Nino D’Angelo/ Concerto 6.0 allo Stadio San Paolo: un evento speciale per i suoi 60 anni

- Anna Montesano

Nino D’Angelo, concerto 6.0 allo Stadio San Paolo: un evento speciale per festeggiare i suoi 60 anni! Il cantante racconta le tappe più importanti della sua carriera

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Nino D'Angelo

Nino D’Angelo, concerto 6.0 allo Stadio San Paolo: un evento speciale per festeggiare i suoi 60 anni – Grandissimo evento il 24 giugno allo stadio San Paolo di Napoli. Nino D’Angelo si esibirà in concerto con il suo Concerto 6.0. Il cantante il 21 giugno compirà 60 anni, un modo per festeggiare con il suo popolo. In un’intervista alla Stampa il neomelodico napoletano ci racconta gustosi aneddoti della sua carriera. Iniziando con la sua prima volta al Teatro San Carlo, quando ci entrò di nascosto da ragazzino e cantò senza platea, al suo ritorno da professionista: Grazie al maestro Roberto De Simone che mi ha diretto in Memento/Momento per Sergio Bruni. Quando sono salito sul palco, sono tornato ragazzino. “Guarda la vita che cos’ è”, ho pensato. Fu un momento incredibile”. Nato a San Pietro a Patierno, provincia di Napoli è cresciuto in una famiglia dalle ridotte possibilità economiche.

Cantante ed attore fece il suo esordio in Celebrità di Nino Grassia: “Io non sapevo che non si guardava in macchina. E ovviamente la prima cosa che feci fu guardare in macchina. Ebbi la fortuna di fare quella scena con la grandissima Regina Bianchi, mi diceva di non guardare la camera: “Non esiste!”. Nell’86 fece il suo esordio aò Festival di Sanremo tra lo scetticismo e i pregiudizi su quel ragazzo terrone. All’epoca rappresentava il sud. Il cantante racconta della delusione provata quando portò Lucio Dalla a casa sua e non trovò più la casa. I ricordi più belli sono riferiti alla nascita dei figli e quando andò in America. Il più brutto invece racconta molto del cantante: “La morte di mia madre. Poi quando a Sanremo con Maria Nazionale ci eliminarono la prima sera. Un po’ gratuitamente. E quando andai all’ Olympia di Parigi e un giornale della mia città non diede nemmeno la notizia. Chiesi perché, e mi venne detto: “Caro D’ Angelo, i fenomeni come lei bisogna reprimerli”.



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