ANALISI/ Video, testo “Il coraggio di ogni giorno” canzone di Enzo Avitabile e Peppe Servillo (Sanremo 2018)

- Francesco Agostini

Testo di “Il coraggio di ogni giorno”, analisi della canzone di Enzo Avitabile e Peppe Servillo a Sanremo 2018. I temi del brano: amore e Napoli. Il video dell’intervista prima del Festival

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Enzo Avitabile e Peppe Servillo

Enzo Avitabile e Peppe Servillo saranno sul palco dell’Ariston nella sezione Big con la canzone ‘Il coraggio di ogni giorno‘. Il musicista e il frontman degli Avion Travel si esibiranno insieme dando vita a un duo assolutamente inedito e pertanto tutto da scoprire. Il testo della canzone si snoda attraverso due temi principali: da una parte, l’amore per la propria donna (un tema caro al Festival di Sanremo, così profondamente romantico) e dall’altra per la propria terra, Napoli. I due temi sono strettamente collegati e le parole ruotano attorno ad essi in modo concentrico, quasi ad avvolgere l’ascoltatore. Iniziamo subito la nostra analisi del testo vedendo insieme l’incipit di questa canzone: “Scrivo la mia vita, tracce sulle pietre ed ho gli stessi occhi di Scampia. Accetto il mio dolore, è il prezzo da pagare per stringerti le mani“. L’inizio di Il coraggio di ogni giorno mette subito in evidenza quanto l’autore si legato a Napoli, con la citazione di Scampia. Inevitabilmente l’uomo è legato alla sua città e a tutto ciò che ne deriva sia in bene sia in male (accetto il mio dolore)

UN SENTIMENTO FORTE

Al tratteggio vago ma anche puntuale dell’amore per la propria città e per le proprie radici corrisponde senz’altro un sentimento puro e nobile per la donna amata. Il testo di Avitabile e Servillo, in questo senso, si muove su un filone duplice che spesso è difficile da delineare: si passa da una parte all’altra senza soluzione di continuità. Le frasi sono corte, veloci, concise. Il passo è breve. Continua la canzone: “Io non mi sono mai sentito così vivo, non domandarmi come mai. Così, così lontano e vicino al mondo“. Il sentimento d’amore è un qualcosa di poente che penetra nelle vene e infonde all’autore un nuovo senso di sicurezza e felicità. Finalmente, dopo tanto tempo, ci si sente vivi e, in un modo assolutamente figurato, allo stesso tempo lontani e vicini al mondo. Lontani perché, immaginiamo, si vola sulle ali dell’amore e vicini perché, in un qualche modo a noi sconosciuto, ci si è riappacificati con esso. L’amore è un sentitmento che tutto può e che può vincere ogni cosa, se solo gli diamo la possibilità di entrare nelle nostre vite in un modo o nell’altro.

TERRA FERTILE

Lo dicevamo in precedenza: l’amore per la donna amata e per la città sono mirabilmente fusi insieme in questo brano che il jazzista Enzo Avitabile porterà a Sanremo assieme a Peppe Servillo. Il sentimento forte per la città torna prepotentemente alla ribalta in altri versi dall’alto tasso poetico: “Questa è la mia storia, anni come pietre che scorrono veloci nel mio sangue rapido. Terra scura e fertile, stella mia stella sempre“. Napoli ritorna prepotentemente al centro dei pensieri di Enzo Avitabile che la descrive in modo mirabile, come una ‘terra scura e fertile‘; scura, perché Napoli si trova vicino al Vesuvio. Qui, nei suoi pressi, la terra è scura perché vulcanica, ma anche estremamente fertile. La città lo ha accompagnato nel suo percorso di vita, quasi come una stella messa lì in grado di orizzontarlo. Dopo aver espresso il suo amore tramite immagini, ecco che la vicinanza si completa con l’uso del dialetto: “Lauda lu mare e tienete a terra, Luce fa juorno ‘e sera. Lauda lu mare e tienete a terra, luce fa juorno ‘e sera“. Il sentimento e la compartecipazione per Napoli è arrivata al suo massimo: la dichiarazione d’amore è completata.



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