Nadia Orlando uccisa dall’ex/ Francesco Mazzega ora ai domiciliari (Amore Criminale)

- Emanuela Longo

Omicidio Nadia Orlando, 21enne della provincia di Udine uccisa dall’ex Francesco Mazzega: il caso al centro di Amore Criminale

Nadia Orlando
Nadia Orlando (Foto Facebook)

Sarà dedicata interamente all’omicidio della giovane Nadia Orlando, 21enne di Vidulis di Dignano, in provincia di Udine, uccisa la sera del 31 luglio 2017 dall’ex compagno Francesco Mazzega, la puntata di Amore Criminale, in onda nella terza serata di oggi su Rai3. Sullo sfondo, anche in questo caso l’ennesima storia di un amore malato, incrinatosi a causa dell’eccessiva e morbosa gelosia di lui, 36 anni, ormai ossessionato dai movimenti della ragazza e incapace di accettare la fine di quella relazione. Un copione che i telespettatori del programma hanno purtroppo ascoltato fin troppo spesso. Nadia e Francesco si conobbero sul posto di lavoro circa un anno prima. Il loro fu inizialmente un amore perfetto, prima che Francesco iniziasse ad attuare nei suoi confronti il pieno controllo. Pochi giorni prima del suo delitto, Nadia aveva deciso di mettere definitivamente la parola fine a quella relazione insana. Prima di intraprendere strade differenti, però, il 36enne chiese ed ottenne il classico ultimo confronto. La visita di Mazzega in casa dei genitori di Nadia fece da prologo all’assassinio, consumatosi poche ore dopo, a poca distanza dall’abitazione della ragazza.

OMICIDIO NADIA ORLANDO: LA LITE ED IL CORPO IN AUTO

Nadia Orlando accettò di confrontarsi per l’ultima volta con l’ex Francesco Mazzega. La 21enne fino all’ultimo rimase ignara del tragico destino a cui sarebbe andata incontro fino alla fine. Per questo accettò di salire sull’auto dell’ex compagno dove scoppiò l’ennesima discussione che degenerò ferocemente culminando nel suo assassinio. Nadia venne soffocata sul greto del fiume Tagliamento, a Dignano e morì dopo pochi minuti di atroce agonia. Successivamente Francesco adagiò il cadavere della giovane sul sedile lato passeggero della sua auto, le allacciò la cintura di sicurezza e con lei vagò per tutta la notte senza una meta precisa. Alla fine decise di costituirsi alla Forze dell’Ordine la mattina seguente all’omicidio, terminando il suo folle vagare davanti al portone della sede della Polstrada di Palmanova. La loro storia finì così, insieme alla vita della giovane Nadia, dopo un anno di relazione, nel modo più tragico.

AI DOMICILIARI DOPO 2 SETTIMANE DI CARCERE

Per l’omicidio di Nadia Orlando, il 36enne Francesco Mazzega fu condannato in primo grado a 30 anni di reclusione. L’uomo scelse di essere giudicato con il rito abbreviato. La sentenza di condanna giunse nel luglio del 2018 ed il giudice Mariarosa Persico non riconobbe al giovane alcuna attenuante, accogliendo tutte le richieste del pm Letizia Puppa che aveva chiesto il massimo della pena e riconoscendo l’aggravante dell’omicidio per futili motivi. Eppure, a far discutere è stata la decisione del Tribunale del Riesame che il 29 agosto 2017 ha deciso di confermare i domiciliari per Mazzega, trascorrendo così appena poche settimane in carcere. A causa delle sue condizioni psicofisiche, infatti, l’uomo fu ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Udine e successivamente trasferito nel carcere di via Spalato, costretto a lasciare per via di una protesta da parte dei detenuti. Fu quindi trasferito nel reparto protetto del carcere di Pordenone ma in seguito alla decisione del Riesame, è ai domiciliari con braccialetto elettronico in casa dei genitori, fino alla sentenza definitiva. Nei mesi scorsi la difesa dell’uomo aveva chiesto che l’Appello venisse spostato in altra sede ma nei mesi scorsi la richiesta è stata rigettata dalla Cassazione che ha stabilito che il processo di secondo grado sarà celebrato a Trieste, smentendo il clima ostile.

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