Alanis Morissette/ “Sono cantante grazie alla Chiesa. La cosa a cui tengo di più? Il crocifisso di mia nonna”

- Paolo Vites

Alanis Morisette è nipote di una donna ungherese fuggita dal suo paese durante la rivoluzione del 1956 il regalo che le lasciò in punto di morte è il più prezioso

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Alanis Morisette

Pochi conoscono le origini di Alanis Morissette, la cantante canadese oggi naturalizzata americana, che negli anni 90 diventò un successo mondiale vendendo milioni di copie del disco “Jagged Little Pill”, un disco rabbioso in cui rivendicava la sua femminilità di donna libera e non oggetto degli uomini. Un disco infarcito di insulti e parolacce, per una ragazza giovanissima che aveva esordito in spettacoli televisivi per bambini alla tv canadese. Ma un disco sincero, oltre che pieno di belle canzoni, che rilanciò in tempi non sospetti l’indipendenza delle donne. In seguito non ha più colto lo stesso successo e si è anche un po’ ritirata dalle scene, ma spicca nel disco successivo a quello il brano Thank You, scritto dopo un viaggio in India, un ringraziamento spirituale alla bellezza della vita. In una recente intervista al quotidiano inglese The Guardian, Alanis rivela alcuni particolari sconosciuti, ad esempio che la nonna materna era fuggita dall’Ungheria dove era nata durante la rivoluzione del 1956 soffocata nel sangue dai carri armati sovietici. Il padre invece è franco canadese e come la madre è cattolico, fede in cui Alanis è stata educata.

ALANIS MORISSETTE: “SONO CANTANTE GRAZIE ALLA CHIESA”

Nell’intervista rivela come “l’oggetto a cui tengo di più tra tutto ciò che ho è un crocifisso che mia nonna portò via con sé quando fuggì dall’Ungheria nel ’56”. Glielo lasciò in punto di morte. Sebbene oggi non sia più una cattolica praticante, rivela come la sua carriera è stata possibile grazie alla Chiesa: “Devo la mia carriera di cantante alla Chiesa cattolica. Da bambina giravo per casa cantando continuamente ma i miei fratelli mi odiavano, dicevano che non sapevo cantare. Poi un giorno in chiesa una donna si girò verso di me dicendomi che avevo una bellissima voce”. Fu, spiega, un momento che le cambiò la vita: “Amavo la musica, amavo la bellezza del canto, amavo Gesù, amavo Maria, anzi volevo essere la Madonna” dice. “Sono stata una brava ragazza cattolica” conclude “ma non è facile rimanerlo tutta la vita: la freddezza, il senso di colpa che ti inculcano perché ti stai divertendo, perché ti piace prenderti cura di te stessa, alla fine mi hanno allontanato”. Come purtroppo successo per milioni di persone, quando la fede viene ridotta a una serie di dogmi a cui obbedire, pena essere giudicati “cattivi”.

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