Elvis Presley/ Video, la verità sulla morte tra 10 anni: volere della famiglia e illazioni (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Elvis Presley, 40 anni fa se ne andava il Re del Rock: video, il ricordo, la sua storia e la sua rivoluzione nella musica. Con I cant’help falling in love with you, “impossibile non amarlo”

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Elvis Presley (LaPresse)

La mancanza di Elvis Presley, vero re del rock’n’roll, oggi più che mai è notevole, in occasione dei 40 anni dalla sua morte. Nonostante il tempo che scorre, fan di tutto il mondo e di tutte le età gli sono rimasti vicini nel ricordo ed anche nella giornata odierna si sono vissute numerose celebrazioni in suo onore. La verità sulla sua morte, però, tarda ancora ad arrivare. Occorrerà attende altri dieci anni quando, solo nel 2027 sarà reso pubblico il referto del coroner, su volontà della famiglia che ha deciso di tenerlo secretato per 50 anni. Si sa solo che al momento del decesso Elvis era arrivato a pesare 158 chili, per colpa della depressione e di quella alimentazione così sbagliata da averlo portato probabilmente alla morte. Sul suo corpo, come ricorda oggi Quotidiano.net, furono trovate tracce di circa 14 medicinali differenti, di cui una decina in quantità eccessive. Tutti però, regolarmente prescritti dal suo medico personale che da anni giustifica la morte di Presley asserendo si sia trattato di costipazione intestinale cronica. Una morte che certamente non fa onore ad un re del rock, la cui verità è ormai vicina. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

VEGLIA FUNEBRE A PAGAMENTO: FAN ARRABBIATI

Nel quarantennale della morte di Elvis Presley, i fan come accade dal 1978, anche nelle ultime ore si sono radunati per omaggiare la memoria del Re del rock con l’immancabile veglia funebre a Graceland, ultima dimora del cantante. Sono in migliaia ad aver partecipato già dal tardo pomeriggio di ieri, eppure la veglia si è ben presto trasformata in momento di ira e delusione per i fan, come riporta Rockol. Con loro disappunto, infatti, hanno potuto constatare come, a differenza degli anni precedenti, per poter accedere alla magione era previsto il pagamento di un biglietto del valore di 28,75 dollari, circa 25 euro. Il realtà il costo comprende anche un braccialetto, l’Elvis Week Property Pass, che permette di poter accedere al nuovo centro museale e di intrattenimento. Di fronte alle lamentele diffuse da parte dei fan è intervenuta la Elvis Presley Enterprises che ha spiegato in un comunicato: “Per la sicurezza di ciascuno e per garantire che l’evento sia piacevole e significativo per tutti, abbiamo lavorato a stretto contatto con le autorità locali, statali e federali per stabilire nuove procedure analoghe a quelle ampiamente applicate in tutti gli Stati Uniti”. Non è bastato questo a placare l’ira dei fan che si sono riversati sui social con la minaccia di non fare più ritorno a Graceland e accusando i gestori di voler fare solo business sulla memoria del grande Re del Rock. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL RIBELLE JAILHOUSE ROCK

Probabilmente sotto lo stretto profilo del Rock ’n’ roll, il Jailhouse Rock è il brano più famoso di Elvis Presley, capace di attrarre, far ballare e far comprare dischi a milioni e milioni di persone nel mondo ancora oggi. Uno scatenato Elvis prima versione, scattante e dominante sul palcoscenico, canta un rock ribelle affrontando da ribelle furbo qual era un tema semi-taboo negli States degli Anni Cinquanta, ovvero il destino dei carcerati. Ritmo divertente che quasi “copre” il significato di una canzone in cui viene ribadito la crisi e difficoltà degli uomini nelle due carceri americane. «Il direttore organizzò una festa nella prigione della contea. La band del carcere era lì e iniziarono a urlare. La band si agitava e la prigione iniziava ad animarsi. Avresti dovuto sentire quei galeotti rimbambiti cantare.Balliamo il rock, tutti insieme, balliamo il rock. Tutti nell’intera prigione», cantava Elvis all’inizio del pezzo che ha fatto la storia della musica. Addirittura da quella canzone nacque poi un film, forse il più fortunato della carriera cinematografica del Re del Rock (di certo più gravo sul palco che non davanti alla cinepresa). «Il delinquente del Rock and Roll», è il film del 1957 diretto da Richard Thorpe. abbastanza giovane e ancora all’inizio della sua carriera, un mitico Elvis si barcamena tra carceri, galeotti e si cimenta in autentici gridi di libertà e di speranze per i tanti carcerati e “bad boys” negli States che finalmente vedevano in lui un’icona da seguire. «I want to be free», «Treat me nice», «You’re so square», «Don’t leave me now», e ovviamente «Jailhouse rock»: Elvis non se ne andrà mai dalla loro, come dalla nostra, memoria. Ecco il perché in un assaggio…

IL RE DAL DOPPIO “VOLTO”

