Fedez, Paranoia Airlines è 1° in classifica/ Piovono accuse: “gonfia gli ascolti su Spotify”. La dura replica

- Stella Dibenedetto

Fedez, il nuovo album Paranoia Airlines è primo in classifica, ma piovono accuse: “gonfia gli ascolti su Spotify”. La dura replica del rapper.

Fedez
Fedez (LaPresse)

Brutto periodo per Fedez che, suo malgrado, si ritrova nuovamente al centro della polemica. Dopo lo scontro con Salmo che ha puntato il dito contro i prodotti del brand Paranoia Airlines, il rapper deve fare i conti con un’altra accusa. Il suo nuovo album “Paranoia Airlines” che ha segnato il suo ritorno sulla scena musicale, sta scalando le clafficihe italiane sbaragliando a concorrenza e conquistando il primo posto. Qualcuno, però, ha insinuato che i dati di vendita del suddetto disco non siano totalmente veritieri. Secondo alcuni utenti che hanno inviato anche delle segnalazioni al Corriere della Sera, su Spotify, l’ascolto delle canzoni del nuovo disco di Fedez partirebbero automaticamente. «Ascolto la playlist di Spotify e partono le canzoni di Fedez, perché?», scrive qualcuno. E altri aggiungono: «Ogni canzone che seleziono si interrompe per far partire l’album di Fedez»; «È Spotify che non funziona o capita solo a me che ti obblighi ad ascoltare Fedez?». Di fronte a tali accuse, Fedez ha deciso di replicare e difendere il proprio lavoro.

LA REPLICA DI FEDEZ ALLE ACCUSE

Fedez non ci sta e sbotta sui social per difendere il proprio lavoro e Paranoia Airlines. Dopo aver annunciato l’addio ufficiale a X Factor, con una serie di storie pubblicate su Instagram, il rapper si è scagliato contro chi lo accusa di aver gonfiato gli ascolti su Spotify. “E ovviamente oggi uscendo la classifica, qualcuno ha insinuato addirittura che io mi sia comprato gli ascolti su Spotify. E non mi stupirei se la cosa fosse partita da qualche discografico/manager della concorrenza (che tristezza)” – si legge nella prima storia. Fedez, poi, aggiunge: “Per fortuna in Italia ci sono eventi come la Fimi che certifica i dati di vendita e nonostante le indagini fortemente volute dalle case discografiche concorrenti, non hanno trovato nulla di irregolare. Quindi mi dispiace, ci avete provato in tutti i modi, ma non riuscirete a rovinarmi questo momento“.

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