ANALISI/ Video, testo di “Il ballo delle incertezze” canzone di Ultimo (Nuove proposte, Sanremo 2018)

- Francesco Agostini

Testo di “Il ballo delle incertezze”, analisi della canzone di Ultimo tra le Nuove proposte a Sanremo 2018. I temi del brano: futuro e incertezze. Il video della canzone.

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Ultimo

Con la canzone Il ballo delle incertezze abbiamo ben chiara una cosa: nella vita non c’è niente di certo. Di questo Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi, ce ne dà un chiaro significato ribadendolo a più riprese e dicendolo senza tanti fronzoli. In questa canzone dal significato schietto e limpido che porta a Sanremo 2018, il giovane cantautore dalla voce potente e ferma ci trascina in un mondo senza radici, fragile, instabile. È una vita appunto incerta, che non si può appigliare a niente, visto che l’incertezza regna sovrana. Ma entriamo più nel dettaglio e vediamo di cosa ci parla esattamente Ultimo: “Ho perso tempo per guardarti dentro e-ti ho dedicato il cuore tra le pagine ma poi la sera arrivava ed io mi chiedevo dov’è il senso. Se c’è un senso a tutto questo“. La vita, immediatamente, appare priva di senso all’autore che è costretto a constatarne la vacuità. Il riferimento alla donna amata è nei primi versi e tutto ci fa dedurre che l’amore tra i due sia finito o che comunque sia in una forte crisi. Come la vita stessa, anche l’amore non è altro che una fonte di incertezza e di sofferenza perpetua: è, di fondo, anch’esso un’incertezza.

UN’OASI FELICE

Che l’incertezza sia una fatto della vita è assodato ma che abbia una connotazione negativa è tutto da dimostrare. Ultimo, in questa canzone in gara per le Nuove Proposte al Festival di Sanremo, ci dà uno spiraglio di felicità da trovarsi proprio nel cosidetto ballo dell’incertezza. Un luogo sicuro, al riparo, dove l’essere umano si può rifugiare in tutta serenità senza pensare a nulla di preciso. Continua Ultimo: “Ma ci sarà il ballo delle incertezze, ci sarà un posto in cui perdo tutto che per stare in pace con te stesso e col mondo devi avere sognato almeno per un secondo“. L’incertezza ha un fare dolce, quasi da mamma, che accoglie l’autore e lo porta in una situazione di non esistenza. E’ un aspetto positivo, anche se di fondo estremamente negativo, è quel naufragare senza meta consolatorio di chi ha perso tutto. Con la sua voce potente Ultimo arriva sino al cuore e ci mette in condizione di riflettere seriamente su una cosa così importante. Non c’è che dire, quest’anno il Festival di Sanremo ha individuato tanti giovani talenti in grado di abbinare a musiche interessanti dei testi profondi e riflessivi.

COME PETER PAN

Intervistato da La Stampa, Ultimo ha spiegato che il brano è dedicato a chi non ha un domani nella società e che anche lui spesso si è sentito un emarginato: “Non ero un bambino facile. A scuola scappavo di continuo, mi sentivo inadatto in ogni realtà in cui mi immergevo. Col tempo ho saputo distinguere i giudizi inutili della gente da quelli costruttivi. In tutta sincerità, forse sono stato anch’io ad “auto-escludermi”. Dovevo capire cosa si provava ad essere “ultimi” prima di poter scrivere per loro”, ha detto il giovano cantante. Poi ha detto di sentirsi come  Peter Pan: “Assolutamente sì. Odio le chiacchiere scontate della gente che parla di politica. Io mi rinchiudo in un foglio e lì prendo il volo. Non posso credere che la vita vada vissuta per quello che è, non voglio crederci. Tutti abbiamo il dono dell’immaginazione e per me è il riparo più rassicurante”.



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