LETTERA/ Morte del cd? Non lasciateci solo note liquide, ridateci la cultura dell’ascolto

Colpa della tecnologia o colpa della mancanza di “storie” da raccontare? CARLO CANDIANI risponde all’intervista a Luigi Grechi De Gregori sulla morte del cd

10.08.2018 - La Redazione
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Francesco De Gregori a Elisa, 20 anni in ogni istante

Caro direttore,
ho letto l’intervista a Luigi Grechi De Gregori rilasciata al Sussidiario e devo ammettere che mi ha colto un senso di malinconia e tristezza.  Aldilà del titolo, che, capisco, deve avere un tono ultimato per attirare il lettore, è tutto il ragionamento di Grechi che mi ha instillato angoscia, per me (vecchio ) fruitore di musica sul “fisico” (vinile, cassetta, cd).

Si, è vero, i cd si vendono meno, però è esagerato dire che “non si vendono più”:

non si spiegherebbero fenomeni come Adele. Certamente il “progresso tecnologico” ha trainato la crisi: noi giovani negli anni 70 e 80 copiavamo su cassetta ma poi compravamo su vinile. Ora è tutto uno scaricamento di file gratis per costruire il sottofondo sonoro alle nostre giornate. Ecco: sottofondo!!!

Mi sembra che il retro pensiero di Grechi sia l’ammettere che la nuova produzione non sia potenzialmente portatrice di storie e memoria come lo è stata per almeno 40 anni, per cui non valga la pena di inciderà nella “pietra”. Enno! 

Il pubblicare solo in streaming non è adeguarsi alla tecnologia ma arrendersi al fatto che, se da una parte c’è un fisiologico calo di ispirazione, dall’altra sia scomparsa la cultura dell’ascolto. Si sente, ma non si ascolta più! 

Forse perché non si hanno più storie da raccontare e da condividere. E allora, permettetemi, lancio un appello: lasciateci ancora la libertà e il gusto di sederci e di ascoltare vecchie e nuove storie (sbirciando magari un libretto di note di copertina e testi).

Non lasciateci solo note “liquide”.

Dateci ancora la possibilità di ancorare la nostra vita a canzoni che riconoscere anche negli anni che il buon Dio ci darà ancora da vivere (sono un sessantunenne che comincia a considerare il countdown della vita terrena).

Grazie per avere perso il tuo tempo per leggere questa povera ma appassionata lettera digitale.

P.S.: Se si scorrono le classifiche delle vendite dei cd vedo che sono invase dai rapper. Ma non è che siamo noi 50 – 60 – 70enni che non compriamo più il “fisico”?

(Carlo Candiani)

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