“Un’altra luce” Livio Cori e Nino D’Angelo/ Canzone analisi del testo: importanza del confronto (Sanremo 2019)

L’analisi del testo “Un’altra luce” di Livio Cori e Nino D’Angelo al Festival di Sanremo 2019: due artisti accomunati dalla stessa terra, ma nati in due periodi storici lontani tra loro

05.02.2019, agg. il 07.02.2019 alle 14:08 - Matteo Fantozzi
“Un’altra luce”, Livio Cori e Nino D’Angelo, Festival di Sanremo 2019

Nino D’Angelo e Livio Cori portano al Festival di Sanremo 2019 il testo “Un’altra luce“. Due artisti accomunati dalla stessa terra, ma nati in due periodi storici lontani tra loro; un confronto generazionale che ha già fatto parlare le testate italiane. Stiamo facendo riferimento al primo voce storica della musica neo-melodica napoletana, il secondo rapper e attore nella serie televisiva Gomorra. Presenteranno al pubblico un brano, scritto a quattro mani, in collaborazione con il DJ Big Fish. Due mondi completamente opposti anche artisticamente, quelli di D’Angelo e Cori, che si fonderanno per presentare al pubblico un brano che parla di comprensione, empatia, confronto. Sarà poi il pubblico, e non solo, a giudicare se gli obiettivi dei due artisti sono stati raggiunti anche se la sensazione è che canzoni come queste vengano apprezzate solo da una nicchia ristretta di cultori come già capitato in passato.

Analisi del testo “Un’altra luce”, la canzone di Nino D’Angelo e Livio Cori per Sanremo 2019

Analizzando il testo della canzone “Un’altra luce di Livio Cori e Nino D’Angelo al Festival di Sanremo 2019, è facile cogliere le sfumature che lo rendono comprensibile ed adatto a qualsiasi ragazzo stia affrontando il passaggio alla maturazione, alla riscoperta di se stesso. “Si ‘a rint tien a guerra nun ‘o faje vede’, pare ca l’abitudine nun fa pe’ te, quando dici ‘sti cose tu assumiglie a me”, così recita uno stralcio del brano, scritto in italiano, ma con alcuni riferimenti in napoletano. È un vero e proprio confronto tra due persone che cercano di aiutarsi tra di loro. Spesso ci si chiude in se stessi per la paura di non essere compresi in maniera totale da chi ci sta accanto, per la paura di essere visti con occhi sbagliati, quando in fondo quella persona si riconosce totalmente nei nostri pensieri e nei nostri dubbi: “tu mi assomigli”. Si tende spesso a non vivere appieno la propria vita, presi dai dubbi che ci rendono fragili, condizionati dalla paura di non essere all’altezza di situazioni o persone. Il duo D’Angelo-Cori va proprio a sottolineare questa problematica: “mentre passa una vita, e io non me ne accorgo perché mi ha distratto quell’idea di non essere adatto”. Il significato intrinseco della canzone è quello di mettere in luce l’importanza di un vero confronto, della sincerità che spesso manca tra due persone proprio per la paura di non essere adatti, di non essere all’altezza, quando invece basta confrontarsi per comprendere appieno che non si è poi così diversi l’uno dall’altro. “Mai nessuno ha mai capito come scaldarmi quanto il sole, ma tu sicuro sai illuminarmi dove l’ombra raffredda il cuore. Basta poco per trovare un complice, qualcuno che sappia comprendere a fondo l’essenza di chi ha di fronte, qualcuno che sia in grado di scaldare e illuminare le giornate dell’altro. Basta essere sinceri ed essere predisposti al confronto. Ed è quello che dimostreranno Nino D’Angelo e Livio Cori mettendosi a confronto sul palco più famoso d’Italia.



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