ANALISI/ Video, testo di “Non mi avete fatto niente” canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro (Sanremo 2018)

Testo di “Non mi avete fatto niente”, analisi della canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro a Sanremo 2018. I temi del brano: vita e terrorismo. Il video dell’intervista prima del Festival.

06.02.2018 - Alberto Graziola
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Ermal Meta e Fabrizio Moro

La coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro è tra i favoriti alla vittoria di Sanremo 2018. Mancano ancora pochi giorni all’inizio del Festival ma, in base ai primi ascolti e alle previsioni, sono in molti a scommettere su di loro o, almeno, indicarli come coloro che occuperanno i primi posti nella classifica finale. La notizia della loro partecipazione è, del resto, sinonimo di garanza. Meta, lo scorso anno, ha emozionato e convinto tutti con il suo inedito, Vietato morire, simbolo di speranza e dedicato alla madre che riuscì ad avere il coraggio di lasciare il marito e di trasferirsi con i figli in Italia. Anche Fabrizio Moro, lo scorso anno, era in gara al Festival con un altro brano ben apprezzato da pubblico e critica, Portami via, una delicata e intensa ballad scritta dallo stesso Moro e da Roberto Cardelli, contenuta nell’album Pace, uscito qualche settimana dopo, il 10 marzo. Con queste premesse sulla carta, quindi, non stupiscono affatto le alte aspettative legate alla loro presenza sul palco del teatro Ariston.

IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE

Non mi avete fatto niente porta la firma di E. Meta – F. Mobrici – A. Febo e tratta l’attuale e drammatico tema del terrorismo. Nel testo ci sono numerosi riferimenti a drammatici episodi di cronaca che, nel corso degli ultimi anni, hanno sconvolto tutti quanti e occupato le prime pagine del giornali. La solarità e la quotidianità della vita di tutti i giorni viene descritta nel momento in cui qualcuno sceglie di spazzarla via e, soprattutto, di spezzare i sorrisi, trasformandoli in lacrime e dolore (“A Il Cairo non lo sanno che ore sono adesso, Il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso, In Francia c’è un concerto, la gente si diverte, Qualcuno canta forte, Qualcuno grida a morte“). Sono evidenti i riferimenti alla strage di Barcellona e alla sparatoria avvenuta al Bataclan. Parole forti, immagini dure che non fanno sconti anche nelle parti successive del pezzo (“A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna, Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna”). La cronaca e l’attuale violenza diventano una realtà contro la quale è impossibile non fare i conti ma che non deve permettere di impedire a chiunque di vivere, nonostante tutto (“Non mi avete tolto niente, Questa è la mia vita che va avanti, Oltre tutto, oltre la gente, Non mi avete fatto niente”). L’urgenza di (soprav)vivere ha la priorità.

“NON MI AVETE FATTO NIENTE”: COME È NATA LA CANZONE

In una recente intervista per Radio Italia, Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno parlato della loro partecipazione al Festival e di perché hanno scelto di collaborare. “Da parte mia c’era una grande stima per Ermal, da molto tempo. Ci siamo conosciuto umanamente l’anno scorso e, poi, questa estate, è nata l’idea di scrivere questo pezzo insieme“, rivela Fabrizio Moro alla speaker radiofonica. “Fabrizio aveva in mente una cosa che aveva sviluppato dandogli una forma insieme e una visione generica e specifica. L’idea non era quella di andare a Sanremo…“, confessa Meta, dopo aver ascoltato le parole del collega cantautore. Un pezzo scritto insieme ad Andrea Febo, sottolineano. “È un momento in cui, sinceramente, non mi va di esprimere troppo riguardo al brano, vorrei lasciare l’interpretazione a chi lo ascolta. È la nostra visione di un momento storico molto particolare dove abbiamo cercato di esporre il nostro punto di vista sulla paura e sul terrore che tante persone e ragazzi avvertono per colpa di quello che sta succedendo in tutto il mondo“, specifica Fabrizio, durante l’intervista che potete recuperare qui sotto.

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