Vasco Rossi, sul palco col “Non Stop Tour”/ Video, auto-spoiler del rocker: rivelata la scaletta dei concerti

- Paolo Vites

Ultime prove prima dell’inizio del nuovo tour di Vasco Rossi che, promette, non finirà mai: “voglio fare come Bob Dylan, un tour senza fine”. Un esempio modesto

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Vasco Rossi

In attesa del debutto del prossimo 1° giugno a Torino con un doppio live che inaugurerà il “Non Stop Tour”, Vasco Rossi è impegnato con la sessione di prove dal vivo al Rock Island di Rimini, da dove ha voluto auto-spoilerarsi, rivelando ai suoi aficionados quella che dovrebbe essere a grandi linee la scaletta dei concerti estivi negli stadi. Infatti, attraverso un video-promo della durata di circa un minuto e apparso sui propri profili social, il rocker di Zocca ha dato una anteprima delle canzone che suonerà live, con “Cosa succede in città” quale canzone-opener, i soliti cavalli di battaglia e anche tre medley, di cui uno Rock, l’altro Elettro-Dance e uno invece Acustico. Nonostante la preview, Vasco non ha voluto rivelare tutti i dettagli della tracklist che suonerà assieme a quella che ha definito “la migliore band del mondo” e che negli stadi di tutta la penisola lo affiancherà sul palco: tra questi spiccano Claudio Golinelli al basso, il Gallo alla batteria, STef Burns alla chitarra e Beatrice Antolini in veste di special guest di questo nuovo tour. (agg. di R. G. Flore)

VASCO ROSSI, “IO COME BOB DYLAN, NON SMETTERÒ MAI”

“Non c’è più religione” dice Vasco Rossi a proposito di un mondo “privo di valori”, quello di oggi. Il riferimento alla religione è sicuramente metaforico, è la solita frase che si usa per qualunque circostanza, ma è interessante che uno degli artisti che più di ogni altro ha contribuito a creare un mondo senza valori con i suoi inni alla droga, alla vita sballata e senza regole, con il suo rifiuto (“c’e chi dice no”, ricordate) a ogni sistema di convivenza civile, oggi rimpianga quel mondo che ha contribuito a far saltare. Vasco Rossi ha appena finito le prove del suo imminente nuovo tour, Non stop Live a Rimini, davanti ad alcuni fan e si concede all’agenzia Ansa per raccontare di cosa si tratterà e di chi è lui oggi, dopo il successo dell’evento dello scorso anno, il Modena Park davanti a oltre 200mila spettatori, che sembrava l’epitaffio di una carriera gloriosa. Invece dice che a ritirarsi non ci pensa nemmeno, che farà come Bob Dylan che è sempre in tour e non smette mai (“come il Neverending tour di Dylan, con le dovute differenze ovviamente e senza puntare al Nobel”): “Qualcuno pensava che potessi smettere, fermarmi e sedermi sugli allori, ma se lo avessi fatto non sarei stato io. Non ci penso a fermarmi, anche perché stare sul palco mi tiene in riga. Procediamo ad libitum”.

PARTE IL “NON STOP LIVE TOUR 2018”

Un tour che toccherà Torino l’1 e 2 giugno e poi Padova il 6 e 7, Roma l’11 e 12, Bari il 16 e 17, Messina il 21, altri stadi – Milano compresa – sono stati già opzionati per il 2019. Annuncia anche nuove canzoni per un prossimo disco di inediti (una, spiega, “a carattere femminile e filosofico”, chissà cosa vuol dire). Musicalmente dice che passerà dal rock al metal e comincerà ogni spettacolo con il brano Cosa succede in città: “E’ stato istintivo sceglierla, e ora capisco anche il perché… Canto ‘guarda lì, guarda là, che confusione’: oggi la confusione si è moltiplicata in modo esponenziale. ‘Non c’è più religione’, non ci sono più valori. E poi ‘conta sì, il denaro’, soprattutto quando non ne hai. In fondo nelle mie canzoni c’è già scritto tutto, è a spiegare che faccio più casino”. Ci tiene a sottolineare di non essere un messia (Facebook ha catalogato la sua pagina “luogo di culto”, che tristezza…): “Non c’è più il basso, non c’è più l’alto, diceva Nietzsche. Sono saltati i valori di base: io non sono un profeta, io sono quello che scrive le canzoni, ma non sono le mie canzoni. Loro possono essere perfette, l’uomo è sempre un uomo. Dunque imperfetto. Sono una sorta di strumento, non nella mani di Dio, come si sarebbe detto una volta, ma dell’ispirazione”. Nonostante dica senza remore che “il rock italiano oso io”, dice di apprezzare la nuova scena musicale italiana: “La ascolto, ma faccio parte di un’altra epoca. I rapper sono i nuovi cantautori. Scrivono testi provocatori, belli, potenti. E Caparezza su tutti è un genio. In giro vedo molti più talenti adesso di una volta”.



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