Maeba, Mina e Paolo Conte/ Le basi di Boosta per il ritorno in versione “aliena”

Esce alla vigilia dei asuoi 78 anni il nuovo disco di Mina, appuntamento annuale da non perdere per i suoi fan, intitolato “Maeba” contiene un duetto in napoletano con Paolo Conte

23.03.2018 - Paolo Vites
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La copertina dell'album

Sin da quando l’abbiamo vista in versione aliena al Festival di Sanremo abbiamo capito che Mina avesse qualcosa in pentola pronto da essere servito, e così è stato. La regina torna alla soglia degli 80 anni con il nuovo disco dal titolo Maeba in cui regala al suo pubblico un duetto con Paolo Conte sulle basi di Boosta. Da pezzi classici al rock, dal swing a tinte elettroniche, il ritorno di Mina è futuristico e non solo per via della copertina ma anche per i brani che sono contenuti al suo interno e che la rendono sempre attuale se non addirittura antipataria dei tempi e di quello che arriverà il prossimo autunno. A confermare la “follia” di Mina ci ha pensato il figlio Massimiliano che in presentazione del disco, ha dichiarato: “Non esercita nè cura la voce, addirittura ha ricominciato a fumare. Semplicemente ha uno strumento straordinario, ha l’intelligenza e la visione per usarlo e la fortuna di non averlo consumato in milioni di concerti”. Tutto questo è alla base del suo successo dopo 60 anni di carriera? Siamo sicuri di sì e Maeba ne è la dimostrazione. (Hedda Hopper)

MAEBA, IL NUOVO DISCO “FUTURISTICO”

Puntuale come una tassa da pagare, con cadenza fissa annuale, arriva il nuovo disco di Mina, “Maeba”, alla tenera età di quasi 78 anni fra poco e 60 di carriera. Si legge in giro, dai fortunati che sono stati invitati a casa della leggendaria cantante (ma lei come sempre non si è fatta vedere) a sentire il nuovo disco che Mina “non invecchia, la sua voce non ha età”. Per forza, lo dice anche il figlio Massimiliano Pani in veste di presentatore (e arrangiatore come sempre di tutti i brani) “lei non ha dissipato la voce in migliaia di concerti”. Non si esibisce, non si vede in giro infatti dagli anni 70. Ovvio che la voce si mantenga bene, ma un artista vero è quello che ha il coraggio di sfidare se stesso davanti a un pubblico. Così sembra quasi che Mina ogni anno debba timbrare il cartellino come un impiegato e sfornare dischi che per la gran parte negli ultimi decenni sono suonati svogliati e tutto tranne che brillanti. Di Maeba allora si ricorderà il simpatico duetto in dialetto napoletano con un arzillo vecchietto anche lui, Paolo Conte, in un brano scritto appositamente per questo disco, “A minestrina” molto autoironico.

“MAEBA”, MINA E PAOLO CONTE INSIEME CON “A MINESTRINA”

“A minestrina” è la storia infatti di due vecchietti che si preparano una minestrina. Come sempre poi per dimostrare che Mina segue la musica contemporanea, uniranno scritto da un autore “contemporaneo” Davide Boosta Dileo dei Subsonica mentre appare un gesto di affettuosa amicizia il brano Il mio amore disperato, l’ultimo testo scritto da Paolo Limiti prima della morte, che per Mina scrisse canzoni passate alla storia. Il passato riemerge anche nell’inclusione dell’abusata di Heartbreak Hotel di Elvis, che quando ancora si faceva chiamare Baby Gate, Mina eseguiva nei locali degli anni 50. A ricordo di un altro artista scomparso è invece una versione jazz della classicissima Last Christmas di George Michael, suonata in trio live in studio da Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino; cantata in diretta da Mina, è impreziosita dalla slide guitar di Luca Meneghello, dagli archi di Gabriele Comeglio e dai morbidi cori di Massimiliano. Per chi vuole continuare a vivere in un passato lontano e non vuole staccarsi dalla leggenda, un disco obbligatorio da avere.

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