CONCERTO PRIMO MAGGIO/ Gli Stato Sociale battono la censura grazie a Sanremo, i sindacati hanno rotto il…

- Paolo Vites

Gli Stato Sociale battono la censura di tre anni fa grazie al secondo posto a Sanremo, i rapper intristiscono e a Taranto va in scena un vero concertone. PAOLO VITES

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Lo Stato Sociale

Tre anni fa al Concertone del Primo maggio gli Stato Sociale con il brano Mi sono rotto il c…zzo erano stati censurati, era stato vietato loro di eseguire quel pezzo: “Siamo in fascia protetta, dopo le 22, non si possono dire le parolacce” era stata la motivazione ufficiale. Quest’anno gli Stato Sociale hanno aperto il Concertone con una nuova versione del medesimo brano. Potenza del secondo posto raggiunto allo scorso Festival di Sanremo (definiti anche “vincitori morali”). In più il simpatico cantante della band era anche co-presentatore insieme ad Ambra Angiolini (“Il lancio delle bacchette non lo avevo mai visto fare” esclamerà la giuliva ex ragazzina di Non è la Rai, dimostrando il suo spessore di frequentatrice della musica live) per cui quest’anno niente censura. Ok, erano le 15 pomeriggio, niente fascia protetta. 

In ogni caso hanno fatto ridere e sorridere, la loro ironia contro tutti e tutto risulta vincente  e per niente volgare, c’è il giusto cinismo di una generazione a cui non abbiamo lasciato niente, men che meno il lavoro, anche se si è parlato di “caso” per aver citato vari politici (ma non c’è stato nessun caso anche se i media hanno voluto a tutti i costi presentarlo come tale). In sostanza hanno detto di essersi rotti il c…zo del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, Luca Cordero di Montezemolo, Giacinto della Cananea (e chi non lo è?). Hanno centrato l’obbiettivo ironizzando sulla politica dei salvatori della patria che si è dimostrata nient’altro che paraculeria,: “Mi sono rotto il c…zzo della formazione del nuovo governo, che lo faccio con la Lega, con il Pd ma senza Renzi, con Berlusconi, lo faccio con Casa Pound ma giuro senza il Duce”. Bravi.

Musicalmente al Concertone non c’è stato niente di che: i rapper prendono sempre più il sopravvento dal punto di vista numerico con le loro tristissime e stonatissime interpretazioni, sono piaciuti e molto (ma fanno parte di un’altra generazione) gli Zen Circus (“La vita è il lavoro più difficile per cui vogliamo augurarvi buon lavoro” hanno commentato), molto bravi anche i Calibro 35 una reasltà ormai consolidata anche a livello internazionale, sono spuntati personaggi usciti dall’uovo di Pasqua come l’imitazione in formato puffo di Liam Gallagher, un altro con il nome di un famoso transatlantico, si è ascoltato una versione oscena di un brano di Fabrizio De André e altre amenità. Ma si sapeva sin dall’inizio.

Quello che lascia perplessi ancora una volta, in questa millantesima edizione dell’evento, è questo patto vita natural durante dei sindacati con la televisione di stato, la Rai. Ma perché? Cgil, Cisl e Uil sono corpi sociali indipendenti o fanno parte dello stato? Basta il messaggio buonista lanciato ogni volta a permettere loro una sponsorizzazione vita natural durante? A Taranto anche quest’anno si è tenuto il concertone alternativo, organizzato da diversi anni in nome dei lavoratori dell’Ilva, altro che slogan buonisti. E il cast quest’anno era di tutto rispetto: Brunori Sas, Levante, Irene Grandi, Ghemon, Piotta, Frenetik & Orang3, Colapesce,Meganoidi, Modena City Ramblers, Teresa De Sio,Bud Spencer Blues Explosion, Luca De Gennaro, Lacuna Coil e altri ancora, ma naturalmente nessun passaggio televisivo. Dunque? Da che parte stanno i sindacati? Con chi ruba nei supermercati o con chi li ha costruiti rubando, citando una vecchia canzone di Francesco De Gregori? Sarebbe ora di chiederselo.

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