JACK JOHNSON/ Il surfer americano in concerto a Vigevano

- La Redazione

Jack Johnson, dalle Hawaii a Vigevano: il cantautore amante del surf ha incantato il pubblico accorso all’ultima data del Festival Dieci giorni suonati. La recensione di RAFFAELE CONCOLLATO

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Jack Johnson

La data conclusiva del lungo e ricco cartellone del festival “10 giorni suonati” è riservata a Jack Johnson. Ex giovane surfista di talento, di origine hawaiane, paladino, come il festival che lo ospita, dei valori “green”, Jack si presenta dopo cinque anni dall’ultima uscita live in Italia. Allora fu tutto esaurito all’Alcatraz e i giudizi sulla qualità live del surfer furono discordanti, molti reclamarono la eccessiva ripetitività della proposta musicale, altri elogiavano il piglio “cool” delle canzoni. Qui tutto viene spazzato via. La bellissima cornice del castello di Vegevano, che nelle settimane scorse ha ospitato diversi eventi tra i quali la premiere italiana assoluta di John Mellencamp e l’esclusiva per il nostro paese dei Black Crowes, accoglie il concerto con un pubblico under 35 appassionato e assetato di “positive mood”. Jack , già in Italia da diversi giorni con la famiglia (ha alcuni amici in Italia, vicino a Como), arriva alla fine del tour europeo in forma e al solito sorridente. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo nei giorni scorsi si è reso conto che la persona è come la si vede sul palco: gentile e disponibile .

E’ un tipo di artista che trasmette tranquillità e pacatezza, unisce l’amore per gli ampi orizzonti marini con il coolness californiano(dove risiede spesso) proprio come chi sa sedersi e farsi cullare dal suono delle onde del mare per ore. Preceduto da Kaki King , la funambolica chitarrista della Georgia, Jack si presenta con la ormai rodatissima band: il notevole Zach Gill alle tastiere e backing vocals , Merlo Podlewski al basso e Adam Topol alla batteria. Parte subito con uno dei singoli dall’ultimo album (‘To the sea’) “You and Your Heart”, poi regala una ”Tour premiere” (come direbbero i fan del Boss) :”Mudfootball” dal primo lavoro di 10 anni fa ,Brushfire Fairytales prodotto da Ben Harper, che lo lanciò nel music business. Dopo arriva “The Horizon Has Been Defeated” quasi un reggae sorprendentemente scarno, segue una Slow down in chiave blues e una To the sea (title track dell’ultimo lavoro) in cui, chiudendo gli occhi , sembra di essere davvero a camminare al tramonto ‘seaside’. Con la successiva “Go on” si arriva all’apice del concerto. Melodia dolce ed evocativa, tutto cuore e con profonda dolcezza, la voce di John avvolge tutti gli entusiasti 3000 fan presenti. Upside Down ci fa cantare il ritornello a squarciagola.

La canzone, del 2006, fu composta per la colonna sonora di Curious George, un cartone animato indipendente a sfondo ambientalista, causa, come si diceva sopra, a cui John è legatissimo, tanto da regalare il biglietto dei suoi spettacoli a chi volontariamente si ferma a ripulire l’area. Poi il colpo finale delle golden three della serata: Flake, singolo dal primo album, che conquista tutti con il suo andare soffice e veloce. Si prosegue tra medley e refrain immancabilmente melodici fino al duetto, in Breakdown , con la supporter Kaki King alla slide ad impreziosire il brano già musicalmente ricco di suo. La classica Banana Pancakes e il medley Same girl /If I Had Eyes / Same girl ci riportano sulle onde del pacifico. Jack rientra solo e con chitarra a tracolla e egala il secondo apice emotivo della serata : “Do You Remember”, ricordo dell’incontro con la moglie 10 anni prima e Home , dedicata alla piccola figlia che ad ogni venue chiede “Are we at home Daddy?”. Chiude con le classiche “Gone” e “Better Together” rimandando a casa tutti migliori , almeno nell’animo.

 

(Raffaele Concollato)

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