Nadia Toffa/ Le Iene, i servizi e le battaglie: l’avventura “politica” con Openspace

- Morgan K. Barraco

Nadia Toffa, morta un anno fa: Le Iene, i servizi e le sue battaglie. Dall’Ilva di Taranto alla Terra dei Fuochi, l’impegno sociale della giornalista

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Nadia Toffa, Le Iene

Prima Davide Parenti poi Massimo Porta esprimono tutta la loro stima nei confronti di Nadia Toffa nel corso dello speciale a lei dedicato da Le Iene. Si parla del suo lavoro nel noto show di Italia 1 ma anche di quello che è stato il suo programma televisivo, Openspace. Vengono infatti riproposte parti delle sue interviste a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il tutto commentato proprio da Parenti: “Ad Openspace ci facevamo arrivare le domande dal pubblico, in modo che fosse davvero la gente a parlare. E chi meglio di Nadia, con quella faccia, poteva essere la loro voce?” fa notare l’autore. Un attestato di stima da tutti coloro che hanno vissuto assieme a lei anche questa esperienza politica. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Nadia Toffa e quella richiesta di “normalità”

Indimenticabili i momenti in cui Nadia Toffa, di ritorno a Le Iene dopo il primo malore, ha deciso di annunciare pubblicamente di essere malata di cancro. Parole toccanti, eppure sempre col sorriso sulle labbra. E una richiesta su tutte per il pubblico a casa ma anche per i colleghi: quella di normalità. “Spesso, forse per rispetto o non so che cosa, si tende ad avere una certa delicatezza con la persona che ha avuto o si sta curando dal cancro.- dichiarò in diretta – Invece io vi chiedo tanta normalità, volete farmi un complimento per strada? Fatelo, io ne sono felice! Volete dirmi che un servizio non vi è piaciuto? Fatelo, vi prego! Normalità!” Una richiesta che i suoi colleghi e il suo pubblico accettò all’istante. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Nadia Toffa, lo speciale de Le Iene

Nadia Toffa ci ha lasciati ormai un anno fa e il vuoto si fa ancora sentire, sia nell’animo dei colleghi sia nelle profondità dei telespettatori. La nota inviata, a cui Le Iene dedica oggi uno speciale su Italia 1, era tra le inviate più amate. La giornalista ha vestito sia i panni dell’inviata che quelli di conduttrice. Nata a Brescia nel 1979, dopo la laurea all’università di Firenze ha cominciato a lavorare nel mondo del giornalismo e della televisione. A 23 anni ha esordito all’emittente locale Telesanterno, poi ha lavorato per Retebrescia. Nel 2009 il suo ingresso a “Le Iene”, dove ha realizzato servizi che hanno suscitato clamore e polemiche. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro, “Quando il gioco si fa duro”, dedicato al fenomeno del gioco d’azzardo in Italia. L’anno dopo ha vinto il Premio internazionale giornalismo di Ischia nella sezione tv. Poi le fu affidata la conduzione del talk show “Open Space”, realizzato dai produttori de Le Iene. Dal 2016 ha poi condotto il programma. Poi la lotta contro il tumore, raccontata nel libro “Fiorire d’inverno, mentre dopo la sua morte è stato pubblicato “Non fate i bravi”, una raccolta di sue poesie. Un anno fa infatti, dopo aver strenuamente combattuto contro il cancro, è morta. Era il 13 agosto e aveva 40 anni. Ma la sua grinta è stata fonte di ispirazione per tanti malati.

Nadia Toffa, i servizi e l’impegno sociale

Il coraggio e la passione sono i tratti distintivi del carattere e della professionalità di Nadia Toffa. Nel 2013 si occupò per la prima volta dell’Ilva, diventando una “bandiera” di famiglie e bambini. Non a caso è diventata cittadina onoraria di Taranto e dopo la sua morte le è stato intitolato il reparto di pediatria dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto, quello per il quale aveva sostenuto una raccolta fondi. Nel 2013 cominciò ad occuparsi anche della “Terra dei Fuochi“, mostrando come il cibo coltivato in quelle terre fosse contaminato e reso tossico dallo sversamento dei rifiuti. Per quel servizio riuscì a far parlare Carmine Schiavone, boss dei casalesi poi pentito, che le raccontò retroscena terribili. Ma meritano menzione anche i servizi sulla medicina non convenzionale ed Eleonora Brigliadori. Nel 2016 mostrò i metodi da “santone” con cui la showgirl sosteneva di allontanare le malattie, a partire dal metodo Hamer.

Nina Palmieri: “Era onesta e schietta”

Mi fa bene pensare Nadia, a costo di piangere”, ha detto di recente Nina Palmieri a Sorrisi, “lei non piangeva mai in diretta, io invece non riesco a trattenermi“. Non potrà mai dimenticare quell’ultima volta in cui ha visto la collega. Parliamo del 2017, quando Nadia non era ancora stata colpita dal malore a Trieste. “Era molto ‘rock’ quel giorno“, ha raccontato, “portava un giubbotto con le borchie. Fu allora che conobbe mia figlia Amanda, la prese in braccio e ci giocò insieme“. E ora che la Toffa non c’è più, la Palmieri deve fare i conti con l’assenza anche di alcuni tratti distintivi della sua personalità: “L’onestà e la schiettezza. Lei era a suo agio sempre e quindi metteva tutti a loro agio”. Invece Davide Parenti: “La scorsa stagione le abbiamo dedicato la sigla“, ha ricordato in un’intervista a Sorrisi, “è entrata ogni giorno nei nostri pensieri, prima di dormire”.

Il ricordo di Davide Parenti: “Energia pura”

Un anno di lutto per la morte di Nadia Toffa, di vuoto incolmabile. Davide Parenti a Sorrisi ricorda la sua “energia pura, si buttava nelle cose con curiosità, senza pensare ai pericoli. Una fuoriclasse generosa e un’amica su cui contare. Per me era come una figlia”. Sono in tanti a soffrire ancora per la scomparsa della giornalista. Lo dimostrano le lacrime di commozione che hanno rigato il volto di Federica Panicucci l’anno scorso, quando Mattino Cinque si è unita al coro di omaggi per ricordare le battaglie della nota guerriera bionda. Anche Gioia del Colle e Castellaneta hanno voluto renderle omaggio in occasione della 23^ edizione del Magna Grecia Awards, dedicando il premio proprio alla Toffa. Merito della sua lotta contro il cancro, che le ha permesso di diventare un simbolo per una delle battaglie più dure affrontata da molte persone.

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