RECENSIONI LIVE/ 2.The Great Escape Festival in Brighton

- La Redazione

“The Great Escape in Brighton”, a un’ora di treno da Londra, è un Festival per gruppi emergenti e artisti affermati della scena inglese e internazionale. E molto di più… La seconda parte del racconto di PETER DEBRANDO CHIESA. All’interno i link e le informazioni sugli artisti

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Sapendo che mi sarei perso l’incantevole VV Brown (Link on MySpace) avrei voluto almeno godermi I Blame Coco. Invece Coco Summer, figlia di Sting, non si è presentata causa laringite, lasciando l’arduo compito di sostituirla ai pazzi Man Like Me.  (Link on MySpace)

Io avevo già iniziato il giro dei locali nel pomeriggio, con i Rubilux (Link on MySpace) in versione acustica. Oltre ad essere ottimi musicisti i quattro sanno anche cantare parecchio bene con armonie vocali a metà tra i Beach Boys e i Take That (detto così suona male, ma in realtà sono bravi! È stato Ian Grimble, produttore dei Travis, che mi ha suggerito la somiglianza…).

Poi è stato il turno dei Temper Track, (Link on MySpace) che però abbiamo sentito da fuori, sotto la pioggia e con un vento micidiale tipo bora triestina. A me parevano belli forti e il fatto che non siamo riusciti a entrare perchè l’Honeyclub era troppo pieno conferma che non ero l’unico a pensarla così. C’era più spazio invece all’Arc, dove Charlie Ash era accompagnata da tastiera, chitarra e batteria (Link on MySpace). La musica elettronica della cantante australiana è pregevole, ma alcune imprecisioni tradivano la mancanza di affiatamento del gruppo.

Abbandonata la spiaggia mi sono recato verso il centro di Brigthon, al Revenge, dove su due piani suonavano gli XX (Link on MySpace) e Master Shortie (Link on MySpace). I primi mi sono piaciuti subito, anche se dopo tre brani avevano già dato tutto, per cui sono salito di corsa al piano di sopra deciso a non perdermi Master Shortie. E meno male! Coinvolgendo il pubblico come un veterano, questo ragazzetto mulatto ci ha fatto cantare, saltare, sudare e gridare col suo personalissimo mix di rap, pop ed electro-house.

Persino il CEO di MAMA Group, la super-società che oltre a essere proprietaria del Great Escape, di un paio di altri festival e di qualche decina di locali in Gran Bretagna, rappresenta una quarantina di artisti tra cui Franz Ferdinand, Kaiser Chiefs e Magic Numbers, ha ballato dalla prima all’ultima canzone senza risparmio. E con lui le altre 200 persone stipate nel Revenge Club.

Il Great Escape sarebbe durato per altre 24 ore senza soluzione di continuità, con altre band più o meno interessanti che si sarebbero divise il pubblico pagante e i discografici. Io però non ve lo posso raccontare perchè sono saltato sul primo treno per Londra, lasciandomi la piovosa Brighton dietro le spalle, con l’unico pensiero di abbracciare i miei due bimbi.

(Peter DeBrando Chiesa)

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