Bagarini online, chieste condanne fino a 1 anno 4 mesi/ Secondary ticketing, coinvolti organizzatori concerti

- Paolo Vites

Bagarini online, le richieste dell’accusa: coinvolti i massimi organizzatori di concerti in Italia, da Live Nation a Di Gi. Il “caso” del secondary ticketing

bono_u2_concerto_rock_lapresse_2017
Bono degli U2. (LaPresse)

Si sta arrivando al termine di una vicenda che ha provocato un gigantesco terremoto nel mondo della musica live. Si tratta del cosiddetto secondary ticket, cioè i biglietti dei concerti venduti su siti abusivi a cifre molto alte, esattamente come fanno i bagarini sui marciapiedi fuori dei teatri o delle partite di calcio. Grazie a un servizio delle Iene però è venuto a galla un mercato a base di truffe pensate dagli stessi organizzatori dei concerti: mentre i siti di vendita biglietti ufficiali segnalavano il tutto esaurito, gli stessi organizzatori passavano quote di biglietti ai siti abusivi che naturalmente, venduti a cifre molto più alte, procuravano una grossa fonte di guadagni per organizzatori e bagarini. Una truffa smascherata grazie a un servizio tv in cui veniva intervistato Roberto De Luca, di Live Nation che ammetteva in modo confuso il fatto.

LE RICHIESTE DEL PM

Il caso è finito in tribunale, il pm ha chiesto adesso per lRoberto De Luca una condanna a un anno e 4 mesi. Chiesti inoltre un anno e 400 euro di multa per Corrado Rizzotto, ex amministratore del sito per la vendita on line di biglietti Vivo. Il pm Scudieri ha poi ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per i 4 imputati che hanno scelto invece il rito ordinario, ovvero per Domenico d’Alessandro e per la sua società Di Gi, per Charles Stephen Roest, amministratore del sito internet di rivendita di biglietti Viagogo, e per Vivo. Si tratta come si vede delle massime società di concerti, che si occupano di nomi come Vasco Rossi e U2 per capirsi. Si tratta del primo processo in Europa per le irregolarità del fenomeno del bagarinaggio, una sentenza che, dicono gli esperti, “farà giurisprudenza”. La Siae da parte sua si è costituita parte civile e ha chiesto 200mila euro di risarcimento.



© RIPRODUZIONE RISERVATA