META E MORO RIAMMESSI A SANREMO 2018/ Mangiarotti: “Un abuso mai visto, la canzone non è inedita!”

- int. Marco Mangiarotti

La Rai ha deciso di riammettere in concorso la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro, perché non si tratterebbe di plagio. MARCO MANGIAROTTI spiega perché è un abuso

ermalmeta_fabriziomoro_instagram_2018
Ermal Meta e Fabrizio Moro riammessi a Sanremo 2018

Per la Rai, come da comunicato ufficiale, “essendo l’autore lo stesso, Andrea Febo, non si può parlare di plagio”. Il problema, come ha detto in questa intervista uno dei più autorevoli critici musicali italiani, Marco Mangiarotti, è che “nessuno parlava di plagio, ma di canzone non inedita, dunque non ammissibile per il regolamento. Regolamento che è stato bellamente ignorato, ci ha detto ancora, “perché a spettacolo cominciato la Rai non ha voluto grane”. E Baglioni? “E’ molto dispiaciuto e imbarazzato, ma lui non centra nulla con questa ridicola faccenda”.

 

Cosa ne pensa della decisione di riammettere il brano “incriminato”, il comunicato stampa della Rai dice che essendo l’autore lo stesso, Andrea Febo, non si può parlare di plagio.

In realtà non si è mai posto il problema del plagio. La Rai che  è l’editore dell’evento ha deciso che Meta e Moro rimangano in gara. Ieri hanno fornito una giustificazione che è stata smontata in conferenza stampa, oggi è stata presentata una perizia che è un pasticcio, nel merito della struttura canzone, e che di fronte a una contro perizia non reggerebbe nell’analisi di merito artistico. Sto parlando di musica non del lavoro dell’ufficio legale Rai. Un editore che in sostanza dice: “Faccio quello che mi pare” deve prendere in considerazione che altri dicano non ci sembra una cosa giusta, anzi è incomprensibile.

Dunque siamo di fronte a una decisione di ufficio che le pare non accettabile?

Sanremo è un festival di canzoni inedite, dove da 68 anni migliaia di persone presentano canzoni inedite. Due artisti con una operazione tra l’altro su un argomento molto sensibile, la giusta risposta al terrorismo, non sono stati in grado di scrivere una intera canzone inedita e hanno presentato un pasticcio. Si è giustificato il tutto dicendo che è solo il 30% del brano.

Il che fa un po’ ridere come giustificazione, no?

Una canzone è un opera d’arte popolare. “Nel blu dipinto di blu” è diventata immortale per un ritornello che fa “volare oh oh”: Una canzone funziona così strofe ritornello o refrain. Nel regolamento, che non è un regolamento, si dice che è possibile usare campionamenti, e questo non è un campionamento, e stralci di altri brani, e questo non è uno stralcio, è il refrain di un’altra canzone.  E’ irricevibile.

Qualcuno ha detto che la Rai ha fatto marcia indietro perché spaventata dalla rivolta dei fan sui social, potrebbe essere così? E che facendo passare Moro e Meta si portano avanti dei giovani in un festival in cui ci sono troppi “vecchi”.

Intanto Moro e Meta non sono due giovani, hanno la loro età. I social poi sono  come la grandine che quando arriva ammacca le macchine e quando finisce esce il sole e la spazzi via dal terrazzo. Sono il sentimento legittimo dei fan ma non decidono il mondo, senza un pensiero sono un tuono del nulla. E’ ovvio che i loro fan si siano lamentati sul web, ma non sanno che si stanno lamentando per una operazione pasticciata, questa canzone.

Ci dà un suo parere sul festival in generale fino a questo punto?

Intanto va detto che Baglioni è rimasto molto dispiaciuto e imbarazzato di questo episodio. Baglioni è fuori da questi giri, ha fatto un gran lavoro ha dato la libertà di scrivere a tutti con massimo sostegno della direzione artistica, la Rai ha prodotto un grande spettacolo, siamo a livelli tra i migliori festival di questo millennio.

Quali canzoni ha preferito?

Mi piace moltissimo il pezzo di Dalla anche se Ron fa un po’ di fatica a rendere l’intensità e l’intimità di un pezzo così su un palco come questo. Straordinaria Ornella Vanoni, mi piace molto la scrittura di Diodato, nel suo genere pop leggero Annalisa è molto brava. Tra i più eleganti come scrittura cantautorale è Caccamo con un pezzo complesso e stimo molto ma non riesco mai ad apprezzare in toto Rubino, un autore molto sincero e musicista interessante. La stessa “Non mi avete fatto niente” grazie al refrain incriminato poteva funzionare, anche se affronta il tema terrorismo in modo banale.

Un possibile vincitore?

Lo Stato Sociale. Se ascolti il pezzo distrattamente ti diverti, se leggi il testo ti imbarazzi per loro e pensi che non sanno cantare, è una filastrocca senza idee. Però lo spettacolino finale con l’anziana ballerina funziona e potrebbe far vincere loro il festival.

 

(Paolo Vites)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori