MICHAEL JACKSON/ Il processo: la voce del cantante, le foto shock (video)

- La Redazione

Prima udienza del processo contro il medico personale di Michael Jackson, Conrad Murray, accusato di aver provocato la morte del cantante. Le foto shock

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Michael Jackson sulla barella

E’ cominciato il processo contro il dottore di Michael Jackson, Conrad Murray, accusato di aver dato una dose letale di sonnifero al cantante, dose che avrebbe provocato la sua morte il 29 giugno del 2009. Ed è subito diventato un processo shock. Contro Murray, medico personale di Jackson assunto alla modica cifra di 150mila dollari al mese di stipendio, l’accusa è di omicidio colposo. Il dottore avrebbe, per errore, per mancanza di professionalità o, come sostiene anche qualcuno, per interesse, per lungo tempo fatto assumere a Michael Jackson farmaci che lo avrebbero ridotto in condizioni pietose, fino alla dose di Propofil data quell’ultimo giorno, un potentissimo sonnifero che si usa solo in ambiente ospedaliero prima delle operazioni chirurgiche per addormentare i pazienti. Murray ha sempre detto che era il cantante a chiedergli medicinali che lo tirassero su per poter fare il suo lavoro e poi di aver bisogno di sonniferi potenti per poter riposare. Una miscela micidiale, come già si era visto in casi analoghi come quello di Elvis Presley, imbottito di psicofarmaci che  ne hanno provocato la morte. L’accusa sostiene anche che il dottor Murray quando arrivarono i soccorsi dopo la sua chiamata, non avrebbe detto loro che medicinale gli aveva dato. Ma il momento scioccante dell’udienza di ieri è stato proprio in apertura: l’accusa ha infatti mostrato alcune foto davvero impressionanti. Si vede Michael Jackson disteso sulla barella, si vede il dottore davanti a Jackson mentre chiama i soccorsi  cerca di nascondere i medicinali e fa un massaggio cardiaco mentre i figli guardano terrorizzati. L’accusa ha fatto anche sentire la voce di Michael Jackson, irriconoscibile, stordito dai medicinali  che dice: “Quando la gente lascerà il mio show, voglio che dica: non ho mai visto nulla del genere prima”. Per la difesa invece Murray stava cercando di dare a Jackson medicinali meno potenti, ma questi li prendeva di nascosto. Ha infatti detto l’avvocato difensore: “Jackson era frustrato perché non riusciva mai a dormire. E quel giorno, senza avvertire il dottore, aveva ingerito anche 8 pillole da due milligrammi di Lorazepam. Una dose sufficiente a far dormire sei persone, che si è aggiunta al farmaco somministrato dal dottor Murray. Nessuno avrebbe potuto tenerlo in vita. La sua morte è stata così veloce, che si è spento con gli occhi aperti”.



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