GRACE JONES / Presenta il suo documentario Bloodlight and Bami: “La nostalgia non mi interessa”

- Annalisa Dorigo

Grace Jones presenta il suo nuovo documentario intitolato ‘Bloodlight and Bami’ attraverso un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Ecco le sue dichiarazioni.

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Grace Jones

Grace Jones sarà nelle sale cinematografiche italiane martedì e mercoledì con un documentario a lei interamente dedicato e intitolato “Bloodlight and Bami”. In esso racconta, grazie all’aiuto della regista Sophie Fiennes, alcuni particolari della sua carriera, strizzando l’occhio al futuro e ad un nuovo importante progetto. Particolari che vengono spiegati in un’intervista al Corriere della Sera, dove l’artista spiega i tanti traguardi da lei raggiunti in una vita ricca di soddisfazioni: “Non vivo nel passato. La nostalgia non mi interessa. Preferisco guardare verso il futuro. Per questo non mi esibisco mai in spettacoli retrò. La vecchiaia non esiste, per me si chiama saggezza”. In passato non si è tirata indietro, arrivando a mostrare la propria nudità: “Chiunque mi conosce si abitua: quando faccio spettacoli, sono sempre nuda. Anche quando sfilavo come modella ero abituata a stare senza vestiti nel backstage”.

Grace Jones: il rapporto con lo sport e i nuovi progetti

Grace Jones procede nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, esprimendo il suo grande amore per lo sport ed in particolare per il nuoto e per il tennista Rafa Nadal, da lei ritenuto “uno dei ragazzi più umili e dolci che abbia mai incontrato”. Non si può certo parlare dello stesso affetto nei confronti dell’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Tramp, al quale la Jones riserva una dura critica: “Ha portato una nuvola nera sul mondo. Credo che ogni candidato presidenziale dovrebbe essere visto da uno psichiatra prima che gli sia concesso di candidarsi”. Per quanto riguarda il futuro, invece, l’artista ha in serbo un nuovo album, al quale sta lavorando da cinque anni ma che ancora non la soddisfa: “Lavoro a un disco da 5 anni. Ho usato il mio tempo per fare altre cose e non riesco a finire l’album che mi sto autoproducendo. Ho imparato negli anni a condividere il lavoro con tanti collaboratori, senza accentrare tutto su di me”



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