ANALISI/ Video, testo di “Lettera dal Duca” canzone dei Decibel (Sanremo 2018)

- Francesco Agostini

Testo di “Lettera dal duca”, analisi della canzone dei Decibel a Sanremo 2018. I temi del brano: omaggio a David Bowie. Il video dell’intervista prima del Festival

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I Decibel

I Decibel sono finalmente tornati. In questa edizione del 2018 del Festival di Sanremo il trio capitanato da Enrico Ruggeri porterà sul palcoscenico dell’Ariston la canzone ‘Lettera dal Duca‘ che ha in sé un significato piuttosto enigmatico. Letta in questo modo, semplicemente, potrebbe essere difficile riuscire a capire chi sia questo Duca. La risposta, in realtà, è molto semplice: il Duca non è nient’altro che David Bowie, chiamato anche dai suoi fans ‘Il duca bianco’. La canzone dei Decibel, infati, è un grande e visionario omaggio al cantante briitannico che fin dagli esordi li ha ispirati. Iniziamo subito con le prime fasi di questa canzone, col suo incipit poetico: “Passano come rondini, Possibilità e utopie. Volano senza redini come libere armonie“. Rime orecchiabili e facili mettono subito in chiaro che l’elemento visivo, in questa canzone, la farà da padrone: le immagini si susseguono veloci una dopo l’altra e danno delle impressioni fugaci. Sta agli ascoltatori riuscire a inquadrare queste immagini nel senso di fondo che rendono questa canzone un volo pittoresco.

LA MUSICA

Abbiamo detto preceentemente che il brano ‘Lettera dal Duca‘ è un omaggio al britannico David Bowie. Non solo, però. È vero che Bowie, il duca bianco, è stato uno dei miti di gioventù di Enrico Ruggeri ma è anche vero che rappresenta una cosa molto più grande di lui: la musica. Di fatto, questa canzone dei Decibel è sia una dichiarazione d’amore per Bowie che per la musica stessa che, con il suo grande potere, può arrivare dritta dritta al cuore e farci sognare. Di questo, infatti, ci parlano Enrico Ruggeri e soci: “Raggiungo un’altra dimensione, se chiudo gli occhi vedo l’infinito in me. Supero i miei limiti più di quanto immagini, tu stai parlando a una persona che non c’è. Silenziosa anima che questo sole illumina“. Gli effetti della musica sulla persona si fanno immediatamente sentire: le note, l’armonia portano la persona direttamente da un’altra parte, lo rapiscono (tu stai parlando a una persona che non c’è). È un potere forte, quello della musica, che, simbolicamente parlando, fa superare i propri limiti personali. È un viaggio intenso e profondo quello che ci fanno provare i Decibel.

CONTAMINAZIONE LINGUISTICA

A Sanremo la lingua che si usa è l’italiano. Un’affermazione banale, questa, ma vera in tutto il suo essere: dopotutto, se così non fosse, questo non sarebbe di certo il Festival della canzone italiana. Non fa una grinza. Nonostante questo, però, c’è qualcuno, esattamente come i Decibel, che si diverte a contaminare da un punto di vista linguistico la canzone. Proprio per questo motivo, infatti, all’interno di ‘Lettera dal duca’ c’è qualche passo in inglese che desideriamo citare: “I see the towns – I see the mountains. Here in my heart – Fuori dal tempo. A new fronteer – Another game to play“. Una piccola contaminazione, un gioco, che nulla toglie e nulla aggiunge a una canzone visionaria e magica che si dipana piano piano sempre più estrema. Continuano infatti i Decibel: “Io vivo un’altra dimensione, se chiudi gli occhi vedi l’infinito in te e superi i tuoi limiti più di quanto immagini. Ti accorgerai che un mondo spirituale c’è“. Il riferimento al mondo spirituale, all’esoterismo, è esplicito in questo testo. Che sia la musica soltanto a fungere da tramite o c’è di più? Non è dato saperlo. I Decibel rimangono misteriosi.



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