Festival Tener-a-Mente/ Laura Pergolizzi: americana d’Italia

- Angelo Oliva

Nonni napoletani e siciliani, Laura Pergolizzi, in arte semplicemente LP, ha incanto il pubblico del festival che si tiene a Gardone Riviera. La recensione di ANGELO OLIVA

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Foto di Angelo Oliva

Le stelle ieri sera brillavano veramente tanto sulle rive del lago di Garda a Gardone Riviera. Una in particolare ha brillato più di altre, regalando emozioni a tutti i presenti. Una stella che da qualche tempo si è distinta nel panorama musicale internazionale ed il festival Tener-a-mente del Vittoriale di D’Annunzio n’è stato la giusta cornice. Lei è LP al secolo Laura Pergolizzi. La straordinaria autrice e cantautrice americana, autentica rivelazione dell’anno.

Con i suoi capelli ribelli ed una voce acuta e graffiante, richiama alla mente i grandi nomi del rock al femminile degli anni ’70 ed ’80. Di origini italiane – i nonni materni erano di Napoli e il nonno paterno di Palermo – nata a Long Island New York, dal 2001, anno in cui è stato pubblicato il suo primo album di studio, ha realizzato altri tre dischi incluso un EP e conquistato quasi tutto quello che nel mondo musicale di oggi si possa conquistare: Disco di Platino, medaglia d’oro nella classifica di iTunes Top Brani, classifica Air play Radio, Top 10 Air play TV, classifica Top 100 di Shazam Italia, Top 10 Shazam Mondo e Top 30 Spotify. Insomma, numeri di degno rispetto. Dopo il tutto esaurito delle date invernali a Roma e Milano, l’attesa per vedere questa straordinaria artista dal vivo sul palco dell’Anfiteatro del Vittoriale, sold out dall’annuncio della data, ieri sera è finita.

Il concerto parte con tanta carica ed LP non si risparmia regalando subito due successi come Muddy Water e Other People, uno dopo l’altro. Da subito si capisce che lei fa sul serio. Lei che d’italiano, diciamolo, a solo il nome ed il cognome. La sua musica, infatti, s’ispira ai grandi del Pop d’oltre oceano, passando dal Soul, il Folk e la Black Music. Lei, che ci regala una musica lontana dagli stereotipi dell’italiano emigrato in “America” – anche perché lo fecero i suoi nonni, quasi un secolo fa – con la valigia di cartone chiusa con lo spago. Lei che ha scritto successi per grandi star del calibro di Rita Ora, Rihanna, Leona Lewis e Christina Aguilera. Lei che continua a sorprenderci con la sua semplicità è la sua piccola statura. Piccola ma grande tra i grandi. La sua voce è un piacere da sentire ed ascoltare. Lei che suona la chitarra, l’ukulele e fischia meglio di noi maschietti. Canzoni come Tigh Rope, Up Against Me e Strange emozionano i fan dell’artista americana. Ma, con Switchblade eseguita in solitario con il suo Ukulele ci si alza dalle sedie. 

Il numeroso pubblico del Vittoriale canta, batte le mani e porta regali a Laura come se fosse una loro conoscente, una persona che si ritrova dopo molto tempo. Forse questo è il segreto di LP: ci ricorda quell’amica del cuore che suonava e cantava alle feste, davanti ai falò estivi sulle spiagge al mare. Lei che con quell’aria da brava ragazza ci rasserena ma che con la sua carica regala la gioia di vivere. Il Vittoriale del Vate è la giusta cornice per quest’artista che non solo scrive bella musica, ma cura meticolosamente i sui testi, attuali e non banali.

Lei continua con Death Valley, Levitator, You Want It All, Suspicion, Tokyo con quella sua atmosfera carica d’oriente, Witness ed High, regalando stratte di mano miste ad energia e sorrisi. Laura! Laura! Laura! Il pubblico la chiama e lei non si fa attendere. Scende in mezzo a loro, il suo pubblico. Si avvicina senza timore, tende la mano e si fa scattare foto e video dai fan sempre con il sorriso in viso. Li ringrazia e dice di non aver mai visto un pubblico come quello italiano. Lei si sente a casa.

Il singolo “Lost On You”, il brano più suonato dalle radio italiane e che nell’estate del 2016 le ha fatto raggiungere la fama mondiale, chiude la prima parte del concerto prima dell’acclamato bis, che LP concede senza tanta attesa.

Diciassette brani in scaletta, compreso il bis, non sono molti. Ma LP è riuscita a non far pesare quest’aspetto dello show, regalando momenti intensi e pieni di patos a tutti i fan che gremivano il Vittoriale di D’Annunzio. Laura Pergolizzi convince. Anzi LP convince e non delude. Siamo sicuri che la rivedremo presto dalle nostre parti. Forse dopo questo tour, lei si sentirà un pochino più “Italiana” ed un po’ meno “Americana”. Chissà!

Angelo Oliva

Set list di Gardone Riviera 26/07/2017

Muddy Waters

Other People

Tigh Rope

Up Against Me

Strange

Switchblade (Solo)

Death Valley

Levitator

You Want It All

Suspicion

Tokyo

Witness

High

Lost On You

—–

Forever For Now (Solo)

Someday

Into The Wild

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