NADIA TOFFA/ Quando il male è sconfitto nonostante la morte

- Matteo Fantozzi

Morte Nadia Toffa, a volte la morte non è la parola fine se nella vita si sono coltivati sogni, progetti ed emozioni. Sarà impossibile dimenticarla.

Nadia Toffa e Marco (Instagram)
Nadia Toffa e Marco (Instagram)

Nadia Toffa ci ha lasciato senza parole. Una mattina come un’altra si è trasformata rapidamente in un incubo, di quelli che sai sai che prima o poi sarebbero arrivati, ma che speri di allontanare il più possibile nel tempo. Stamattina tutti i telegiornali del nostro paese si sono aperti con la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: “È morta Nadia Toffa”. Le Iene sono stati la cassa di risonanza di questa notizia: “E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te non perde mai”. Proprio su queste parole volge la nostra attenzione, perché la morte non sconfiggerà mai una persona che ha lottato con coraggio, personalità e anche volontà di lasciare qualcosa. Perché Nadia è stata un esempio per tutte le persone che hanno passato dei problemi di salute e questo non lo potrà cancellare nemmeno la morte.

Nadia Toffa, parola fine per i leoni da tastiera

La morte di Nadia Toffa ha sancito la parola fine per i leoni da tastiera che in questo anno e mezzo di sofferenza hanno deciso di metterci il loro carico per peggiorare la situazione. Insulti gratuiti, parole di una pesantezza estrema sono sempre state ignorate con grande eleganza dalla giornalista bresciana. Una cosa che però non siamo riusciti a fare noi che l’abbiamo adorata e sostenuta. Il vuoto enorme che emerge dalle parole di queste persone non può che farci riflettere su quanto può essere pesante rivolgere anche solo una battuta a chi soffre. Pentirsi ora però è troppo tardi perché Nadia non c’è più davvero.



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