ANALISI/ Video, testo di Almeno pensami” canzone di Ron (Sanremo 2018)

- Francesco Agostini

Testo di “Almeno pensami”, analisi della canzone di Ron a Sanremo 2018. I temi del brano: amore e nostalgia. Il video dell’intervista prima del Festival.

Ron_Sanremo_2018
Ron

Ron torna al Festival di Sanremo con un altro brano dal sicuro impatto emotivo come ‘Almeno pensami‘, canzone inedita di Lucio Dalla. Ron, all’anagrafe Rosalino Cellamare, è un veterano della canzone italiana e di Sanremo in particolare, dove ha già trionfato in passato. Tutti ricordano, infatti, la bellissima ‘Vorrei incontrarti tra cent’anni, datata 1996. Ma in questa edizione del Festival di Sanremo del 2018 Ron si presenta nuovo e pur sempre uguale, con una canzone d’amore. Amore nel senso più largo che possiamo trovare: amore come sentimento che vibra e che è eterno nella sua più intima essenza. Ron inizia subito la sua canzone con un’immagine ben nitida: “Ah fossi un piccione, che dai tetti vola giù fino al suo cuore. Almeno fossi in quel bicchiere che quando beve le andrei giù fino a un suo piede. Fossi morto tornerei, per rivederla ogni mattina quando esce”. Immagini che ricordano la poetica di Dalla. 

L’AMICIZIA CON LUCIO DALLA

Ron e Lucio Dalla sono stati legati da una grande amicizia e hanno scritto molte canzoni insieme, come la celebre “Piazza grande” del 1971: “Lucio è un riferimento enorme, unico, magari ci fosse adesso uno così: significa poter lavorare con uno di cui ti fidi. Questa cosa era reciproca, anche lui quando aveva bisogno mi chiamava: c’erano delle telefonate notturne in cui mi faceva sentire quello che aveva scritto, questa cosa mi manca”, ha detto Ron a Radio Italia. Ecco un altro assaggio di Almeno pensami: “Almeno pensami, senza pensarci pensami. Se vai lontano, scrivimi. Anche senza mani scrivimi. Se è troppo buio, chiamami. Prendi il telefono, parlami… Io e la notte siamo qua”. Una richiesta di aiuto per un amore che soffre la lontananza e che chiede affetto.

IL TEMPO

Il leitmotiv di questo Festival di Sanremo sembra essere il tempo. Anche gli altri cantanti si sono soffermati a parlare del tempo e del suo effetto devastante. Il tempo che tutto fa passare in silenzio e che tutto, alla fine, trasforma. “Ma come si fa a tenere un cuore se ho le mani sempre sporche di carbone, son già passati mille anni tanto è il tempo che ti guardo e non mi parli. Senza lei io morirei ma chiudo gli occhi e so sempre dove sei“, continua il testo della canzone. Intervistato da RTL 102.5 Ron ha raccontato come è arrivato al Festival con la canzone di Dalla: “È una canzone di Lucio Dalla inedita che è stata presentata dagli eredi di Dalla a Claudio Baglioni. Gliel’hanno fatta sentire e Claudio: ha detto che bello fosse in gara una canzone di una grande come Lucio. È una grande canzone, non capisco perché Lucio non l’abbia messa in suo disco ma è bello che venga messa in luce in un contesto così importante“.



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