LOU REED / Il concerto al Vittoriale della leggenda di New York

- La Redazione

Nel corso del suo tour italiano, l’ex Velvet Underground, Lou Reed, è sbarcato anche al Vittoriale sul Lago di Garda. Un concerto ad alta tensione per un mito che non passa mai

Loureed_R400
Lou Reed

Nuovo capitolo per la leggenda della musica Lou Reed che ha offerto un indimenticabile concerto in un Vittoriale gremito come non mai di fan del chitarrista e cantautore statunitense. Pochi fronzoli e niente suspense, il vecchio del rock precursore di punk, noise, new wave, lo-fi, rock jazz ed alternative, entra in scena insieme alla sua giovane band, composta in parte dal Metal Machine Trio: il sassofonista Ulrich Krieger e Louis Calhoun ai computer e l’aggiunta del bassista Rob Wasserman, Toni Diodore e Joseph Aram Bajakian alle chitarre, Kevin Hearn alle tastiere e Tony Thunder Smith alla batteria. Il tempo di imbracciare la chitarra e lo show può iniziare. Il ritardo di 45 minuti sull’inizio previsto viene subito ampiamente ripagato dalle dissacranti, furiose e commoventi interpretazioni e rivisitazioni di storiche canzoni che si susseguono nella serata, tra le quali: “Who Loves The Sun“, “Senselessly Cruel“, “Temporary Thing”, “Ecstasy“, “Smalltown“, “Venus In Furs”,  “Sunday Morning“, “Femme Fatale“, “Fly Into The Sun“ e “Sweet Jane“. L’ossessivo sax di “All trough the night”, la versione acustica con contrabbasso e violino di “Ecstasy” e la durissima rivisitazione di “Waves Of Fear“ sono capolavori da incorniciare nella storia della musica.

Subito capiamo che quello che stiamo vedendo e sentendo non è il Lou Reed che conosciamo, quello che ricordiamo con i Velvet Underground. E’ qualcosa di più. L’età si sente e si vede. E’ un Lou Reed meno maledetto e più maturo, un artista che non nasconde l’incertezza del suo passo a sostegno del suo mito, e la capacità di strappare un emozione forte, contrastante e innovativa lo rende ancor più mito. Ogni ruga del suo viso ci racconta una storia e lui è la storia. La standing ovation del Vittoriale arriva sulle note di “Charley’s Girl“, “The Bells“ e “Pale Blue Eyes“ eseguite nel richiestissimo bis, e che regala il primo “thank you” della serata al pubblico, prima che Lou Reed esca dalla scena.

Rocker, poeta e artista totale nella scena newyorchese, con Andy Warhol, David Bowie ed i Velvet Underground, Lou Reed è sintesi e mito di una stagione aperta a sperimentazione e linguaggi innovativi e questa sera ne abbiamo capito il motivo. A questo punto non ci resta che aspettare il prossimo capitolo della produzione discografia del genio del rock Lou Reed dal nome “Lulù”, album realizzato con il gruppo hard rock dei Metallica, in uscita il prossimo novembre, che siamo certi, riserverà nuove ed incredibili sorprese.

(Angelo Oliva)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori