell’ebanisteria esistono artigiani di grande valore, di valore medio e semplici falegnami. Io sono un meticoloso e tale meticolosità pretendo nella mia bottega” (Fabrizio De André)

Sicuramente dei tanti “bravi artigiani” che hanno frequentato la “bottega” di Fabrizio De André, il figlio Cristiano è uno dei più bravi, talmente bravo da essere degno del suo maestro.

A distanza di qualche  anno l’artista genovese  ha ripreso la formula  che fra il 2009 e il 2010 riscosse grandissimo successo di critica e di pubblico. In quella occasione ripropose in nuova veste alcuni brani del padre, il tutto documentato da due cd/dvd intitolati appunto DE ANDRÉ CANTA DE ANDRÉ. Da allora Cristiano, oltre ad esibirsi dal vivo, ha pubblicato un nuovo cd contenente brani originali, registrato negli Stati Uniti (COME IN CIELO COSÌ IN GUERRA) oltre a partecipare al Festival di Sanremo del 2014 e dare alle stampe per Mondadori LA VERSIONE DI C. sua autobiografia, scritta con Giuseppe Cristaldi. Assai difficile era trovare una chiave di lettura, un nuovo modo di riproporre un repertorio straordinario con il quale molti si sono confrontati inanellando anche clamorosi insuccessi. La conoscenza, il vissuto di certe canzoni, l’averle assaporate sin da piccolo, ha giocato a favore di Cristiano che, intelligentemente e con estremo gusto ha rielaborato i materiali evitando così confronti e dando una chiave di lettura personale. I risultati artistici  sono stati a dir poco eccellenti .

Cristiano ha saputo rivestire a nuovo alcuni classici, dandogli una connotazione più vicina al suo stile decisamente più rock, senza stravolgerli e anzi rendendoli più attuali e fruibili ai numerosi giovani che ogni sera affollano i suoi concerti. Le nuove versioni, di fatto, stanno accumunando i fan storici ai più giovani.

Polistrumentista di straordinario talento, Cristiano suona chitarra, bouzouki, oud, tastiere ed ha un timbro di voce che ben si adatta a reinterpretare classici epocali. Al suo fianco una band gagliarda formata dal fido Osvaldo Di Dio (Franco Battiato, Alice ed Eros Ramazzotti) alle chitarre, Davide De Vito (Zucchero, Elisa) alla batteria, Massimo Ciaccio (Eugenio Bennato, Alex Britti, Irene Grandi) al basso, e Max Marcolini (Zucchero) tastiere, chitarra e programmazioni, oltre al bravissimo Giancarlo Pierozzi da sempre fonico di fiducia dei De André.

Il tour De André canta De André è iniziato il 6 marzo con il primo sold out a Legnano al quale hanno fatto seguito il tutto esaurito a Firenze, Barcellona Pozzo di Gotto, Bologna, Cremona, Parma (Teatro Regio) e Assisi (28 aprile) prima della ripresa prevista per l’11 maggio a Trento cui seguiranno i concerti di Padova, Milano, Montecatini, Torino, Pordenone, Scandiano, Napoli e Roma. 

Di grande impatto l’apertura di concerto con Cristiano da solo con la sua chitarra che canta le prime due strofe di Canzone del Maggio (da STORIA DI UN IMPIEGATO), quasi a voler ribadire l’impegno civile dei De André.

La band prende posto sul palco ed inizia un entusiasmante viaggio di circa due ore: Sinàn Capudàn Pascià, ‘A Cimma, Khorakhne, Dolcenera, Una storia Sbagliata, Coda di Lupo, Hotel Supramonte, Il Testamento di Tito, Bombarolo (con Cristiano al violino), La Collina, Creuza De Mä, Amore che vieni amore che vai, La Guerra di Piero, Quello che non ho, Fiume Sand Creek, Canzone per l’estate. 

“Quando mio padre e Francesco De Gregori, nel 1974, scrissero Canzone per l’estate, contestarono apertamente il modo di vivere borghese e allo stesso tempo manifestarono l’attrazione per un’anarchia intesa soprattutto come categoria dello spirito. In questo passaggio rivedo il disagio di mio padre, per diversi anni a confine delle due condizioni. Durò poco, fortunatamente, la sua identità libertaria vinse su tutto e lo guidò fino alla fine. Ciò che mi spinge a riproporre questa canzone non è solo la volontà di estendere alle generazioni future i suoi insegnamenti, ma anche la convinzione che alcuni paradossi sociali non siano cambiati e che quindi valga la pena continuare a lottare”, racconta Cristiano.

Passati in rassegna tutti i periodi della produzione di Fabrizio De André dal 1964 di La Guerra di Piero ad ANIME SALVE, ultimo capolavoro del 1996, passando per album straordinari come LA BUONA NOVELLA, STORIA DI UN IMPIEGATO, NON AL DENARO NON ALL’AMORE NE’ AL CIELO, VOL.8, RIMINI, FABRIZIO DE ANDRÉ, CREUZA DE MÄ, LE NUVOLE.

Un Cristiano De André in gran forma, anche nei parlato, che ha risposto con i fatti “…alle parole celebrative del nulla”con un’esibizione eccellente, miscelando canzoni di periodi diversi con eleganza ed uniformità stilistica. Non sono mancati i momenti di grande emozione in brani come La Collina, Canzone per l’estate, Amore che vieni Amore che Vai. Di assoluta bellezza La Guerra di Piero, un’interpretazione toccante, cadenzata, quasi una sussurrata preghiera, merito anche del nuovo arrangiamento scritto da Osvaldo Di Dio.

Gran successo con Cristiano De André e la sua band richiamati a gran voce per il bis, incandescente la sequenza finale con Volta La Carta, A Dumenega, Il Pescatore. Quando le luci stanno per riaccendersi De André ritorna sul palco e regala un’ultima perla La Canzone dell’Amore Perduto.

Grandi emozioni, un concerto da non mancare. Ottima la produzione. Si raccomanda “vivamente”.

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