JAMIROQUAI/ Acid Jazz al Brianteo tra Space Cowboy e cavallini Ferrari

- La Redazione

Cappello da indiano, bandiera Ferrari sventolata con le mani, “ciao Monza” in perfetto italiano e via, i Jamiroquai iniziano la loro nuova data italiana. ANGELO OLIVA

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Jamiroquai live a Monza

Cappello da indiano, bandiera Ferrari sventolata con le mani, “ciao Monza” in perfetto italiano e via, i Jamiroquai iniziano la loro nuova data italiana del loro Rock Dust Light Star Tour allo stadio Brianteo di Monza in occasione della rassegna F1 Rocks.
Jason Kay e la sua band propongono da sempre un funky contaminato da suoni dance & soul, con note di elettronica e qualche incursione nel rock, senza trascurare le tematiche sociali ed ecologiche. Il loro marchio di fabbrica sono le movenze, gli appariscenti e “bizzarri” copricapo di Jason Kay il cantante/leader e compositore della band (e lo vediamo).

Si parte con Rock Dust Light Star canzone che da il titolo al nuovo lavoro dei Jamiroquai pubblicato lo scorso ottobre, il disco di inediti che i fan aspettavano da ben 5 anni.
L’atmosfera spaziale, con pianeti che galleggiano nell’aria e un tappeto di stelle sullo sfondo sono le immagini suggestive che sul mega-schermo confondono la magia, fantasia e realtà del concerto. Il ritmo e lo spettacolo ci appaiono subito incalzanti e senza stacco si passa a Main Vain.

Saluta, balla, canta e salta come un forsennato lo “Space Cowboy” Jason Kay e se questi sono i presupposti ne vedremo delle belle. Nessuno sconto questa sera. Ma é già tempo di Cosmic Girls, All Good In The Hood, When You Gonna Learn, Virtual Insanity e Little L riproposta in una fantastica versione d’atmosfere disco anni ’70 con assolo di basso effetto octaver.

Bella la rivisitazione stile samba di Canned Heat/Just Dance, molto groove e percussioni. I fan ballano come non mai, e anche noi della tribuna stampa non ci tiriamo di certo indietro e ormai coinvolti, balliamo ed agitiamo braccia e mani al cielo. Pazzeschi questi Jamiroquai.
Le sonorità Electrinic/Dark di Feels Just Like It Should battono nella testa e la versione acustica di Love Foolosophy lascia senza fiato per poi ripartire facendo letteralmente ballare tutto lo stadio Brianteo. Forse un po’ troppo lunga, ma bella.

Ci accorgiamo che ci sono problemi ai monitor di Jason. Sembra persino un pò nervoso e alla fine si avvicina al mixer di palco. Forse qualche suggerimento sulla soluzione.
Tra i numerosi successi che la band suona in modo impeccabile ci sono When You Gonna Learn,Travelling Without Moving, Scam, Hey Floyd e White Knuckle Ride.

E’ ora di bis. Controlli tecnici sul palco avvalorano la tesi sui probabili problemi di ascolto in stage, ma ecco che i Jamiroquai rientrano. Problemi risolti. Si riparte con Alright e le cose vanno veramente a gonfie vele, chiudendo lo spettacolo con lo sventolio della bandiera col cavallino Ferrari.

Con più di 20 singoli in classifica, 25 milioni di album venduti, e 18 anni di carriera, i Jamiroquai hanno raggiunto la fama internazionale diventando band icona del genere musicale Acid Jazz. Insomma: una garanzia!

(Angelo Oliva)

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