Ultimo/ “Non ho saputo gestire le pressioni ma non sono razzista”

- Paolo Vites

Ultimo per la prima volta parla delle sue reazioni dopo il festival di Sanremo

Il cantante Ultimo
Ultimo, "Perché?"

Ha mandato a quel paese i giornalisti, non ha preso bene essere arrivato secondo a Sanremo anche perché era dato favorito. Ultimo ne ha parlato con i giornalisti di Repubblica: “Sono arrivato a questo Sanremo dopo due mesi in cui sentivo dire che sarei stato il vincitore, la responsabilità con cui ho partecipato è stata molto importante. La musica non può richiedere questo tipo di responsabilità, ne comporta altre. Non sono stato in grado di gestire questa responsabilità” ammette. Dice di pagare il fatto di essere ancora giovane e di essere sempre stato schietto nel bene e nel male. E’ una cosa che paga, dice, e sicuramente pagherà ancora: “Ma quanto è bello dire quello che ti pare”. Si dice dispiaciuto per essere stato strumentalizzato dalla stampa, specie per aver definito Mahmood un ragazzo: “Non aveva assolutamente una connotazione razzista, quella è l’unica cosa che mi fa male. E’ il problema delle fake news, postare video che diventano virali che picchi una ragazza mentre tu eri dall’altra parte del mondo, ma intanto tutti parlano di quel video”.

MI SCARTAVANO DAI TALENT

Intanto ad aprile esce il suo nuovo disco Colpa delle favole che Ultimo definisce la continuazione dei primi due, un disco, spiega, che nasce dalla domanda se sia una illusione il sogno, dice che non è colpa sua se tante cose lo hanno illuso ma è colpa appunto delle favole. Una osservazione interessante, visto che oggi più che mai si nutrono i giovani di false illusioni. E poi il 4 luglio il concerto allo stadio Olimpico: “Ho tante ansie quando devo esibirmi ma il numero di persone non mi fa paura. Quello che emoziona è guardare gli occhi delle persone e trovare te stesso in quegli sguardi, la condivisione dei sentimenti anche dei dolori. Il concerto mi fa bene, mi fa sentire di essere capito”. Il suo soprannome Ultimo, come ha già spiegato, viene dal fatto che si è sempre sentito ultimo in tutto: “Avevo una gran voglia di suonare ma sono stato scartato dai talent. A un certo punto ho pensato di non essere capito, mi sono sostenuto da solo. Nella vita il piano B è una gran c…ta, la vita è troppo breve per non fare quello che desideri”.



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