SFERA EBBASTA/ L’esorcista “Nei suoi testi c’è il demonio certe canzoni andrebbero censurate per legge”

- Paolo Vites

Sfera Ebbasta responsabile della tragedia di Ancona? Fedez lo difende: “un artista di serie A non può cantare in un posto del genere”.

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Sfera Ebbasta (Foto: Lapresse)

Se si fossero realizzate tutte le profezie e le minacce contro la musica rock dai tempi di Elvis a oggi, il mondo sarebbe ormai completamente in mano a Satana. Oddio, viste tutte le violenze, le guerre, gli stupri di massa, i genocidi quotidiani si potrebbe dire che il piano sia riuscito, peccato che guerre come quella in Iraq del 2003 che ha aperto il tappo all’Isis e a tutto il fondamentalismo terrorista islamista lo abbia fatto saltare il cristianissimo presidente Bush Jr. quello che faceva pregare il consiglio dei ministri tutte le mattine, con la sua falsa, inutile e sanguinosa invasione del regime di Saddam. Il caso de giorno è ancora quello relativo al concerto di Sfera Ebbasta in cui hanno perso la vita 5 ragazzini e una mamma di 39 anni. Alla ricerca del colpevole perfetto, dopo qualche giorno, tale colpevole si è idealizzato proprio in lui perché, come dicono in molti, i testi delle sue canzoni sono piene di parolacce e susciterebbero il male negli ascoltatori. Ne ha parlato infatti un’esorcista. E’ vero, i suoi testi fanno mediamente schifo e la sua musica pure (una sorta di neomelodico convertito per ragioni di vendite al rap, anzi  la trap, anzi a una schifezza). Ma ovviamente ce ne passa prima di arrivare all’esorcismo, come vorrebbe don Antonio Nattatelli intervistato al programma Lunatici su Rai Radio 2. “Non so come si faccia a portare i propri figli in un posto in cui si cantano certe canzoni. Mi sorprende che i ragazzini vengano accompagnati addirittura dai genitori nelle discoteche per partecipare a certi incontri. Le discoteche sono sicuramente luoghi in cui il demonio sguazza”, ha detto l’esorcista. Aggiungendo: “Servirebbe capire che non è più democrazia un regime in cui tutto è permesso e non c’è più nessun fondamento etico. Certe canzoni andrebbero anche vietate, censurate per legge”. 

CENSURA CONTRO LE CANZONI

A censurare ci provarono le buone donne americane mogli di potenti politici nel 1985 fondando la PMRC (Centro genitori per studi sulla musica) che ottennero lo sticker appiccicato su alcuni dischi che avvertiva che le canzoni contenevano “testi espliciti” cioè parolacce, sesso, adorazione del demonio, uso di droghe”: il rock’n’roll era intrinsecamente malvagio e andava fermato a tutti i costi. Dimenticando che il rock’n’roll venne accusato di satanismo per la prima volta negli anni 50, perché eseguito da musicisti di colore e perché univa bianchi e afro americani tra il pubblico (per diversi anni ai concerti rock si metteva un divisore di corda in mezzo al pubblico per tenere separati i ragazzi bianchi e quelli di colore. Da lì a inventarsi che capolavori musicali come Stairway to Heaven dei Led Zeppelin se ascoltata al contrario conteneva adorazioni verso Satana il passo è stato breve. Ovviamente nessuno aveva pensato di ascoltare il disco al contrario perché cosa assolutamente stupida da fare e poi rischi anche di romperlo: lo fece un bravo predicatore bianco, ovviamente. Ci furono i Black Sabbath che per il loro nome e le atmosfere cupe furono definiti satanisti: in realtà la cosa li spaventò (a loro) talmente tanto che cominciarono a indossare grossi crocifissi per tenere lontano Satana stesso. Dal razzismo contro i neri, si passò al razzismo contro gli omosessuali: i Queen si chiamavano così perché un termine che indica i gay. Il loro singolo We are the champions, dissero, era l’inno universale all’omosessualità. Peggio andò per i Kiss, il cui bassista Gene Simmons incautamente ma unicamente per prendere in giro l’intervistatore disse che “ho sempre avuto interesse per la carne umana, ho sempre voluto essere un cannibale”. E infine la “simpatia per il diavolo” dimostrata dagli Stones 50 anni fa esatta era la messa in musica del capolavoro letterario Il maestro e Margherita, in cui Jagger, mostrando grande senso religioso, si prendeva le colpe di aver messo sulla croce Cristo, di aver ucciso i fratelli Kennedy, di aver sterminato la famiglia dello zar. Insomma, diceva che peccatori lo siamo tutti.

SFERA EBBASTA E LA “CENSURA” DELL’ESORCISTA

Gli esempi sono centinaia. Anche Bob Dylan, che in una intervista aveva detto di aver fatto un patto con “il comandante in capo” cioè Dio, fu accusato di aver venduto l’anima al diavolo con quelle parole. Sfera Ebbasta e i suoi discografici sono solo dei furbetti che fanno leva su quegli istanti tipici dell’adolescenza ma ci chiediamo: qualcuno ha mai proibito i violentissimi videogiochi che potrebbero produrre una armata di serial killer? Non ci risulta. Il problema è che come succedeva 60 anni fa si continua a considerare i figli dei perfetti imbecilli che si lasciano influenzare da qualunque mentecatto quando invece sono più intelligenti di noi e capiscono benissimo quello che è male e bene: Sfera Ebbasta fa parte della categoria “sparo cazzate” e voi vi divertite. La verità è che da sempre si ha paura che i giovani possano sentirsi liberi, divertirsi, staccarsi dai cliché genitoriali. Ma è la natura umana, bellezza, fattene una ragione, i figli se ne vanno per la loro strada. O capite che il mondo e i vostri figli cambiano a ogni istante e cambiano perciò le istanze di cui bisogna occuparsi, ammettendo che c’è un momento per parlare e uno per tacere, o non capirete mai che la vita è un costante movimento a cui guardare per capire come starci dentro (alla realtà, non alle ideologie). “Venite padri e madri e non criticate quello che non potete capire, i vostri figli e figlie non sono al vostro comando la vostra vecchia strada sta andando a pezzi per favore toglietevi dalla nuova strada se non potete dare una mano, perché i tempi stanno cambiando” cantava Bob Dylan, lo stesso che oggi è premio Nobel. O il Nobel è satanismo? E se non va bene questo, affidiamoci al commento del maggiore intellettuale italiano vivente, Massimo Recalcati: “Altri accusano invece l’artista di inneggiare nelle sue canzoni allo sballo e alla dissipazione (…) In questo modo il rispetto per il lavoro doloroso del lutto di famiglie spezzate dal dolore e dalla perdita viene brutalmente calpestato. Non c’è senso della comunità, condivisione, solidarietà, presenza, ma, come avviene tristemente e non casualmente nella politica, l’attribuzione proiettiva e feroce della colpa che è sempre dell’altro”.

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