Napoli, Finanza tassa proventi illeciti usurai/ Evasione fiscale da 400mila euro

- Davide Giancristofaro Alberti

La Guardia di Finanza ha tassato i proventi illeciti degli usurai, recuperando 400mila euro per il fisco

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Arresti Guardia di Finanza (Foto: LaPresse)

Decisamente unica l’iniziativa della Guardia di Finanza di Napoli, che ha deciso di tassare gli usurai. Come riferito da numerose testate online, fra cui La Stampa, Il Mattino e il Messaggero, il comando provinciale delle fiamme gialle campane ha portato a termine nelle scorse ore una maxi operazione contro l’usura nell’area vesuviana, stabiese e oplontina. Il gruppo di Torre Annunziata ha intercettato e nel contempo cercato di capire la capacità contributiva proveniente da operazioni di usura negli ultimi cinque anni. Il risultato è stato un’evasione fiscale di circa 400mila euro, che ora dovranno essere versati come contributi e tasse all’Erario. La maxi operazione ha riguardato nel dettaglio 17 persone che hanno subito controlli fiscali e che attraverso i comportamenti illeciti e usurari erano riuscite ad accumulare ben un milione e mezzo di euro, soldi che ora verranno appunto tassati come detto sopra.

NAPOLI, FINANZA TASSA ILLECITI USURAI: ECCO I SOGGETTI COINVOLTI

Gli usurai erano tutte persone che recentemente erano state destinatarie di misure di custodia cautelare e di sequestri patrimoniali del valore di oltre 2 milioni e 400mila, soldi che per la maggior parte erano stati ottenuti dalle loro vittime tramite minacce, violenza fisica, vessazioni, e anche le armi, come hanno fatto sapere gli investigatori. A testimonianza della violenza con cui venivano messe in atto queste pratiche, il fatto che agli usurai si è arrivati anche a seguito di un’indagine aperta per un episodio di gambizzazione tramite un colpo di pistola. Fra le persone coinvolte sono stati scoperti anche numerosi soggetti che gravitavano negli ambienti della criminalità organizzata, altre avevano parenti narcotrafficanti a livello internazionale, mentre altre erano dei professionisti e degli imprenditori che avevano creato una sorta di “cassaforte” in Svizzera che serviva poi per alimentare i prestiti usurari. Gli investigatori sono convinti che tassare questi malaffari possa essere uno strumento molto utile per contrastare lo stesso fenomeno, in forte crescita negli ultimi tempi a causa della crisi economica post-covid.

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