PAT METHENY/ Il ritorno con “The Orchestrion Project”

- Luigi Viva

Pat Metheny non finisce mai di stupire. In un periodo di stasi del Pat Metheny Group rende noto l’avvio del The Orchestrion Project che lo vedrà in tour in Europa e in Usa con date italiane tra il 15 e il 22 marzo

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In un periodo di stasi del Pat Metheny Group, pur se impegnato con il suo trio insieme ad Antonio Sanchez e Christian McBride e il quartetto con Gary Burton (con il quale a maggio ha pubblicato un eccellente live), Pat rende noto l’avvio del The Orchestrion Project che lo vedrà in tour in Europa e in Usa con date italiane tra il 15 e il 22 marzo. Ovviamente il tutto accompagnato dal nuovo disco che uscirà su etichetta Nonesuch.

Che dire, Pat non finisce mai di stupire, sempre a ricercare forme musicali, strumenti nuovi. Fin dagli anni Ottanta con il sistema Synclavier è stato uno dei più importanti sperimentatori di strumenti e tecnologie avanzate, sicuramente il più grande interprete della chitarra synth, senza tralasciare gli strumenti acustici come la mitica Pikasso a 42 corde da lui progettata insieme alla liutaia Linda Manzer.

«Da bambino – è Pat a parlare sul suo sito – durante una visita a mio nonno Delmar Bjorn Hansen a Manitowoc, scoprimmo nel seminterrato uno strano piano, una sorta di orchestrion che attraverso delle complicate scatole cercava di riprodurre il suono di più strumenti».
Oggi Pat, presenta in scena un Orchestrion che servendosi di avanzate e sofisticate tecnologie rende possibile il suo utilizzo attraverso la chitarra creando la magia di un ensemble con un unico musicista sul palco. Come lui stesso precisa, è difficile spiegare un progetto del genere fino a che non si ha la possibilità di ascoltare il disco o meglio ancora di vederlo in concerto.

Computer, intelligenze artificiali siamo proiettati nel futuro e a guidarci è questo straordinario musicista del Missouri che, oggi a quasi cinquantacinque anni, conserva l’approccio degli inizi.
Pat ha ridotto le collaborazioni e non segue più i ritmi di un tempo (circa 300  concerti l’anno)  perché in questi ultimi anni ha messo su famiglia e, proprio in questi giorni, è diventato padre per la terza volta, ma il suo amore per la musica, la sua voglia di ricercare strade nuove sono gli stessi degli inizi quando, con la sua maglietta a righe e la leggendaria Gibson 175 del ’58, insieme al suo Pat Metheny Group girava il mondo in lungo e in largo stupendo i milioni di fan che ancora oggi lo seguono.

(Luigi Viva)


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