MILANO JAZZIN’ FESTIVAL/ Mario Biondi, un esordio di gran classe per la kermesse milanese

- Chiara Geraci

Il concerto di Mario Biondi  ha inaugurato ieri sera la quarta edizione di “Milano Jazzin’ Festival”, dal 12 luglio al 2 agosto nella prestigiosa cornice dell’Arena Civica “Gianni Brera”. La recensione di CHIARA GERACI

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Il concerto di Mario Biondi  ha inaugurato ieri sera la quarta edizione di “Milano Jazzin’ Festival”, dal 12 luglio al 2 agosto nella prestigiosa cornice dell’Arena Civica “Gianni Brera”.  MJF in pochi anni è diventato il più grande Festival musicale della città di Milano che, nell’estate italiana dei festival musicali, proietta il capoluogo lombardo in una dimensione sempre più internazionale.

In questa calda serata di luglio milanese il concerto d’apertura è affidato alla voce di Mario Biondi, artista in carriera ormai da diversi anni: il primo successo risale al 1994 con il brano This is what you are, singolo pensato per il mercato giapponese, che arrivò anche sul tavolo delle radio europee. Il famoso DJ inglese Norman Jay lo inserì a sorpresa nella scaletta del suo programma alla BBC1 e la voce di Mario, prima ancora del suo nome, si diffuse in tutto il Vecchio Continente.

Da quel momento la carriera di Biondi, dopo anni di dura gavetta, è in continua ascesa, con molti singoli di successo e collaborazioni live con una serie di artisti di fama internazionale: dai Tower of Power a Dionne Warwick, da Burt Bacharach a Joe Sample & The Crusaders, da Carol Welsman a Michael Baker, da Michael Bolton a Anggun. Mario Biondi, con il suo timbro vocale decisamente riconoscibile, è riuscito a rendere la musica soul jazz calda e passionale, interpretandola con accenti ironici.

Il programma della serata risulta essere ricco e corposo. Sull’ampio palco la band insieme alle note intonate dalle vocalist apre il concerto: quattro donne dai timbri marcati e dai toni caldi, in una mise sobria ed elegante in bianco e nero. Mario Biondi con la sua voce profonda apre così il concerto salutando la città che lo ospita Ciao Milano, e intonando la meravigliosa (è il caso di dirlo senza rischiare di essere banali) Nature boy, pezzo d’apertura del concerto. Tutta la serata si svolge in un clima disteso ma al tempo stesso accattivante, reso anche particolare dalla cura delle luci, (Loris Bartolini) scelte appositamente per ogni brano, e che si riflettono nella suggestiva cornice dell’Arena. 

 

La voce calda, flessibile, e immensamente coinvolgente di Mario Biondi colpisce per la profondità e la ricchezza di armonici delle note gravi, di cui non fa abuso, ma che con esperienza utilizza come chiave di volta in alcuni pezzi o come chiusura di questi. Mario Biondi si gode il palco: canta accompagnandosi con una espressiva gestualità, lo percorre “passeggiando” e avvicinandosi ai suoi musicisti. E ogni tanto una comoda poltrona in fondo al centro del palco lo accoglie mentre si gode la sua band a cui lascia ampi spazi espressivi, seduto tra “l’ala acustica” (che come lui stesso dice è quella in cui si sente meglio), e “la zona elettrica” (quella dove si arricciano i capelli). Sul finire la chitarra di Giovanni Baglioni rende la serata ancor più dolce.

Il Milano Jazzin’ Festival si pone sempre più in primo piano, e la musica ritorna ad essere protagonista, nel centro della città di Milano, presentando un calendario organico ma vario, e dando sempre più spazio a un repertorio che merita di essere sempre più conosciuto e apprezzato.
Per maggiori informazioni sul programma e sui prossimi concerti vi consigliamo di consultare il sito ufficiale.

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