RECENSIONE LIVE/ Il jazz sa parlare anche il polacco, Anna Maria Jopek incanta Roma

- Luigi Viva

Poche sere fa, si è esibita per la prima volta a Roma la grande cantante polacca Anna Maria Jopek. La sua esibizione ha concluso la rassegna “Corso Polonia” che si è tenuta alla Casa del Jazz. La recensione di LUIGI VIVA

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Poche sere fa, si è esibita per la prima volta a Roma la grande cantante polacca Anna Maria Jopek.
La sua esibizione ha concluso la rassegna “Corso Polonia” che si è tenuta alla Casa del Jazz.
Il piccolo e confortevole auditorium della Casa del Jazz, un autentica bomboniera dalla eccellente acustica, era esaurito da ben tre settimane.

Introdotta da Luciano Linzi, la Jopek, sin dal primo pezzo, ha subito conquistato il pubblico, mettendo in risalto le sue straordinarie doti vocali.
A dire il vero, quando nel luglio 2002, venimmo a sapere che Pat Metheny, pochi giorni dopo l’esibizione del Missouri Sky Duet a Umbria Jazz, era in partenza per la Polonia per registrare un nuovo lavoro, rimanemmo un tantino perplessi fino a che, qualche mese più tardi, riuscimmo ad avere una copia di “Upojenie” cofirmato appunto da Pat Metheny e Anna Maria Jopek.

“Upojenie”, per anni disponibile solo in Polonia, è uno dei cd più belli realizzati da Pat Metheny e questo anche per merito della straordinaria voce e sensibilità della Jopek e dello splendido manipolo di musicisti polacchi che lo hanno realizzato.
Il cd da pochi mesi finalmente disponibile in tutto il mondo, è stato arrangiato dallo stesso Metheny insieme alla Jopek e al coproduttore Marcin Kydrynsky.

Vengono riproposti per la maggior parte rielaborazioni di alcuni classici del chitarrista del Missouri (Are You goin with me?, Follow Me, So May It Secretly Begin, Farmer’s Trust, ecc.) cantati in polacco.
Il risultato è a dir poco sorprendente e non è un caso che lo stesso Metheny dia il meglio di se con performance e soli particolarmente ispirati.

 

 

Il concerto alla Casa del jazz non è stato certamente una sorpresa, ma ha rafforzato ancora di più quanto intuito su disco; oltre alle grandi capacità vocali, Anna Maria Jopek ha infatti messo in mostra una capacità di stare sul palco, un feeling, un sense of humor che fanno di lei una delle vocalisti più interessanti del panorama mondiale.

Formatasi alla scuola del padre, noto musicista folk polacco, Anna Maria ha elaborato un proprio stile miscelando il jazz con la tradizione musicale del proprio paese.
Il gruppo, formato da quattro talentuosi musicisti (Piotr Nazaruk flauti e harpsicord, Pawel Dobrowolski alla batteria, Robert Kubiszyn contrabbasso e chitarra bassa e l’eccellente Marek Napiórkowski alla chitarra) ha supportato la Jopek con arrangiamenti mai banali, mostrando come il jazz possa essere proposto con cura, senza i soliti manierismi e stanchi solismi.

Accanto ad alcuni brani tradizionali Anna Maria ha eseguito anche due pezzi frutto della collaborazione con Pat: "Upojenie" proposta con tutto il gruppo seduto a borgo palco e Tam, Gdzie Nie Siega Wzrok (Follow Me). Suggestivo il finale Snieg con il supporto del coro a cappella della intera band.
Numerosi i bis. L’augurio è di rivederla presto nel nostro paese in occasione di qualche festival jazz per consentire anche al grande pubblico di poterne apprezzare la straordinaria bravura.

 

 

 

 

 

 



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