NADIA MURAD, CHI È?/ “Spero che l’Italia ci aiuti” (Premio Marisa Bellisario)

- Francesco Agostini

Chi è Nadia Murad, l’attivista irachena e Nobel per la Pace,  sarà presente alla rassegna del Premio Marisa Bellisario, in onda su Rai Uno.

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Nadia Murad (LaPresse)

Chi è Nadia Murad, premio Nobel per la Pace

Da Paola Perego, all’interno della rassegna Premio Marisa Bellisario, ci sarà anche Nadia Murad. Certamente i più conosceranno la storia della giovane ragazza irachena, che ha vinto il premio Nobel per la Pace nonostante la sua età giovanissima (è una classe 1993). La ragazza era stata ridotta in schiavitù, brutalmente stuprata e torturata con dei mozziconi di sigaretta da alcuni membri dell’Isis, l’organizzazione criminale internazionale che aveva devastato il suo Paese,  il Sinjar. La sua storia aveva fatto in breve il giro del mondo e la ragazza, da semplice contadina è passata a ricoprire un ruolo internazionale molto importante, essendo ambasciatrice Onu. Certamente una presenza così importante non potrà che dare lustro al programma televisivo targato Rai, che vede anche la presenza di altri ospiti di assoluto livello come Claudia Gerini, Raoul Bova, Milena Vukotic, Fausto Leali e Simone Di Pasquale. La serata sarà sicuramente ricca e importante garze anche a Nadia Murad.

Nadia Murad: “Chiedo aiuto all’Italia”

Nadia Murad è, come abbiamo visto, un personaggio molto famoso e influente. La sua storia, come tante, nasce comunque dal caso. Come abbiamo detto in precedenza, l’attivista era stata ridotta in schiavitù da alcuni membri dell’Isis che l’avevano brutalmente stuprata e torturata in modo barbaro assieme a molte altre donne. Nadia Murad, comunque, riuscì a scappare perché una delle sue guardie aveva accidentalmente dimenticato la porta aperta. La ragazza era così riuscita a sfuggire presso un campo profugo, dove era poi ripartita per la Germania e, nello specifico, Stoccarda. Adesso, forte della sua posizione, Nadia Murad chiede aiuto all’Italia proprio per ricostruire e aiutare quel campo profughi che, di fatto, le salvò la vita. L’Ansa riporta le sue parole: “Chiedo formalmente aiuto all’Italia perché si dia da fare per venire in soccorso nella ricostruzione del Sinjad iracheno e del suo campo profughi. In questo modo potremmo tutti tornare a viverci.”

“Stop alla violenza sessuale”

Anche Nadia Murad, come tanti altri giovani della sua età, fa ampio uso di Instagram. Ma mentre i ragazzi di oggi lo usano per mettere online la loro vita privata fatta di cose quotidiane, sogni, partner, feste e amici, Nadia Murad lo fa invece per migliorare il mondo. A suo modo, nel suo piccolo, chiaramente. Ecco cosa ha postato recentemente su Instagram l’attivista irachena: “Oggi è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti. Oggi, e ogni giorno, chiediamo alla comunità internazionale di difendere le vittime di violenza sessuale e di lavorare per porre fine alla violenza sessuale come arma di guerra e di conflitto.” Il messaggio, chiaro ed evidente, appare nero su bianco dietro a una sua foto, oramai volto internazionale di forza e impegno civile. I commenti, ovviamente, sono tutti a suo favore e non potrebbe essere altrimenti. Un utente, che evidentemente crede molto nel lavoro del premio Nobel le ha scritto senza tanti giri di parole ‘be our light.’ Tradotto: (Nadia) “sii la nostra luce.


 



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