A 40 anni dalla sua morte, nessuno ha realmente dimenticato il re del Rock, Elvis Presley. Un mito non solo per la sua voce ma anche per la mimica rappresentando un vero e proprio pioniere della musica rock e di quello che accadrà negli anni a venire. Mentre oggi i fan lo ricordano davanti alla sua casa di Memphis, divenuta luogo di ritrovo e meta di una veglia, Repubblica.it ripercorre i suoi anni di grande successo, quando Elvis sfoggiava quel suo volto ambiguo, allo stesso tempo maschile e femminile, con uno sguardo che era insieme languido ed oltraggioso. Quelle movenze che lo facevano sembrare in preda ad una scossa elettrica e che unite al suo sguardo lo trasformarono in breve tempo in un vero e proprio idolo erotico, un “peccatore dal volto d’angelo”. Per quel modo in cui muoveva le anche si guadagnò di diritto l’appellativo di “Elvis the Pelvis”. Ma a renderlo speciale fu proprio questo doppio lato che lo caratterizzava. Una doppia anima che in tanti riuscirono a vedere e che conviveva in un unico corpo. Da una parte l’Elvis tumultuoso, peccatore e ribelle, dall’altra invece l’immagine del bravo ragazzo, legato alla madre, patriottico. Prima di diventare il Re, morto in solitudine e troppo presto, oscurato dalle medicine e dall’oblio ma che lasciò in eredità al rock un impero ancora florido. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IN 50 MILIONI AD APPLAUDIRLO

Come giustamente ricorda in questo quarantennale della scomparsa di Elvis Presley il portale di Rockol, più di tutte una data va segnata sul calendario dei propri ricordi per la vera nascita del fenomeno rock ‘n’ roll in tutto il mondo. Era il 9 settembre 1956 e il giovanissimo Elvis, acclamato già a livello locale, fu portato all’allora show tv più importante, l’Ed Sullivan Show. Il manager che scoprì la miniera d’oro, il “volpone” Tom Parker fece la scommessa giusta e portò alla mercè di tutta America il nuovo fenomeno bianco con la voce e le movenze da nero. Fu amore a prima vista con le ragazzine urlanti e bene 50 milioni di spettatori che si imbatterono per la prima volta di fronte alla rivoluzione fatta musica. Diverse canzoni, minuti interminabili di musica live e quel movimento “scandaloso” del bacino e basso ventre che lo conficcò subito nel mirino della critica bacchettona americana, alla stessa stregua della conquista totale del pubblico americano. Nacque quel giorno la leggenda, e qui sotto abbiamo un assaggio di quella memorabile serata dove Elvis “the Pelvis” divenne ufficialmente il re del rock “n” roll. 

40 ANNI SENZA IL RE

Era infatti il 16 agosto 1977, esattamente 40 anni fa, quando un imbolsito e zeppo di medicinali Elvis Aron Presley lasciò questo mondo con un’eredità che nessuno è mai riuscito a prendere in pieno. Forse solo l’amico rivale Johnny Cash, che porto avanti quella rivoluzione iniziata insieme di un blues, pop, country, insomma del Rock&Roll lanciato nel mondo che come una miccia non smise fino ad oggi di esplodere. Elvis the Pelvis in the Memphis, il suo modo di muovere l’anca passò alla storia e fu quello che fin dall’inizio fece innamorare le ragazzine prima americane e poi del mondo dalla metà degli anni Cinquanta fino agli Anni Settanta, praticamente vent’anni in cui quel “ballerino nero” in un corpo di bianco fece scaldare gli animi del mondo intero. Il Re venne definito, nulla di più azzeccato per chi non venne mai superato. Jailhouse Rock, Heartbreack Hotel, Hound Dog, Love Me Tendere, It’s Now or Never, A little less conversation, Are you lonesome tonight, potremmo continuare all’infinito con tutte quelle canzoni che segnarono la storia e cambiarono per sempre la musica mondiale.

“NON POSSO EVITARE DI AMARTI”

Ma ne citiamo una sola per tutte, I cant’help falling in love with you: un titolo tanto lungo quanto commovente, una semplice ballata con chitarra e voce che fece innamorare e pensare allo stesso tempo tanti di noi che vennero al mondo anche molti anni dopo la sua morte, oggi celebrata. «Come un fiume che scorre sicuro verso il mare; Dolcezza, funziona così; Certe cose sono destinate; Prendi la mia mano, prendi anche tutta la mia vita; perché non posso evitare di innamorarmi di te». Un inno semplice che assieme a Love me tender rappresenta tutta l’anima commovente e “amorosa” del buon Elvis Presley. Seppe “cambiare” il mondo, inventando un nuovo modo di comunicare attraverso la musica ma anche l’immagine, un idolo per tanti e un ispiratore per altrettanti. Il Re del Rock ma forse anche di più, di una musica che cambiò per sempre e che aspetta ancora un degno erede per quella corona. Forse non ci sarà mai, caro Elvis. Ormai, 40 anni fa come oggi, sembra “impossibile evitare di amarti”…



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